Salute, al mare in gravidanza: consigli su cosa fare e cosa evitare
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- Creato 12 Luglio 2026
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ROMA, 12 lug. - Il mare e la gravidanza. Tante future mamme scelgono il riposo sotto l'ombrellone per passare i mesi di gestazione. Ma è la scelta sicura per sé e per il bambino? La risposta che arriva dagli studi scientifici è rassicurante: "Il mare non è da evitare. Come per molte attività della vita quotidiana, però, è importante sapere cosa fare, cosa evitare e quando è opportuno consultare il proprio medico". Lo ribadiscono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che?...' curata dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri).
Nuotare in mare in gravidanza è sicuro? "Sì, in una gravidanza che procede senza complicazioni. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2024 su 'Bmc Pregnancy and Childbirth' – che ha analizzato dieci studi clinici randomizzati su quasi 2.000 donne – ha mostrato che le attività acquatiche in gravidanza contribuiscono a controllare meglio il peso materno e a migliorare la qualità della vita, senza effetti negativi sul feto. Anche le principali linee guida internazionali supportano questa indicazione: l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda alle donne in gravidanza senza complicazioni almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata e le linee guida dell'American College of Obstetricians and Gynecologists includono esplicitamente l'idroterapia e gli esercizi acquatici tra le attività sicure in gravidanza. Nuotare in acqua ha il vantaggio di ridurre il carico sulle articolazioni e di alleggerire la sensazione di peso, particolarmente apprezzato negli ultimi mesi di gravidanza. Occorre però rispettare alcune precauzioni di buon senso: evitare le ore più calde della giornata; non esporsi a lungo al sole diretto; bere acqua frequentemente per non disidratarsi; non nuotare in mare aperto in presenza di correnti forti o condizioni meteo avverse. È comunque sempre utile informare il proprio ginecologo prima di iniziare qualunque programma di attività fisica, anche se di intensità moderata".
Allarme infezioni sessuali, a livelli record in 10 anni gonorrea e sifilide
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- Creato 24 Maggio 2026
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ROMA, 24 mag. - Allarme 'sesso pericoloso' in tutta Europa. "Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione", indicano i nuovi dati dell'Ecdc - Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che invoca "azioni urgenti per prevenire un'ulteriore diffusione, anche tra le donne in età fertile".
Gli ultimi rapporti epidemiologici annuali dell'agenzia Ue, aggiornati al 2024, documentano "un'impennata delle Ist", con "le notifiche di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita", che "hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un decennio, a testimonianza di una trasmissione sostenuta in diversi Paesi". In particolare, riporta una nota degli Ecdc, "i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l'infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati".
Hantavirus, non può causare una pandemia ma epidemie gravi
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- Creato 21 Maggio 2026
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ROMA, 21 mag. - L'hantavirus "non può causare una pandemia, ma epidemie anche gravi sì. I medici dovrebbero imparare a riconoscerlo". Parola di Emanuele Durante Mangoni, docente e medico internista membro del direttivo della Società italiana di medicina interna (Simi), che insieme al suo gruppo di lavoro ha pubblicato sullo 'European Journal of Internal Medicine' un'analisi del focolaio scoppiato sulla nave da crociera olandese Mv Hondius, con l'obiettivo di aiutare i camici bianchi a riconoscere tempestivamente un'infezione ancora poco conosciuta.
Il caso della nave, a bordo della quale sono stati riscontrati 11 casi di positività all'Hantavirus Andes, rappresenta per gli specialisti un caso emblematico di come un'infezione zoonotica possa diffondersi rapidamente attraverso i viaggi internazionali prima ancora di essere identificata.
Ebola, allarme in Congo per una nuova epidemia
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- Creato 16 Maggio 2026
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ROMA, 16 mag. - Era il settembre del 1976 quando in un laboratorio di microbiologia di Anversa un giovane scienziato, Peter Piot (oggi 77enne), si trovò sotto la lente del microscopio il virus Ebola.
Agli occhi dell'esperto, passato alla storia insieme ad altri colleghi per aver tracciato il suo identikit, era ancora un agente patogeno sconosciuto, stanato all'interno di fiale di sangue prelevate da una suora fiamminga missionaria in Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), morta di una misteriosa malattia che stava uccidendo decine di persone sulle rive del fiume Ebola. Piot volò con una squadra di camici bianchi nella foresta pluviale per rintracciarlo alla sua fonte, i pipistrelli. Negli occhi aveva l'agonia dei malati, tra febbre, disidratazione, vomito, diarrea ed emorragie.
Salute, Aifa: 'Abuso di paracetamolo negli adolescenti. Effetti anche irreversibili'
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- Creato 09 Maggio 2026
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ROMA, 09 mag. - L'abuso di paracetamolo può determinare "effetti indesiderati gravi", anche "irreversibili nei casi più severi". A chiarirlo è l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) che mette in guardia soprattutto gli adolescenti.
L'Agenzia, nel quadro delle attività di monitoraggio sulla sicurezza dei medicinali e in linea con le iniziative recentemente intraprese a livello europeo, "richiama l'attenzione sull'importanza di un uso corretto e consapevole del paracetamolo, con particolare riferimento ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti". Secondo l'Agenzia, "l'assunzione di quantità superiori a quelle indicate può infatti determinare effetti indesiderati anche gravi, in particolare a livello epatico, rendendo necessario mantenere alta l'attenzione sull'uso appropriato di questo medicinale, soprattutto in una fascia di età vulnerabile".
Ricerca, la tossina killer che potrebbe diventare un farmaco per l'uomo
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- Creato 04 Maggio 2026
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ROMA, 04 mag. - Nei parchi vive una tossina 'killer' per gli insetti. Per l'uomo può diventare un alleato. Si tratta di microrganismi responsabili di quell'odore così forte di terra che pervade l'aria dopo la pioggia. In ogni giardino, parco e campo da gioco del pianeta la superficie pullula di un tipo di batterio chiamato Streptomyces, uno degli organismi più abbondanti della Terra. Ma le molecole di quel profumo familiare sono solo la punta dell'iceberg delle sostanze chimiche che producono questi microbi che vivono nel terreno.
Gli Streptomyces sono vere e proprie fabbriche farmaceutiche naturali, responsabili della produzione di molti dei composti antitumorali, immunosoppressori e antibiotici utilizzati nelle cliniche di tutto il mondo.
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