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Giovedi, 10 Settembre 9:05:am

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Melanoma: cure sempre migliori ma la vera rivoluzione è la prevenzione

Medico Dermatologo2ROMA, 26 lug. - La pelle è l'organo più esteso del corpo umano. Ma è anche il più esposto. La protezione è d'obbligo seppure non sempre è corretta, mentre impazzano sul web le fake news e persino i negazionisti dei benefici dell'uso di creme con filtri solari.

Nella Giornata mondiale della salute della pelle, che si è celebrata l'8 luglio, con Paolo Ascierto, oncologo e direttore dell'Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell'Istituto Pascale di Napoli, tra i maggiori esperti di melanoma, l'Adnkronos Salute fa il punto su una delle malattie tre le più temute.

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Il potere del cioccolato: basta annusarlo e in palestra si fa meno fatica

Ricerca5MILANO, 21 lug. - Cioccolato superfood, esplosione di piacere e bomba energetica. Tanto potente che per beneficiare delle sue virtù si può anche non mangiarlo: a volte basta 'sniffarlo'.

Annusarne il profumo prima di una sessione di palestra può alleggerire la fatica dell'allenamento, un 'doping buono' che funziona anche a stomaco vuoto. Lo suggerisce uno studio pubblicato su 'Frontiers in Physiology', che indaga il rapporto tra olfatto, appetito e capacità di esercizio e indica che il digiuno notturno non necessariamente compromette le performance di chi comincia la giornata facendo sport, a patto però di avere del cioccolato a portata di mano.

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Dengue, in Italia prevale trasmissione a breve distanza entro 400 metri

Virus Dengue Ricerca1ROMA, 15 lug. - I focolai di dengue che si verificano in Italia quando viene importato un caso dall'estero, si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con trasmissione dell'infezione al massimo a 400 metri distanza. Lo indica uno studio coordinato dall'Istituto superiore di Sanità (Iss) e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di Dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance.

La ricerca conferma come l'identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.

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Salute, al mare in gravidanza: consigli su cosa fare e cosa evitare

Maternità Gravidanza2ROMA, 12 lug. - Il mare e la gravidanza. Tante future mamme scelgono il riposo sotto l'ombrellone per passare i mesi di gestazione. Ma è la scelta sicura per sé e per il bambino? La risposta che arriva dagli studi scientifici è rassicurante: "Il mare non è da evitare. Come per molte attività della vita quotidiana, però, è importante sapere cosa fare, cosa evitare e quando è opportuno consultare il proprio medico". Lo ribadiscono gli esperti della piattaforma anti-bufale 'Dottore ma è vero che?...' curata dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri).

Nuotare in mare in gravidanza è sicuro? "Sì, in una gravidanza che procede senza complicazioni. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2024 su 'Bmc Pregnancy and Childbirth' – che ha analizzato dieci studi clinici randomizzati su quasi 2.000 donne – ha mostrato che le attività acquatiche in gravidanza contribuiscono a controllare meglio il peso materno e a migliorare la qualità della vita, senza effetti negativi sul feto. Anche le principali linee guida internazionali supportano questa indicazione: l'Organizzazione mondiale della sanità raccomanda alle donne in gravidanza senza complicazioni almeno 150 minuti a settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata e le linee guida dell'American College of Obstetricians and Gynecologists includono esplicitamente l'idroterapia e gli esercizi acquatici tra le attività sicure in gravidanza. Nuotare in acqua ha il vantaggio di ridurre il carico sulle articolazioni e di alleggerire la sensazione di peso, particolarmente apprezzato negli ultimi mesi di gravidanza. Occorre però rispettare alcune precauzioni di buon senso: evitare le ore più calde della giornata; non esporsi a lungo al sole diretto; bere acqua frequentemente per non disidratarsi; non nuotare in mare aperto in presenza di correnti forti o condizioni meteo avverse. È comunque sempre utile informare il proprio ginecologo prima di iniziare qualunque programma di attività fisica, anche se di intensità moderata".

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Allarme infezioni sessuali, a livelli record in 10 anni gonorrea e sifilide

Sessualità2ROMA, 24 mag. - Allarme 'sesso pericoloso' in tutta Europa. "Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione", indicano i nuovi dati dell'Ecdc - Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che invoca "azioni urgenti per prevenire un'ulteriore diffusione, anche tra le donne in età fertile".

Gli ultimi rapporti epidemiologici annuali dell'agenzia Ue, aggiornati al 2024, documentano "un'impennata delle Ist", con "le notifiche di gonorrea e sifilide, insieme alla sifilide congenita", che "hanno raggiunto i livelli più alti da oltre un decennio, a testimonianza di una trasmissione sostenuta in diversi Paesi". In particolare, riporta una nota degli Ecdc, "i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l'infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati".

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Hantavirus, non può causare una pandemia ma epidemie gravi

Ricerca5ROMA, 21 mag. - L'hantavirus "non può causare una pandemia, ma epidemie anche gravi sì. I medici dovrebbero imparare a riconoscerlo". Parola di Emanuele Durante Mangoni, docente e medico internista membro del direttivo della Società italiana di medicina interna (Simi), che insieme al suo gruppo di lavoro ha pubblicato sullo 'European Journal of Internal Medicine' un'analisi del focolaio scoppiato sulla nave da crociera olandese Mv Hondius, con l'obiettivo di aiutare i camici bianchi a riconoscere tempestivamente un'infezione ancora poco conosciuta.

Il caso della nave, a bordo della quale sono stati riscontrati 11 casi di positività all'Hantavirus Andes, rappresenta per gli specialisti un caso emblematico di come un'infezione zoonotica possa diffondersi rapidamente attraverso i viaggi internazionali prima ancora di essere identificata.

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