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Mencarelli e Cirri: 'Il nostro sistema sanitario al collasso, ma come abbiamo potuto permetterlo?'

Mantova Festivaletteratura Mencarelli-CirriMANTOVA, 08 set. - Quello della malattia mentale è un tema che Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega giovani nel 2020 con il romanzo Tutto chiede salvezza, conosce bene. Proprio il modo in cui l'ha proposto in questo lavoro letterario evidenzia una conoscenza della materia affrontata e proposta in modo da catturare l'attenzione di un pubblico giovane che si è appassionato alla serie che Netflix ha tratto dal romanzo.

Serie della quale, come ha ammesso lo stesso scrittore ieri in piazza Castello intervistato da Massimo Cirri, è in arrivo una seconda stagione sull'onda del grande successo ottenuto dalla prima.

"Per 32 anni della mia vita – ha detto Mencarelli – ho avuto a che fare con psichiatri, psicologi e mi sono reso conto che il nostro sistema sanitario, in particolare quello che si occupa della salute mentale ma non solo, sta crollando. Il problema, più in generale, riguarda il sotto finanziamento sempre più marcato delle strutture sanitarie ormai sotto agli occhi di tutti, tanto che mio padre di oltre 80 anni mi ha implorato di non portarlo all'ospedale se dovesse ammalarsi gravemente". E sugli ospedali il vincitore dello Strega ha una visione chiara: "Gli ospedali in Italia sono gli ultimi centri culturali e sociali rimasti. Sono luoghi del dolore dove l'uomo, spogliato dalle convenzioni, torna a essere un uomo che gurda alla sua natura più profonda".

Ma la domanda con cui Cirri ha stuzzicato Mencarelli è come noi tutti, cittadini italiani, abbiamo permesso che accadesse tutto ciò? Perché non abbiamo impedito il crollo del sistema sanitario?. "Abbiamo creduto a false narrazioni – ha risposto lo scrittore – e la cosa più grave è che non abbiamo reagito prima e non stiamo reagendo neppure adesso".

Nel suo ultimo romanzo, Fame d'aria, Mencarelli affronta di nuovo un tema vicino alla salute mentale, stavolta concentrandosi sulla storia di un padre di 52 anni con un figlio autistico e mette in evidenza come le famiglie che si trovano in queste condizioni, sempre più spesso, sono costrette a trovare soluzioni individuali "perché manca – ha detto – il rapporto con le istituzioni e si è dissolta anche la solidarietà orizzontale fra le persone a vantaggio di una logica che divide il mondo in ricchi e poveri e bolla questi come la zavorra che rallenta la crescita".

In questo quadro non certo a colori sgargianti, che rispecchia per certi versi molti aspetti della nostra realtà, Mencarelli vede una luce nella letteratura "che è faticosa e non va confusa con l'intrattenimento, perché la letteratura, come la poesia, è un gesto politico che richiede un profondo impegno mentale". La letteratura, insomma, è faticosa, ma può salvarti, svegliarti dal torpore, farti reagire.

Emanuele Salvato

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Scaricate gratuitamente il programma e la mappa del Festivaletteratura. Le versioni cartacee sono anche reperibili nei principali punti di interesse del Festivaletteratura.

 


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