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Conquista della terza età e longevità sostenibile come obiettivo politico: con Lidia Ravera e Antonella Viola a Palazzo San Sebastiano

Mantova Festivaletteratura Ravera-ViolaMANTOVA, 10 set. – Il titolo dell'evento, "I vecchi non esistono", è una bugia provocatoria. L'ha messo subito in chiaro Silvia Bencivelli introducendo l'incontro a Palazzo San Sebastiano con la scrittrice Lidia Ravera e l'immunologa Antonella Viola, autrici di due recenti libri dedicati ai vari aspetti della terza età.

La prima a fornire la propria testimonianza diretta è Lidia Ravera, in riferimento al suo libro "Age Pride". "Oggi ho meno paura della vecchiaia anche grazie al mio strumento di indagine, la scrittura, che mi ha fatto capire che questo tipo di paura è l'eredità delle generazioni precedenti che mi sono apparse sempre infelici, negative.

 E invece chi ha vissuto a lungo deve sentirsi orgoglioso perché porta in sé il frutto della fatica di vivere, deve sapere che la giovinezza non è un modello e ribellarsi agli stereotipi. Sappiamo invecchiare: perché vergognarsi di appartenere alla natura? Le donne nel terzo tempo devono diventare da oggetto, soggetti di desiderio”.

ViolaAntonella2Ad Antonella Viola (autrice di La via dell’equilibrio) il compito di un’analisi e definizione più tecnica e scientifica. “Bisogna distinguere l’aspetto biologico da quello culturale; anche grazie alla scienza medica l’età media delle persone si è alzata molto dal ‘900 e soprattutto negli ultimi anni.

Oggi i centenari sono molti di più: la scienza della longevità aiuta. Che fa la differenza nella vecchiaia è la libertà di essere noi stessi senza doverci sentire parte di una categoria definita per stereotipo, saper trovare il piacere di dedicare a noi stessi il tempo che rimane. Aggiungere vita agli anni e non anni alla vita”.

Come è noto, il nostro paese invecchia e l’età media si alza: il 23,8% degli italiani ha più di 65 anni – 14 milioni di persone! -e l’aspettativa di vita è di 84 anni per i maschi e 88 per le donne. Non è un problema da poco per le politiche sanitarie considerando che in molti casi gli ultimi 20/30 anni di vita sono spesso accompagnati da malattie, come ha rilevato Antonella Viola.

RaveraLidia1“Se siamo vecchi in salute, ok, altrimenti il sistema sanitario non può reggere: il cambiamento della società rischia di portarla al collasso, come già si sta facendo. Bisogna parlare di prevenzione, ma iniziando da quando si è giovani; puntare all’obiettivo politico di longevità sostenibile, proteggere il pianeta sapendo che tutto ciò che fa male alla nostra salute fa male anche all’ambiente e quello che fa male all’ambiente fa male anche a noi”.

Un aspetto particolare del tema è stato evidenziato da Lidia Ravera: “Questi 30 anni di vita in più non ci sono mai stati; noi siamo degli esploratori di qualcosa che non si era mai verificato. Eravamo maggioranza quando siamo nati, Baby Boomers, e adesso da vecchi siamo ancora maggioranza: vorrei che avessero paura di noi, paura politica! No all’eterna giovinezza, ma dobbiamo essere agili e flessibili, muoverci a tempo con il tempo senza ostinarci nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nasconderci”.

BencivelliSilvia1Che la donna sia biologicamente più forte è un dato confermato da Antonella Viola. â€œMa il rovescio della medaglia è che in vecchiaia le donne sono più soggette a malattie e alla depressione. Chiaramente un elemento che incide sulla qualità della vita da vecchi è anche la povertà e, quindi, bisogna combattere sia le disuguaglianze economiche che quelle di genere”.

Un’ultima domanda, fuori tema, Lidia Ravera l’ha posta ad Antonella Viola chiedendole una precisazione sulla sua presa di posizione rispetto al consumo di vino. “Il problema non è il vino in sé, ma l’alcol che è un infiammatorio capace di impedire il corretto funzionamento di parti dell’organismo. L’etanolo è universalmente riconosciuto cancerogeno ed è più deleterio per le donne e in età avanzata. Bisogna usare molta moderazione e se si vuol bere di tanto in tanto, bere bene, ma poco. Una cosa è certa: l’alcol del vino non fa bene”.

Guido Mario Pavesi

 

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Scaricate gratuitamente il programma e la mappa del Festivaletteratura. Le versioni cartacee sono anche reperibili nei principali punti di interesse del Festivaletteratura.

 

Sappiamo invecchiare: perché vergognarsi di appartenere alla natura? Le donne nel terzo tempo devono diventare da oggetto, soggetti di desiderio”. Ad Antonella Viola (autrice di La via dell’equilibrio) il compito di un’analisi e definizione più tecnica e scientifica. “Bisogna distinguere l’aspetto biologico da quello culturale; anche grazie alla scienza medica l’età media delle persone si è alzata molto dal ‘900 e soprattutto negli ultimi anni. Oggi i centenari sono molti di più: la scienza della longevità aiuta. Che fa la differenza nella vecchiaia è la libertà di essere noi stessi senza doverci sentire parte di una categoria definita per stereotipo, saper trovare il piacere di dedicare a noi stessi il tempo che rimane. Aggiungere vita agli anni e non anni alla vita”. Come è noto, il nostro paese invecchia e l’età media si alza: il 23,8% degli italiani ha più di 65 anni – 14 milioni di persone! -e l’aspettativa di vita è di 84 anni per i maschi e 88 per le donne. Non è un problema da poco per le politiche sanitarie considerando che in molti casi gli ultimi 20/30 anni di vita sono spesso accompagnati da malattie, come ha rilevato Antonella Viola. “Se siamo vecchi in salute, ok, altrimenti il sistema sanitario non può reggere: il cambiamento della società rischia di portarla al collasso, come già si sta facendo. Bisogna parlare di prevenzione, ma iniziando da quando si è giovani; puntare all’obiettivo politico di longevità sostenibile, proteggere il pianeta sapendo che tutto ciò che fa male alla nostra salute fa male anche all’ambiente e quello che fa male all’ambiente fa male anche a noi”. Un aspetto particolare del tema è stato evidenziato da Lidia Ravera: “Questi 30 anni di vita in più non ci sono mai stati; noi siamo degli esploratori di qualcosa che non si era mai verificato. Eravamo maggioranza quando siamo nati, Baby Boomers, e adesso da vecchi siamo ancora maggioranza: vorrei che avessero paura di noi, paura politica! No all’eterna giovinezza, ma dobbiamo essere agili e flessibili, muoverci a tempo con il tempo senza ostinarci nell'imitazione di modelli scaduti. Ma senza nasconderci”. Che le donne sia biologicamente più forte è un dato confermato da Antonella Viola “Ma il rovescio della medaglia è che in vecchiaia sono più soggette a malattie e alla depressione. Chiaramente un elemento che incide sulla qualità della vita da vecchi è anche la povertà e, quindi, bisogna combattere sia le disuguaglianze economiche che quelle di genere”. Un’ultima domanda, fuori tema, Lidia Ravera l’ha posta alla Viola chiedendole una precisazione sulla sua presa di posizione rispetto al consumo di vino. “Il problema non è il vino in sé, ma l’alcol che è un infiammatorio capace di impedire il corretto funzionamento di parti dell’organismo. L’etanolo è universalmente riconosciuto cancerogeno ed è più deleterio per le donne e in età avanzata. Bisogna usare molta moderazione e se si vuol bere di tanto in tanto, bere bene, ma poco. Una cosa è certa: l’alcol del vino non fa bene”.


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