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Wenders racconta con lucida poesia la bellezza della routine nei Perfect Days di Hirayama

film PerfectDays Locadina1Hirayama è un uomo di circa sessantanni. Vive nell'immensa pancia di Tokyo in un appartamento non certo lussuoso, ma pulito, ordinato. Ogni mattina si sveglia, innaffia le sue piante, si prepara per andare al lavoro indossando la tuta che lo identifica come addetto alle pulizie delle avveniristiche toilette pubbliche della capitale giapponese.

Si prende un caffè in lattina a un distributore di bibite, sale sul suo furgoncino, sceglie la cassetta da inserire nel mangianastri e parte. Svolge il proprio lavoro con estrema metodicità e cura, segue precisi rituali: fa una pausa mangiando un panino in un parco, fotografa la luce che filtra fra gli alberi con una macchina rigorosamente analogica e poi riparte fino alla sera quando rientra, deposita il furgone e sale sulla bici con la quale raggiunge un bagno pubblico dove si lava (nel suo appartamento non ha la doccia) sempre con estrema accuratezza e poi conclude la giornata in una tavola calda, sempre la stessa. Terminata la cena se ne torna a casa dove legge un libro fino ad addormentarsi e ripartire il giorno successivo, rigorosamente uguale a quello precedente.

Sono questi i Perfect Days che Wim Wenders ha disegnato per il suo personaggio, interpretato magistralmente da Koji Yakusho (non caso premiato come miglior attore protagonista a Cannes). Un uomo assolutamente soddisfatto della propria routine, attento ai particolari, di animo buono e nobile che accompagna le proprie giornate con le canzoni di Lou Reed, Janis Joplin, Van Morrison e si immerge orgogliosamente nella quotidianità personale di una città nevrotica e moderna, ma capace di riservare poetici angoli di autentica serenità soprattutto a chi è attento ai particolari come il protagonista del film.

Una sorta di antieroe che vive nei tempi di Internet e del digitale ascoltando musicassette, convinto che Spotify sia un negozio di dischi e ansioso di andare a sviluppare il rullino di foto realizzate durante le sue giornate meravigliosamente sempre uguali, ma sempre in grado di riappacificarlo con se stesso e con il mondo.

A modificare la routine di Hirayama sono gli incontri che avvengono nel corso delle giornate, quelli quasi sempre diversi: il collega giovane e petulante, la nipote, la sorella, lo sconosciuto con il quale ingaggia una rincorsa di ombre, la giovane incuriosita dalle sue musicassette, la titolare del ristorante che gli riserva particolari attenzioni... Ognuno di loro arricchisce, a suo modo, la quotidianità di Hirayama e qualche cambiamento nel suo approccio alle giornate - e alla vita - lo si intuisce, ma il filo rosso rimane sempre quello e l'elogio della quotidinaità e della routine è un must che emerge nettamente dal racconto di Wenders che utilizza il suo classico stile documentaristico immergendolo, allo stesso tempo, in una poesia tanto semplice quanto in grado di toccare l'animo umano nel profondo.

Perfect Days è in programmazione a Mantova al cinema Mignon e alla multisala Starplex.

Emanuele Salvato


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