'La guerra è sempre fratricida, l’impegno per la pace riguarda tutti noi'. Cn il cardinale Matteo Maria Zuppi, Lucio Caracciolo e Paola Caridi in Sant’Andrea
- Dettagli
- Creato 10 Settembre 2026
- Pubblicato 10 Settembre 2026
MANTOVA, 10 set. – Parole quanto mai attuali, guerra e pace da quattro anni fanno parte della nostra quotidianità ed è dalla considerazione dell'ineluttabilità degli eventi bellici come condizione normale che ha preso spunto l'indirizzo dato da Paola Caridi all'incontro con il saggista, accademico italiano Lucio Caracciolo e il cardinale Matteo Maria Zuppi, oggi pomeriggio nella Basilica Concattedrale di Sant'Andrea.
"Vogliamo parlare più di pace e meno di guerra" ha esordito la giornalista esperta in relazioni internazionali geopolitica del Medio Oriente e dei paesi arabi, proponendo una riflessione su quanto il linguaggio di questi tempi oscilli tra pace riarmata e pace disarmata.
A definire il perimetro dell'incontro, il titolo stesso "spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri", celebre profezia di pace universale tratta dal Libro di Isaia nella Bibbia, ma soprattutto le parole della benedizione Urbi et Orbi di papa Leone XIV (E pace sia!) ribadite dal Pontefice in occasione della Giornata Mondiale della Pace con un chiaro richiamo al disarmo e ad una pace disarmata e disarmante.
"La pace l'abbiamo data per scontata credendo che il sistema reggesse – ha sottolineato il cardinale Zuppi -, mentre invece ora viene smantellato. Bisogna cercare una pace disarmata distinguendo tra difesa, sicurezza necessaria e la logica del riarmo che si sta ampliando in misura esponenziale. Si è tornati a pensare che la pace va preparata con la guerra, ma invece dobbiamo individuare tutti gli strumenti per preparare la pace".
Un impegno, in questa direzione, che secondo Lucio Caracciolo chiama in causa tutti noi a fronte di una situazione in cui le guerre diventano sempre più automatizzate col rischio che le armi possano sfuggire al nostro controllo. La costruzione della pace deve passare dal dialogo – ha precisato Caracciolo -: non c'è pace giusta o sbagliata. La premessa è riconoscere nell'altro un nemico umano, non un animale umano come succede a Gaza.
La radice del conflitto sta in questa mancanza di riconoscimento e le religioni, quando vengono utilizzate in funzione bellica, hanno grosse responsabilità. A Gaza è in atto un genocidio ma vorrei evitare di farne uno slogan che diventa ostacolo al dialogo: rinuncio a un termine per aprire un dialogo. Solo tramite la politica si può porre fine a una guerra, ma quella la vera assente oggi. La pace deriva da un accordo mediato dal compromesso, ma i politici sono sempre meno propensi a prendersi responsabilità e mi chiedo perché l'Italia abbia rinunciato a dire la propria accodandosi all'idea di cavarsela con sanzioni di debole efficacia".
Anche per il cardinale Zuppi in assenza di luoghi di dialogo diplomatico si afferma solo la cultura della strapotenza che stiamo vivendo ed è necessario dare valore all'altro, disintossicarci dai pregiudizi. "La guerra è sempre fratricida, ha ribadito, e la deformazione delle religioni è una bestemmia, ma è necessario saper parlare anche con i "cattivi", altrimenti ci sono solo le armi. La pace è risolvere i conflitti col diritto, la politica, il dialogo. Non si risolve con una tregua ed è fondamentale risolvere le cause, pensarsi insieme e ricostruire la famiglia umana, il rispetto dell'altro".
Ultim'ora
-
L'IA può capire dalla nostra voce quanto stiamo invecchiando
12 Oct 2026 21:32
-
Asma nei bambini più controllata con app, inalatori smart, sensori indossabili
12 Oct 2026 19:37
-
A Nottingham, primo impegno pubblico insieme per Harry e Meghan
12 Oct 2026 19:19
-
I pini di Roma o le onde dell'Adriatico, ora sono opere d'arte al Signal forum di Praga
12 Oct 2026 18:49
-
Dall'atomica all'uso malevolo dell'IA, 'le 17 minacce per l'umanità'
12 Oct 2026 18:24



Seguici su: