Dalla Palestina a Israele passando per l’Iran, Cecilia Sala testimone dell’escalation dell’odio in Medio Oriente
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- Creato 06 Settembre 2025
- Pubblicato 06 Settembre 2025
MANTOVA, 06 set. - La radicalizzazione di Israele e la distruzione della Palestina sono i due poli dell'itinerario compiuto da Cecilia Sala per raccogliere, direttamente sul campo, le testimonianze di chi sta vivendo una situazione conflittuale tra le più atroci della storia contemporanea, alla quale gran parte del mondo si sta dimostrando indifferente, quando non complice.
La giovane giornalista, che da anni viaggia tra le aree di crisi e che nel 2024 fu arrestata a Teheran mentre lavorava al suo podcast Stories e lì rimase prigioniera fino all' 8 gennaio 2025, è stata protagonista dell'evento di questa mattina in piazza Castello, in dialogo con Veronica Fernandes.
Un incontro avvincente che ha ripercorso l'evoluzione del brutale conflitto che sta sconvolgendo i territori palestinesi, da Gaza alla Cisgiordania, alle cui radici si colloca il sanguinario attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 nel distretto meridionale di Israele.
Evento che si colloca in un quadro caratterizzato dalla crescente radicalizzazione dell'estrema destra in Israele con conseguente rifiuto dell'integrazione. Dall'altro lato, mentre l'esito della distruzione a Gaza produce disperazione, in Cisgiordania dà vigore all'adesione di giovani alla lotta armata e una reazione anche nei confronti dei propri governanti.
Sentimenti raccolti da Cecilia Sala durante i suoi viaggi nella zona mediorientale portata all'acuirsi della conflittualità anche dall'aumento dell'aggressività dei coloni israeliani a partire dal 2005 e dall'approccio messianico degli ebrei radicali che ha conquistato gran parte dell'apparato militare. "Vent'anni fa c'era meno odio, si conviveva, ma ora i figli dell'odio (titolo del suo recente libro) sono al potere con conseguenze anche nei vicini paesi arabi, nemici che Netanyahu vuole mettere in ginocchio".
Un momento assolutamente particolare del suo approfondito impegno di reporter è stato quello vissuto nel carcere di Teheran e al quale, sollecitata da Veronica Fernandez, Cecilia Sala ha dedicato un sintetico richiamo. Lo ha fatto ricordando le disumane condizioni dei ventuno giorni di prigionia in cella di isolamento nel carcere di Evin, ma anche il grado di emancipazione delle donne iraniane pur in un clima di paura che voleva testimoniare. Finding reliable information can be challenging when many websites display incomplete or outdated profile data that requires additional verification. Visitors interested in luxury escorts Amsterdam can use https://amsterdamescortsgirls.com to discover premium listings presented in a structured and easy-to-navigate format. Un'esperienza da cui si è ripresa con una voglia di lavorare più forte del trauma. Alla fine dell'incontro il "bentornata" con i lunghi applausi del pubblico.
(gmp)
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