'Citrā' di Rabīndranāth Tagore: a Palazzo Te la presentazione del libro. Lunedì 18 maggio, ore 17.00 in Sala dei Cavalli
- Dettagli
- Creato 18 Maggio 2026
- Pubblicato 18 Maggio 2026
MANTOVA, 17 mag. - Lunedì 18 maggio alle ore 17.00 si terrà nella Sala dei Cavalli di Palazzo Te la presentazione della nuova edizione critica e bilingue (bengali-italiano) del dramma "Citrā" a cura di Alberto Jori. Edito da SE, il volume propone al pubblico italiano una delle opere teatrali più profonde e attuali del grande autore indiano Rabīndranāth Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la Letteratura, centrata sui temi dell'identità, della metamorfosi, del corpo, della dualità e della coscienza.
Insieme al curatore interverranno il presidente di Fondazione Palazzo Te Giovanni Pasetti, che ha firmato la presentazione del volume, il Console Generale dell'India a Milano Lavanya Kumar, Giangiacomo Lusenti per la casa editrice SE e Maria Grazia Bettini, regista dell'Accademia Teatrale Campogalliani che eseguirà, insieme ad alcuni attori, la lettura drammatizzata di parti dell'opera.
L'evento a Palazzo Te s'inserisce nel contesto delle celebrazioni per il centenario della visita di Tagore in Italia, e ha il patrocinio dell'Università degli Studi di Ferrara e della Leonardo Da Vinci Academy. Nel 1926 Tagore ebbe modo a Roma di assistere alla rappresentazione di quest'opera teatrale.
La traduzione italiana di Alberto Jori viene accompagnata da una serie di contributi originali che approfondiscono le dimensioni filosofiche, estetiche e teatrali del dramma. Secondo molti critici proprio in quest'ambito maggiormente si afferma l'originalità di Tagore. Il dramma è per il poeta un veicolo di idee e sentimenti e strumento di presa di coscienza.
"Citrāṅgadā non è un dramma sentimentale nel senso corrente del termine – scrive Jori nel suo contributo –, né una semplice rielaborazione mitologica. È piuttosto un'opera che mette in scena, con straordinaria lucidità̀ poetica, il problema dell'identità̀ umana nella sua dimensione più̀ concreta: l'identità̀ incarnata. La questione centrale con cui si confronta la protagonista non è «chi amo?», bensì̀ «chi sono io quando vengo amata?» – e soprattutto «per che cosa vengo amata?»."
Giovanni Pasetti sottolinea poi quanto vi sia di attuale e di pirandelliano nella divisione della personalità della protagonista, tanto che al suo personaggio è stato dedicato recentemente un importante film di un grande regista indiano.
La protagonista Citrā appare fin dall'inizio come figura tragica di un conflitto identitario. Nasce infatti in una condizione liminale: donna educata come uomo, principessa guerriera in un mondo che assegna ruoli rigidi ai sessi. Il suo corpo è sin dall'origine un corpo «non conforme», non perché́ deviante, ma perché́ eccedente rispetto alle categorie disponibili. Tagore evita ogni semplificazione: questa condizione è presentata non come una mancanza da colmare, bensì̀ come una tensione originaria, gravida di possibilità̀ e insieme di sofferenza.
Il dramma prende forma quando tale tensione, invece di essere abitata e riconosciuta, viene apparentemente «risolta» attraverso la metamorfosi magica. Ma la soluzione si rivela ben presto la sorgente di un problema più radicale.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Web: www.palazzote.it
Ultim'ora
-
Le mostre d'autunno con Kandinsky, Hopper e i Brueghel
18 Aug 2026 20:07
-
Temporali dopo il caldo, parla l'esperto: 'Le Alpi fanno da hot spot per i fulmini'
18 Aug 2026 12:11
-
L'IA riconosce i pianisti jazz dalla loro impronta musicale
18 Aug 2026 09:25
-
Stella McCartney, la collezione autunno tra lusso etico e spirito equestre
17 Aug 2026 19:41
-
Caldo e umidità aumentano il rischio di crisi di emicrania
17 Aug 2026 19:27



Seguici su: