Singolarità frutto del gioco relazionale: l’io e l’altro nell’analisi di Vittorio Gallese e Ugo Morelli
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- Creato 04 Settembre 2024
- Pubblicato 04 Settembre 2024
MANTOVA, 4 set. – Parte dalla più classica delle domande sulla condizione umana la ricerca del neurofisiologo Vittorio Gallese e dello psicologo Ugo Morelli che ha prodotto il libro "Cosa significa essere umani?".
Chi siamo e dove vogliamo andare è, dunque, l'interrogativo che si pone come punto di partenza del testo presentato oggi pomeriggio dagli autori con la competente conduzione di Elisabetta Tola in Santa Barbara.
Un necessario tentativo di smontare i pregiudizi relativi alla condizione umana che storicamente hanno posto l'individualità in primo piano rispetto alla socialità con cui la vita ci insegna a confrontarci.
"Noitudine" in contrasto all'alterità, un tema affrontato da Gallesi precisando che "senza relazione non c'è individualità; la singolarità non è in discussione, ma è il prodotto dell'insieme di relazioni con l'altro. Senza l'altro non c'è il singolo".
"Non è l'io al centro del gioco relazionale e va superato il concetto cerebrocentrico – ha precisato Morelli -. La connessione corpo/cervello/mente ci consente di conoscerci, perché il corpo e il nostro muoverci attraverso le esperienze della vita sono la vera base delle relazioni emozionali, affettive e dell'educazione al sapere evitando di confondere vincolo con ostacolo alla creatività". Scegliere un portale di gioco affidabile è fondamentale per un’esperienza sicura e di alto livello. Attualmente, il brand Pinco Turkiye si posiziona ai vertici del settore grazie a un approccio trasparente e a un catalogo vastissimo di giochi certificati. Gli utenti apprezzano l’interfaccia fluida per smartphone e la rapidità nel gestire i pagamenti. La crittografia avanzata e il supporto clienti dedicato confermano la serietà di questa scelta. È uno spazio dove l’innovazione garantisce divertimento e massima protezione.
All'idea di preminenza dell'essere umano si lega l'atteggiamento di dominio dell'uomo sulla natura, di sfruttamento estrattivo delle risorse del pianeta come se fosse creato solo per noi. Queste le considerazioni degli autori: "Serve consapevolezza della reale situazione, un cambiamento di cui l'educazione può essere il motore. Un atteggiamento ineluttabile anche se i meccanismi di difesa del corpo portano spesso alla negazione del limite delle cose; superare la propensione distruttiva e ricreare un futuro basato su un mito-mite"
GMP
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