1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer
Lunedi, 10 Maggio 12:09:am

Seguici su:

FacebookTwitterYoutube

Caparròs: 'Il mio ritorno al giallo grazie a Camilleri e a un'estate italiana'

Mantova Festivaletteratura CaparròsMANTOVA, 11 set. - Martin Caparròs presenta la sua ultima fatica letteraria a Festivaletteratura: lo scrittore si sforza di parlare in italiano per tutta la durata dell'incontro condotto da Bruno Arpaia, mettendo da parte il suo caratteristico accento argentino.

Caparròs è prolifico autore di saggi, inchieste giornalistiche e di romanzi come "Amore e Anarchia" e "il terzo corpo": il suo ritorno al giallo dopo vent'anni con il recente "Tutto per la patria" desta la curiosità di Arpaia su come sia arrivato a questa scelta. Con il suo piglio affabile, Cabarròs gli risponde che la scelta è legata all'Italia: "tre anni fa ho passato un'estate incollato ai romanzi del Montalbano di Camilleri, ritrovando quella spensieratezza di leggere che si ha da giovani". Da qui l'idea dell'autore di provare a continuare quel percorso gioioso mettendolo su carta e tornando ad un genere che gli aveva dato grande notorietà.

Arpaia definisce "noir storico" l'ultima creatura dello scrittore e anche il periodo in cui è ambientato delinea una scelta ben precisa che Caparròs spiega con una battuta: "torno all'età dell'oro del tango, gli anni Venti e Trenta dell'Argentina, epoca su cui non si scrive piÚ, considerata roba da museo". Per l'autore quella è stata un'epoca gravida di cambiamenti e tensioni, accomunati dall'esperienza del Tango come filo culturale comune: "è un po' come la trap per la nostra epoca" aggiunge sorridendo Caparròs.

Il punto di partenza della storia raccontata dall'intellettuale argentino – come spiega al pubblico del Festival - è un fatto di cronaca relativo ad un importante calciatore del River Plate, Bernabé Ferreyra detto "la fiera" che rivela tutto un mondo in cui si mescolano malavita, estrema destra e le tensioni presenti nella società dell'epoca. Tra personaggi realmente esistiti, Caparròs inserisce figure frutto di finzione narrativa come il protagonista Andrès Rivarola: "Rivarola ha trent'anni , ma non ha ancora deciso cosa fare della sua vita. È un immigrato italiano di seconda generazione che vuole sentirsi argentino". A questo proposito l'autore sottolinea che lo descriverebbe come un "Chantapufi" termine dispregiativo di derivazione genovese entrato nella lingua argentina. Rivarès cerca il successo come autore di tanghi e la sua relazione con la bionda ed emancipata Raquèl, lo porterà a conoscere alcune delle figure più influenti dell'epoca editori, criminali e anche un giovane ed impacciato Borges.

Per Arpaia è peculiare anche la ricostruzione di una Buenos Aires ancora in fermento e multiculturale in cui il concetto di "argentinità" è sinonimo di accoglienza: Caparròs con amarezza riflette su una società "calecita" come una giostra che gira su sÊ stessa tornando sempre alle stesse cose. "C'era una forte spinta ad europeizzare il Paese, e a milioni arrivarono dal vecchio continente. Molti lavoratori erano sindacalisti e marxisti, questo portò nuova linfa alla società dell'epoca, ma destabilizzò i nativi ". L'autore spiega cosÏ la crepa da cui si genera una idea di "argentinità" basata su una appartenenza rurale, tradizionale e conservatrice che si regge sul "mito" dei Gauchos.

Il riferimento all'attualità è palese e Arpaia punta il focus sulla comunicazione in questi tempi di crisi. Spetta all'autore argentino delineare il fatto che tutta la società è attraversata da tensioni e rotture che la investono aprendo a nuovi scenari: "il modello di diffusione delle informazioni ereditato dal Novecento, con il monopolio della verità della carta stampata e dei poteri economici che la finanziano è al tramonto. Il loro fallimento gli fa ripetere che è il fallimento della comunicazione in generale, ma è solo il momento prima di un cambio di paradigma in cui si imporranno nuovi modelli".

Emanuele Bellintani

----------------

Scaricate, consultate e stampate gratuitamente Speciale Festivaletteratura firmato L'Altra Mantova. La versione cartacea sarĂ  reperibile nei principali punti di interesse del Festivaletteratura.

 


Ultime dal Festival

14 Set, 2020

La burocrazia è un iperoggetto che vagheggia su di noi. La storia dell’apparato pubblico raccontata da De Masi

MANTOVA, 14 set. – I giudizi sulla burocrazia italiana sono, da…
14 Set, 2020

Sparwasser e il gol che scosse l'Ovest

MANTOVA, 14 set. - Mondiale di calcio del 1974, Germania…
13 Set, 2020

Le ragioni storiche e culturali dell'antifascismo spiegate da Carlo Greppi

MANTOVA, 13 set. - È il docente mantovano ed esperto di cultura…
13 Set, 2020

Di migranti e terre promesse, Riva e Agus ne parlano al Festival

MANTOVA, 13 set. - Scrittori a confronto: Gigi Riva e Milena…
13 Set, 2020

Patrizio Roversi con Boscardin e Raffaelli: 'Il cibo è una ricchezza, storica, culturale ed etica'

MANTOVA, 13 set. - Coratella, trippa, lingua, lampredotto:…

AIUTA L'Altra Mantova

Da giorni stiamo lavorando senza sosta e tra mille difficoltĂ  per garantire un'informazione aggiornata e sempre precisa sull'emergenza covid-19.
Abbiamo bisogno del vostro sostegno. Un piccolo contributo che per noi è molto importante.
Grazie

Questo sito utilizza cookie di terze parti (leggere la pagina informativa per approfondimento). Continuando con la navigazione si accetta il loro uso. Per informazioni dettagliate sulla normativa dei cookies, leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies per questo sito.

EU Cookie Directive Module Information