Con Andrea Devincenzi l’apertura di 'SPORT, SALUTE & SOCIALITA' 2026'. A Porto Mantovano nove giorni, oltre 16 eventi tra incontri e dimostrazioni pratiche
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- Creato 10 Maggio 2026
- Pubblicato 10 Maggio 2026
PORTO MANTOVANO, 10 mag. - L'incontro con il campione paralimpico di triathlon Andrea Devicenzi ha dato il via alla seconda edizione di "Sport, Salute & Socialità 2026", in programma a Porto Mantovano fino al 24 maggio.
Nove giorni di appuntamenti e oltre 16 eventi: Karate, boxe, Krav Maga, pallavolo, judo e attività in acqua sono solo alcune delle iniziative previste dal calendario della manifestazione che alternerà momenti di incontro e riflessione a dimostrazioni pratiche delle diverse discipline sportive, partendo dal presupposto che sport, salute e socialità siano tre aspetti della vita strettamente connessi tra loro.
La rassegna, organizzata dal Comune di Porto Mantovano con la piena collaborazione delle associazioni sportive del territorio, è stata presentata ufficialmente ieri mattina alla presenza di consiglieri comunali e rappresentanti delle realtà sportive locali dal sindaco Maria Paola Salvarani e dal vicesindaco e assessore allo Sport Roberto Mari.
"Abbiamo voluto collegare lo sport non solo alla salute, ma anche alla socialità – hanno spiegato – perché lo sport, oltre a rappresentare uno stile di vita, è anche un'opportunità per dialogare con gli altri, stare insieme e fare comunità. L'amministrazione sta lavorando su diversi fronti per creare una comunità solida e dare vita a momenti di condivisione che favoriscano la nascita di legami tra cittadini, associazioni sportive e il tessuto del territorio. In quest'ottica presentiamo questa seconda edizione del festival, nel quale crediamo molto e che vorremmo diventasse un appuntamento fisso".
Protagonista dell'incontro di sabato mattina presso la Sala Civica in Piazza della Pace è stato Andrea Devicenzi, che ha raccontato la propria storia personale e sportiva. Resilienza, coraggio e performance: sono queste le tre parole che meglio riassumono il percorso di vita dell'atleta, che dopo l'incidente avuto a 17 anni, nel quale perse una gamba, è riuscito a ricostruire passo dopo passo la propria vita e a trovare il suo posto nel mondo. Oggi, oltre a essere un grande atleta, Devicenzi è anche coach e formatore e porta nelle scuole e in numerosi contesti il proprio messaggio, basato sull'idea che "impossibile" non sia una rinuncia, ma uno stimolo a riuscire.
"A 53 anni sono 48 che pratico sport – ha raccontato Devicenzi –; prima facevo judo, calcio e atletica, poi a 17 anni ho avuto l'incidente che mi ha cambiato la vita. Dal 2007 pratico ciclismo: è una passione nata quasi per gioco, avevo iniziato a pedalare per perdere qualche chilo e poi me mi sono appassionato. Ancora oggi lo sport è una passione e non il mio lavoro, ma rappresenta un importante strumento di formazione ed è proprio di questo che parlo quando incontro i ragazzi nelle scuole".
Nel corso dell'incontro non è mancato un riferimento ad Alex Zanardi, altro grande atleta paralimpico recentemente scomparso. "Come diceva Zanardi – ha spiegato Devicenzi – bisogna focalizzarsi su ciò che è rimasto e non su quello che è andato via. Io, mattone dopo mattone, credo di aver accettato la mia disabilità e di aver trovato il mio equilibrio. In bicicletta ho viaggiato in diversi Paesi del mondo e a breve partirò per un nuovo progetto: un viaggio attraverso l'Italia, dalla Liguria alla Sicilia, alla scoperta dei quattro elementi, aria, terra, acqua e fuoco". Al termine degli interventi è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Alex Zanardi, ricordato come un grande esempio di forza e determinazione.
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