'Naturae - Collezioni Scientifiche'. A Palazzo D’Arco la mostra sulla visione scientifica del mondo naturale nel XIX secolo. Dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027
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- Creato 03 Ottobre 2026
- Pubblicato 03 Ottobre 2026
MANTOVA, 03 ott. – C'è una strettissima relazione tra la cultura scientifica lombarda del XIX secolo e la famiglia d'Arco in cui spicca la figura del conte Luigi d'Arco (1795-1872), autentico esploratore della natura da fervente studioso, abile disegnatore dotato di spiccata sensibilità artistica oltre che illuminato mecenate, disponibile a dare sostegno ad altri ricercatori. È lui, con la sua straordinaria devozione alla conoscenza naturalistica, il personaggio centrale della mostra "Naturae – Collezioni scientifiche" che racconta i diversi modi di osservare, studiare e rappresentare il mondo naturale, intrecciando collezioni permanenti dei gabinetti scientifici con la prestigiosa ricchezza delle sale nobili di Palazzo d'Arco.
L'esposizione, dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, promossa dalla Fondazione Palazzo d'Arco, con il patrocinio del Comune di Mantova e in collaborazione con il Liceo Virgilio di Mantova e Alkémika Cooperativa Sociale onlus, è curata da Stefania Accordi.
Un'occasione rara per conoscere e vedere da vicino alcuni storici materiali scientifici normalmente non accessibili al pubblico: modelli in cera, strumenti e apparati provenienti dalle collezioni di Fisica e di Storia Naturale del Liceo Virgilio di Mantova, accanto a un importante prestito del Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali di Trento. L'esposizione, in connessione con il tema della mostra "Inventare la natura. Leonardo, Arcimboldo, Caravaggio" allestita a Palazzo Te, combina lucide suggestioni su diversi modi di osservare, studiare e rappresentare il mondo naturale con l'approccio a nuove scoperte e lo spirito di osservazione e la meraviglia che accompagnavano la ricerca scientifica dell'Ottocento.
La mostra è stata presentata ieri pomeriggio a Palazzo d'Arco dal presidente della Fondazione d'Arco, Livio Volpi Ghirardini e dal conservatore del Museo, Italo Scaietta, con la curatrice dell'esposizione Stefania Accordi.
Palazzo d'Arco esibisce, dunque, un virtuoso intreccio di passione scientifica, collezionismo e sensibilità artistica con la vita dei salotti aristocratici e dei circoli culturali dell'epoca che rende omaggio, in primo luogo, al multiforme ingegno di Luigi d'Arco che lo portò a sviluppare il suo interesse scientifico in botanica, malacologia, geologia, paleontologia, osteologia, ornitologia ed entomologia. Centrale, nei suoi interessi, fu la botanica: a lungo esplorò il territorio mantovano raccogliendo e catalogando esemplari destinati al suo vasto erbario e confrontandosi con altri studiosi attraverso scambi di campioni e informazioni.
La sua attività scientifica rivela inoltre uno stretto rapporto tra osservazione e rappresentazione figurativa. Nei taccuini, negli schizzi e negli acquerelli, il disegno non è semplice esercizio estetico, ma diventa uno strumento di indagine utile a fissare forme, proporzioni, colori e caratteristiche di ciò che veniva osservato sul campo, per poi approfondirne lo studio nella ricca Biblioteca di Palazzo.
La mostra si sviluppa in quattro sezioni: Il salotto scientifico tra indagine e stupore, La rappresentazione della natura: Funghi proibiti, L'arte della seta fra scienza e moda, L'industria serica mantovana tra conoscenze naturalistiche e tradizione manifatturiera.
Nelle sale del Museo il percorso si apre al fascino delle dimostrazioni scientifiche che animavano i salotti dell'Ottocento, attraverso la presenza di una macchina elettrostatica a strofinio con disco di vetro, appartenuta al conte Luigi d'Arco, e di alcuni apparati ideati per mostrare gli effetti dell'elettricità statica provenienti dalla collezione di fisica del Liceo Virgilio. Anche questi strumenti, normalmente non visibili al pubblico, consentono di ricostruire la dimensione spettacolare e insieme divulgativa della scienza ottocentesca.
I fenomeni elettrici suscitavano curiosità e stupore e trovavano spazio non soltanto nei laboratori e nelle accademie, ma anche nelle dimore aristocratiche, dove le dimostrazioni scientifiche diventavano parte della vita dei salotti e offrivano anche alle donne l'occasione di avvicinarsi alle scienze sperimentali, in un'epoca in cui il loro accesso alle università e alle accademie era ancora fortemente limitato.
Uno dei nuclei più significativi della mostra è dedicato al mondo dei funghi e alla vivace stagione degli studi micologici nella Mantova dei primi decenni dell'Ottocento. Per la prima volta vengono esposti gli schizzi a matita e gli acquerelli realizzati da Luigi d'Arco tra il 1826 e il 1827, nei quali rigore scientifico e abilità artistica si fondono con particolare efficacia. Le opere sono poste in dialogo con gli studi di Giuseppe Bendiscioli e Paolo Barbieri e con i preziosi modelli di funghi in cera realizzati dall'artigiano milanese Ignazio Pizzagalli, oggi conservati nelle Collezioni di Storia Naturale del Liceo Virgilio di Mantova. Si tratta di materiali di particolare interesse anche per la loro funzione didattica: attraverso la riproduzione fedele delle diverse specie fungine, i modelli permettevano di esercitarsi nel riconoscimento dei funghi e nella distinzione tra quelli commestibili e quelli pericolosi.
Un ambito particolarmente indagato dal conte d'Arco e dai naturalisti del suo tempo fu la bachicoltura e la tecnica di produzione della seta, materiale principe del guardaroba aristocratico. Il trentino Giuseppe Grazioli fu sostenitore di questo interesse spingendosi sino in Giappone per apprendere le tecniche orientali per l'allevamento del baco da seta e per contrastare le malattie che decimavano la bachicoltura europea nell'Ottocento. Esemplare è l'opera di Amano Masanori (1784 – 1861) con le xilografie di Utagawa Sadahide (1807 – 1878/9) acquistata dal Grazioli per acquisire le competenze per selezionare ed importare sementi giapponesi sane da reintrodurre in Trentino.
L'opera Yōsan zukai - L'allevamento del baco da seta illustrato (Castello del Buonconsiglio Monumenti e collezioni provinciali, Trento) si apre con la raffigurazione della divinità Amaterasu, la dea del Sole a cui sono attribuiti tradizionalmente i doni del riso, del frumento, della seta e l'invenzione del telaio. Sono qui inoltre esposti due capi eccezionali ed inediti del guardaroba dei conti d'Arco: il Cappotto trapuntato con nappe, databile al 1865 ca., appartenuto alla moglie di Luigi d'Arco, la Contessa Giovanna de Capitani d'Arzago, e la Marsina ricamata da rappresentanza della Congregazione municipale della città di Mantova, databile alla prima metà del XIX secolo e appartenuta probabilmente al conte Carlo d'Arco.
La bachicoltura fu un'attività di grande importanza nella storia economica della città. Attraverso pubblicazioni, disegni e documenti, la mostra racconta la coltivazione dei gelsi, l'allevamento del baco da seta e i rapporti commerciali con il Giappone, da cui nell'Ottocento giungevano anche uova selezionate di Bombyx mori destinate agli allevatori italiani.
Naturae - Collezioni scientifiche restituisce la figura di Luigi d'Arco come osservatore instancabile e studioso capace di unire ricerca, collezionismo e sensibilità figurativa, offrendo al pubblico l'opportunità di riscoprire una pagina significativa della storia scientifica e culturale mantovana.
Info e biglietti:
museodarcomantova.it – tel. 0376.322242
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Parallelamente all'esposizione sono in programma quattro appuntamenti speciali legati al tema della mostra.
10 Ottobre – ore 16. SALOTTI DI SCIENZA, visita speciale con l'Associazione Napoleonica d'Italia. Nei salotti nobiliari e borghesi gli strumenti scientifici rendevano visibili i fenomeni naturali altrimenti difficili da percepire e trasformavano l'esperimento in una vera esibizione. Insieme a dame e gentiluomini in abiti d'epoca napoleonica si esplorerà in modo speciale il salotto scientifico per farsi incantare dai meravigliosi segreti dell'elettricità. Il percorso prosegue tra racconti di moda e quotidianità per concludersi con una dolce merenda. Biglietti: €15 visita + degustazione
17 Ottobre - ore 18, 19, 20. LA NOTTE DEI MUSEI, visita guidata serale alla mostra "Naturae. Collezioni scientifiche". Biglietti: €8
25 ottobre – ore 10. FIORI DIPINTI A COLAZIONE con Bernulia. Una colazione con Giulia Bernardelli e i suoi fiori dipinti, la visita tematica e il workshop di acquerello. Ispirati dai magnifici fiori dipinti che sbocciano nelle sale di Palazzo d'Arco si realizzerà un bouquet di fiori di carta dipingendoli ad acquerello. Biglietti: €35 visita guidata + colazione + workshop e materiali.
1° Novembre – ore 15. FULMINI, RANE ED ELETTRICITA', laboratorio per bambini e famiglie. Cosa ci fanno rane, fulmini e scienziati al museo? Unisciti a Mary Shelley in un avventuroso viaggio nel tempo. Bambin* e ragazz* scopriranno i segreti dell'elettricità e della scienza che hanno dato vita al mostro più famoso della letteratura: Frankenstein. Biglietti: € 5 bambin* e ragazzi* - € 10 Adulto
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