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Sovraffollamento delle carceri: Mantova sostiene la mobilitazione nazionale dell’Assemblea dei Garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà

Mantova GarantiDiritti Carceri ConferenzaMANTOVA, 11 dic. – Il sovraffollamento nelle carceri italiane è un problema endemico che, purtroppo, la politica sta colpevolmente ignorando e il suo costante aggravarsi impone una specifica sollecitazione anche all'opinione pubblica che spesso è condizionata da una diffusa mentalità repressiva.

In quest'ottica si inserisce l'iniziativa dell'Assemblea nazionale dei Garanti territoriali dei diritti delle persone private della libertà che proprio oggi presenta al Senato un documento per ribadire la necessità di un intervento urgente ed efficace che incida sul sovraffollamento in carcere e restituisca centralità ai diritti fondamentali e alla dignità delle persone detenute, elementi essenziali per un sistema penitenziario conforme ai principi costituzionali.

Dall'11 al 14 dicembre si terranno iniziative nelle diverse città italiane, sedi di istituti di pena, per sensibilizzare l'opinione pubblica e richiamare l'impegno di tutte le forze politiche e, in particolare, della maggioranza di governo ad affrontare lo stato di crisi del sistema penitenziario. Inoltre, domenica 14 dicembre, a conclusione dell'Anno Giubilare, insieme a volontari, cappellani, avvocati, realtà di terzo settore, associazioni e operatori del mondo penitenziario, i Garanti territoriali parteciperanno al Giubileo dei detenuti a Roma.

La situazione della problematica per il sovraffollamento delle carceri è stata presentata questa mattina, nella sala Consiliare del Municipio dal Vescovo di Mantova Marco Busca, dalla Garante dei diritti delle persone private della libertà della città di Mantova Graziella Bonomi, dagli assessori del Comune di Mantova al Welfare Andrea Caprini e alla Legalità e solidarietà internazionale Alessandra Riccadonna e dal presidente della Camera Penale di Mantova Sebastiano Tosoni. Presente anche il presidente della cooperativa sociale Hike Giancarlo Sodano.

Illustrando i termini e lo scopo della mobilitazione nazionale dei Garanti territoriali, Graziella Bonomi ha posto in rilievo anche i dati allarmanti relativi alla nostra città dove al 31 ottobre erano presenti 147 detenuti a fronte di 97 posti regolamentari. Realtà che, fortunatamente, vede attivate diverse iniziative locali di esperienze di giustizia riparativa grazie all'impegno di cooperative sociali, soggetti del terzo settore e iniziative del Comune di Mantova, ribadite dagli assessori Caprini e Riccadonna.

"Giunti ormai a conclusione di questo Anno Giubilare – ha detto la Garante dei diritti delle persone private della libertà della città di Mantova Graziella Bonomi - senza aver visto l'emanazione di provvedimenti incisivi volti a fronteggiare l'emergenza, noi Garanti territoriali (come hanno fatto le massime autorità dello Stato) chiediamo nuovamente e con forza alle autorità governative il coraggio di un atto concreto, efficace ed urgente, che riduca il sovraffollamento della popolazione detenuta nelle carceri italiane, oltre a misure strutturali tese a prevenire il riproporsi degli stessi problemi nel prossimo futuro. Non sarebbe un segnale di fallimento, né una "resa dello Stato", bensì una precisa assunzione di responsabilità per gestire una situazione drammatica".

"Il contrappeso non funziona, non si può fare del male per affrontare il male – ha affermato il vescovo Busca -. È necessaria una conversione culturale riguardo ai criteri di pena e reato, non in termini di ritorsione ma con progetti riparativi di recupero e reinserimento. Una giustizia riparativa che abbia dimensioni rieducative, non giustificante, per rendere giusti i rapporti che sono stati ingiusti. L'umanità non può essere coltivata nella disumanità e in questa visione si colloca anche il Giubileo, evento che è anche laico".

"Raccogliamo l'appello del coordinamento dei Garanti – ha detto l'assessore al Welfare del Comune di Mantova Andrea Caprini – per sottolineare ancora una volta la necessità di interventi urgenti da parte del governo, perché la situazione del sovraffollamento nelle carceri non è ulteriormente procrastinabile".

Sull'insensibilità della politica riguardo alla situazione critica in cui si trovano sia detenuti, sia operatori della polizia penitenziaria ha posto l'attenzione l'avvocato Tosoni: "Dobbiamo puntare sulla sensibilizzazione dell'opinione pubblica perché venga tutelata la dignità degli individui relegati in discariche sociali, in questo momento di costante, generale erosione dei diritti umani".

Per quanto negli ultimi mesi non abbia assunto centralità nel dibattito pubblico, la problematica del sovraffollamento continua ad affliggere il sistema penitenziario italiano che al 31 ottobre 2025 registra 63.493 persone detenute (fonte: dipartimento dell'amministrazione penitenziaria), vale a dire 295 in più rispetto a fine settembre, a fronte di 45.651 posti regolamentari disponibili, facendo registrare un tasso di affollamento medio superiore al 136%.

Il tragico numero dei suicidi in carcere, insieme a quello degli altri eventi critici riconducibili soprattutto al disagio detentivo, ci dicono della drammatica urgenza che reclama la questione carcere. Il disagio e la sofferenza interna agli istituti toccano anche chi ci lavora, come evidenziano i dati degli operatori civili e di polizia penitenziaria che si sono tolti la vita in questi ultimi due anni.

Nel 2024 la Magistratura di Sorveglianza ha registrato 5.837 reclami per condizioni di detenzione inumane o degradanti conseguenti al sovraffollamento: si tratta di un valore che ha superato quello dei circa 4.000 ricorsi che, nel 2013, portarono alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di condanna dell'Italia per violazione dell'art 3 della Convenzione, obbligandola a pagare una sanzione e ad avviare profonde riforme.

Le due massime autorità morali e civili del Paese alla fine del 2024 hanno invocato una assunzione di responsabilità da parte della politica con interventi adeguati alla gravità della situazione, e quindi interventi urgenti oltre che strutturali.

Il 31 dicembre 2024, Papa Francesco, aprendo la Porta santa nel carcere romano di Rebibbia, disse: "Nell'Anno Giubilare saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio. Penso ai detenuti che, privi della libertà, sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte e, in non pochi casi, la mancanza di rispetto. Propongo ai Governi che nell'Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza; forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società; percorsi direinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell'osservanza delle leggi".

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio di fine anno 2024 ha invocato "Rispetto della dignità di ogni persona, dei suoi diritti. Anche per chi si trova in carcere. L'alto numero di suicidi è indice di condizioni inammissibili. Abbiamo il dovere di osservare la Costituzione che indica norme imprescindibili sulla detenzione in carcere. Il sovraffollamento vi contrasta e rende inaccettabili anche le condizioni di lavoro del personale penitenziario".

 


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