Il turismo mantovano sconfigge il terremoto, ma la sfida per il futuro resta aperta
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- Creato 13 Giugno 2013
- Pubblicato 13 Giugno 2013
Sono buone le prospettive per il turismo mantovano. A dirlo è il rapporo annuale redatto dall'Osservatorio Provinciale del Turismo, che si rifersce al 2012 e che evidenzia un cresciuto gradimento, da parte dei viaggiatori, per la terra dei Gonzaga.
Si parla così di un 6,3% in più di arrivi in tutta la Provincia, ma anche di una crescita delle presenze (+11,2%) e di un incremento del tempo che i turisti spendono sul territorio, che passa ad una media di 2,31 giorni. Dati, questi, tutt'altro che scontati, se si pensa che, giusto prima del periodo estivo dell'anno scorso, il terremoto del 29 maggio aveva fatto crollare, oltre che gli edifici di ben 41 comuni del mantovano, anche le speranze di numerosi operatori del turismo.
Il target di riferimento restano comunque i viaggiatori italiani, un numero più importante rispetto ai turisti stranieri, che hanno incrementato le presenze del 16,8%. Ma proprio in riferimento ai visitatori provenienti dall'estero emergono alcune rilevazioni interessanti: la domanda resta dominata dai tedeschi (che costituiscono i 24,5% degli stranieri che percorrono la terra virgiliana) ma si segnalano i turisti dai Paesi Bassi (in crescita del 27%) e il boom di turisti israeliani (che raddoppiano marcando un +103%).
I dati sulla permanenza indicano, tuttavia, che chi decide di spendere una o più notti a Mantova risiede in regioni a noi vicine: sono prevalentemente turisti lombardi, piemontesi, emiliani o veneti, che coprono il 60% del mercato. Interessante è il fatto che tali viaggiatori preferiscano sempre meno soggiornare in albergo (dove gli arrivi calano del 0,2% e le presenze del 2,9%), altresì scelgano un contatto più diretto con la buona tavola e la natura scegliendo l'ospitalità degli agriturismi (che segnano un +42% di arrivi e vedono le presenze aumentare addirittura del 142%).
Ci si permette, ora, una piccola analisi dei dati. A balzare agli occhi sono sicuramente quest'ultima statistica, oltre che il dato riguardante i pernottamenti. Sembrerebbero emergere in ultima istanza temi conciliabili: una buona comunicazione sull'offerta enogastronomica mantovana, sul valore storico e culturale delle zone della Provincia - si pensa, senza nulla togliere agli altri, a Sabbioneta, a Rivarolo, a San Benedetto -, sugli spazi verdi - dal Parco del Mincio a tutti gli altri - potrebbe portare ad un piccolo salto di qualità: posto l'interesse sempre più forte verso gli agriturismi, la natura, la 'periferia' mantovana, si vederebbe crescere il numero di coloro che, desiderosi di scoprire le bellezze non solo del centro città, scelgono di fermarsi più notti. Occorre, insomma, far conoscere maggiormente Mantova.
Sul Guardian leggevo un pezzo che gridava a gran voce lo splendore della nostra città, lamentandosi contemporaneamente del fatto che sia solamente una meta di passaggio verso altre destinazioni (lo potete vedere qui). Occorrono, così, delle politiche di medio-lungo periodo anche per il turismo. Delle politiche per piazzare il brand-Mantova sul mercato. Anche in vista dell'Expo del 2015, nel quale giocheranno un grandissimo ruolo le città-satellite, ovvero quelle che, nel Nord, attorno a Milano, offriranno eventi e iniziative, serve visibilità.
Nicola Roli
@NicolaRoli1
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