Salute, Epatite A in forte crescita in Italia
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- Creato 27 Marzo 2026
- Pubblicato 27 Marzo 2026
ROMA, 27 mar. - Sono "in forte crescita" i casi di epatite A in Italia, mentre calano quelli di epatite B e C e aumenta l'epatite E.
E' il trend fotografato dal bollettino del sistema di sorveglianza Seieva coordinato dall'Istituto superiore di Sanità, pubblicato oggi con anche un focus sull'andamento del focolaio di epatite A in corso specialmente in Campania. Ma non solo: "La situazione epidemica descritta - riporta l'Iss - è alimentata soprattutto dai picchi registrati in 3 regioni: Lazio, Campania e Puglia".
Casi di Epatite A nel 2026
Nel 2025 - riferisce l'istituto - si è osservato un numero di casi di epatite A in aumento rispetto all'anno precedente: sono stati infatti notificati 631 casi rispetto ai 443 del 2024. Nel corso del 2025 il picco di casi è stato raggiunto nel mese di settembre, con 89 segnalazioni, dopo di che si è osservato un leggero calo fino a dicembre. Ma nei primi 3 mesi del 2026 si osserva un ulteriore rialzo dei casi notificati, con un picco massimo osservato a marzo, mese nel quale 160 casi hanno riportato l'esordio dei sintomi (dato non consolidato). L'analisi dei fattori di rischio - precisa l'Iss - evidenzia come l'innalzamento dei casi osservato nel 2026 sia sostenuto prevalentemente dal consumo di frutti di mare: 262 casi nei primi 3 mesi 2026 riportano questa esposizione, rispetto a 43 casi nello stesso periodo del 2024. Un ulteriore fattore che si evidenzia dai dati è l'innalzamento dei casi legati alla trasmissione sessuale negli uomini che fanno sesso con uomini (men who have sex with men, Msm), aumento evidente soprattutto nel 2025 (101 casi nel 2025, il 23,1%, e 26 tra gennaio e marzo 2026, l'11,1%).
Campania, Lazio e Puglia regioni con più casi
Nelle ultime settimane si sta registrando un incremento dei casi di epatite A soprattutto nella regione Campania (110 casi totali dall'inizio dell'anno al 17 marzo), rileva l'Istituto superiore di sanità che partecipa attivamente alle attività di risposta e mitigazione attraverso i centri e i dipartimenti coinvolti (Malattie Infettive, Sicurezza alimentare, Centro nazionale di salute globale, Centro nazionale sicurezza delle acque). Il ministero della Salute ha istituito un gruppo di lavoro che include l'Ufficio 2 Dgeme e l'Ufficio 8 Dgisa del dicastero, l'Iss, i Servizi di Prevenzione, di Epidemiologia e Sicurezza alimentare delle Regioni Lazio, Campania, Puglia e Lombardia e l'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.
(adnKronos)
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