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Vaccini coronavirus, EMA: 'Non possiamo continuare a fare dosi di richiamo ogni 3 o 4 mesi'

Italia Coronavirus Vaccino4ROMA, 14 gen. - "Non possiamo continuare a dare nuove dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi" ha ribadito Marco Cavaleri, responsabile per i vaccini dell'EMA (European medicines agency).

Potrebbe essere tradotta in un presunto scetticismo dell'Agenzia europea per i medicinali nei confronti del booster contro il Covid, ma non è così. Anzi, durante la conferenza stampa Cavaleri ha sottolineato anche l'importanza della terza dose. Ma nel lungo periodo "dovremmo fare attenzione a non sovraccaricare il sistema immunitario con ripetute immunizzazioni".

Il concetto espresso da Cavaleri, però, si inseriva in un discorso più ampio, che distingueva tra la situazione di emergenza che stiamo vivendo oggi con il diffondersi della variante Omicron e quella che invece dovrà diventare una strategia di lungo respiro. Cavaleri infatti ha spiegato: "Se l'uso dei richiami potrebbe essere considerato parte di un piano di emergenza, vaccinazioni ripetute a brevi intervalli non rappresenterebbero una strategia sostenibile a lungo termine". Un pensiero non certo nuovo: è stato sottolineato anche dall'Organizzazione mondiale della Sanità, così come da diversi immunologi negli Stati Uniti.

Anzi, durante la conferenza stampa Cavaleri ha sottolineato anche l'importanza della terza dose: "Sta diventando sempre più chiaro che servono i booster per estendere la protezione dei vaccini, perché svanisce col tempo, tipicamente dopo circa 5-7 mesi con la variante Delta e più rapidamente con Omicron". "I dati sull'impatto nella vita reale – ha aggiunto il capo della strategia vaccinale dell'Ema – mostrano che la dose di richiamo rafforza la risposta immunitaria e rafforza o estende la protezione". Per queste ragioni, ha proseguito Cavaleri, si sta già discutendo riguardo alla "possibilità di somministrare una seconda dose booster con gli stessi vaccini attualmente in uso". Rispetto a questa ipotetica quarta dose, che Israele sta già somministrando agli over 60 e alle persone fragili, l'Ema ha chiarito che "non abbiamo ancora visto i dati". "E vogliamo vedere questi dati prima di fare qualunque raccomandazione", ha sottolineato Cavaleri.

(askanews)


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