Auto, il boom dei prezzi frena gli acquisti: dal 2013 costi aumentati del 52%
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- Creato 27 Giugno 2025
- Pubblicato 27 Giugno 2025
ROMA, 27 giu. - L'auto si conferma centrale per la mobilità degli italiani: 8 su 10 non rinunciano alle quattro ruote per i propri spostamenti, ma i prezzi elevati frenano i nuovi acquisti e spingono i consumatori ad attendere. Resta stabile l'utilizzo del trasporto locale, in calo scooter, monopattino, veicoli in sharing e taxi.
Dal 2013 i prezzi medi delle auto sono aumentati del 52% a fronte di aumento del reddito familiare nazionale del 23%. Un gap che rende sempre meno l'auto un bene di massa. Continua l'avanzata delle vetture cinesi.
È quanto emerge dall'indagine annuale sulla mobilità degli italiani condotta da Aniasa (l'Associazione che all'interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità) e Bain & Company, presentata nel corso di un evento a Roma promosso dall'Associazione in occasione del 60esimo anniversario dalla sua costituzione. L'analisi approfondisce annualmente le principali modalità di spostamento degli italiani e analizza le ragioni dei trend in atto.
L'indagine annuale registra un forte salto in avanti dell'auto come mezzo di spostamento ricorrente (dal 72% delle risposte nel 2023 all'80% del 2024, era al 69% delle preferenze nel 2020). Resta stabile il trasporto pubblico locale, utilizzato in maniera ricorrente da quasi un italiano su 2 (48%), mentre segnano un calo le altre forme di mobilità per uso occasionale, come scooter, vehicle sharing, monopattino e taxi.
Gli italiani, pur usando di più l'auto, non ne comprano una nuova, preferendo l'usato o il «fine vita» dell'attuale. Secondo lo studio la quota dei consumatori che nel 2024 non ha neanche considerato l'acquisto di un'auto nuova è salita di ben 5 punti percentuali in un solo anno (dal 57% del 2023 al 62% del 2024), a conferma del senso di disorientamento creato dalle normative nazionali ed europee e dall'aumento dei prezzi. Gli effetti diretti e tangibili di queste scelte non possono che tradursi in una contrazione del mercato e nell'aumento dell'età media del parco circolante.
L'aumento elevato dei prezzi e la forte instabilità economica legata al contesto globale allontanano il consumatore da un bene costoso come l'auto. La possibilità di avere motori green o sistemi di guida avanzati non può nulla contro la realtà del potere d'acquisto: quasi 2 italiani su 3 hanno annullato o posticipato l'acquisto in attesa di un calo dei prezzi (32% del campione) o per problemi di reddito (33%). Il fattore prezzo è talmente rilevante che rappresenta anche il primo motivo (35%) per cui viene scelta oggi un'auto nuova cinese/asiatica.
Lo studio mostra una sostanziale stabilità nel mix delle marche considerate per l'acquisto di un'auto nuova: il 42% degli italiani continua a preferire un brand europeo, il 23% è pronto ad aprirsi all'offerta cinese. La qualità percepita della vettura non sembra più essere un ostacolo all'acquisto delle auto provenienti da Oriente, che vengono scelte dal 30% per la qualità percepita e dal restante 35% per altri motivi (che includono "perché consigliata", "perché conosco bene il concessionario", etc...).
(adnKronos)
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