Mauro Staccioli 'All'origine del fare' + 'Montagne' di Federica Bottoli alla Galleria Corraini. Doppia inaugurazione venerdì 5 giugno ore 18
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- Creato 01 Giugno 2026
- Pubblicato 01 Giugno 2026
MANTOVA, 01 giu. – Doppia inaugurazione, venerdì 5 giugno (ore 18) alla Galleria Corraini di Mantova che ospita la mostra "All'origine del fare" di Mauro Staccioli e l'esposizione delle fotografie di Federica Bottoli, "Montagne".
L'opera di Mauro Staccioli si impone ancora oggi come una delle riflessioni più radicali sul rapporto tra scultura e spazio. Lontano da ogni concezione decorativa o monumentale in senso tradizionale, il suo lavoro nasce come intervento critico, capace di attivare il luogo e di ridefinirne la percezione. Le sue forme essenziali – anelli, triangoli, barriere, tagli – non occupano semplicemente uno spazio, ma lo interrogano. Sono presenze che introducono una tensione, un attrito visivo e fisico, spingendo lo spettatore a prendere posizione, a muoversi, a misurarsi con l'ambiente circostante.
In questo senso, la scultura di Staccioli è sempre relazione: tra corpo e paesaggio, tra architettura e visione, tra equilibrio e instabilità. La mostra in Galleria Corraini nasce e si nutre da una relazione diretta con l'artista, costruita nel tempo attraverso incontri, collaborazioni e momenti di lavoro condiviso, e la realizzazione della sua biografia, Mauro Staccioli. All'origine del fare (Corraini, 2008).
Le opere in mostra - disegni su carta, opere di carta intelata di grandi dimensioni, piccole sculture di cemento e metallo - sono accompagnate da una selezione di fotografie d'archivio selezionate insieme all'Archivio Mauro Staccioli, che restituiscono la dimensione concreta e processuale del suo fare. Le opere che Staccioli realizza a partire dagli anni Settanta, quando l'artista orienta il proprio lavoro verso interventi ambientali di grande scala, sono concepiti in stretta connessione con contesti specifici.
Ne sono esempio l'Installazione del 1982 presso la Fattoria di Celle, dove la forma geometrica si confronta con il paesaggio, o gli interventi realizzati a Volterra, città con cui l'artista ha instaurato un rapporto particolarmente intenso, lasciando segni permanenti nel tessuto urbano e nella memoria collettiva. Altri interventi di Mauro Staccioli dove la scultura dialoga con lo spazio circostante sono l'opera progettata per il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci nel 1988, le installazioni temporanee per la scalinata della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nel 1971 e per la Rotonda di San Lorenzo a Mantova nel 1978; opere che si confrontano con l'ambiente urbano circostante, instaurando una profonda connessione anche con la memoria storica del luogo.
Accanto alla dimensione monumentale, il lavoro di Staccioli si sviluppa in modo continuo attraverso il disegno e le opere su carta - anch'esse esposte in Galleria Corraini - che non rappresentano una pratica secondaria o preparatoria, ma un ambito autonomo e complementare. I disegni, spesso realizzati con segni netti, essenziali, talvolta accompagnati da annotazioni progettuali, sono il luogo in cui l'idea prende forma, si misura, si adatta. In essi è già presente quella tensione spaziale che caratterizza l'opera realizzata: linee che delimitano, attraversano, interrompono; geometrie che suggeriscono volumi e direzioni.
Questa doppia dimensione – progettuale e autonoma – permette di comprendere più a fondo il processo dell'artista: dal primo gesto grafico alla costruzione nello spazio reale. I disegni rivelano il pensiero in atto, rendendo visibile ciò che nella scultura si manifesta come presenza fisica.
Si affianca al lavoro di Staccioli il progetto fotografico Montagne di Federica Bottoli, che ha guardato al lavoro dello scultore ritrovando una comune tensione verso l'essenzialità: una ricerca capace di ridurre il linguaggio visivo a pochi elementi fondamentali, assoluti, in cui il segno diventa presenza e la forma assume una forza quasi archetipica. Le fotografie di Federica Bottoli esposte in Galleria derivano da un rapporto profondo con la montagna, vissuta fin dall'infanzia dall'artista come esperienza fisica e interiore. Le Dolomiti — dalla Val di Fassa al gruppo del Sella, dal Latemar alla Marmolada e al Catinaccio — diventano così luoghi di contemplazione, caratterizzati da geometrie, volumi e forme che richiamano tanto la natura quanto la scultura.
Le cime emergono come forme pure, sospese nel vuoto della luce, capaci di evocare la stessa tensione plastica che attraversa le opere di Staccioli. Vi è una relazione sottile tra i profili delle rocce dolomitiche e le geometrie rigorose delle sue sculture: entrambe sembrano interrogare lo spazio, misurarlo, attraversarlo.
GALLERIA MAURIZIO CORRAINI, Mantova, in Via Ippolito Nievo 7a
dal 5 giugno al 31 luglio 2026
ORARI DI APERTURA: lunedì - venerdì 9.00-13.00 | 14.00-18.30 . sabato su appuntamento
tel. +39 0376.322753 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.corraini.com
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