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Sabato, 5 Settembre 10:17:pm

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Musica, canti, filastrocche: a San Benedetto Po il Ciocamars scaccia l'inverno. Sabato 7 marzo con i Musicanti d’la Basa

SanBenedettoPo Ciocamars LocandinaSAN BENEDETTO PO, 03 mar. - Sabato 7 marzo 2026, le strade di San Benedetto Po torneranno a vibrare per il tradizionale appuntamento con il Ciocamars, l'antico rito popolare che celebra il passaggio dall'inverno alla stagione del risveglio.

Un tempo, i giovani del paese percorrevano le vie armati di latte, bastoni e coperchi, creando uno "strepito infernale" per scuotere la natura dal torpore e annunciare l'arrivo della primavera e del tempo degli amori.

Oggi, questa tradizione rivive grazie ai Musicanti d'la Basa, che ripropongono il rito della questua e del canto itinerante in un clima di festa e condivisione.

L'evento prenderà il via alle 14:30 con il ritrovo della comitiva presso il parcheggio della Biblioteca U. Bellintani.

Da lì partirà la sfilata che porterà musica e allegria per le vie del centro, rievocando le antiche filastrocche scherzose che un tempo venivano intonate davanti alle case insieme ai canti di questua carnevaleschi con cui comitive chiedevano cibo e vino alla "raszdora" della casa.

In serata, a partire dalle 20:30, presso la Sala Civica (spazi dell'Associazione Musicale Corale Bandistica Polironiana, ingresso da Piazza Teofilo Folengo, 22), si terrà il momento finale con canti e balli popolari aperti a tutta la cittadinanza.

L'edizione di quest'anno si inserisce nella rassegna "In Luce – Leggermente fuori fuoco" della cooperativa Zero Beat. Gli organizzatori hanno tenuto particolarmente a che il Ciocamars entrasse nel palinsesto, in quanto l'iniziativa rappresenta un eccellente esempio di come la cultura e le radici popolari possano diventare uno strumento potente per tenere unite le comunità.

L'evento fa parte del più ampio progetto triennale "Teatro e(') inclusione", promosso dall'associazione Zero Beat in collaborazione con la cooperativa sociale Simpatria e con il prezioso sostegno della Fondazione Cariverona.

Un connubio tra passato e presente che dimostra come il "fare rumore" insieme possa ancora oggi abbattere barriere e creare legami indissolubili.


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