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'I cani dipinti. Giuseppe Bazzani e l’arte che sfida il tempo'. La mostra a Palazzo d’Arco dal 1°marzo al 3 maggio

Mantova PalazzoDArco ICaniDipinti-Bazzani locandinaMANTOVA, 22 feb. – Dal 1° marzo al 3 maggio 2026 Palazzo d'Arco dà vita ad un evento espositivo di grande interesse che valorizza ulteriormente il suo straordinario patrimonio d'arte. Con la mostra "I cani dipinti. Giuseppe Bazzani e l'arte che sfida il tempo" si apre un inedito sguardo sul lato più intimo e privato del raffinatissimo pittore mantovano: il legame con i suoi cani che diventano nell'opera del maestro protagonisti e occasioni di magistrale virtuosismo.

La mostra, curata da Augusto Morari, è promossa dalla Fondazione d'Arco con il patrocinio del Comune di Mantova e della Provincia di Mantova, e con il sostegno tecnico del Polimi Polo Territoriale di Mantova.

Giuseppe Bazzani (Mantova 1690-1769), sorprendente disegnatore ed eccellente pittore, fu autore di un'ampia produzione artistica, e brillante interprete del barocco mantovano.

In mostra, dal 1° marzo al 3 maggio 2026 al Museo di Palazzo d'Arco, è la raccolta ottocentesca dei conti d'Arco composta da tele e disegni del grande maestro, raccontata e valorizzata seguendo un fil rouge tutto particolare, non lo sguardo di eroi e personaggi storici ma quello attento e devoto dei cani. I cani accompagnano silenziosi molte opere di Giuseppe Bazzani che li raffigura precisamente distinguendone le razze e affidando loro sempre una posizione di primo piano. Un'attenzione, quella del pittore, non scontata, e anzi rivelatrice di un'amicizia intima.

La mostra è anche l'occasione per presentare alla città e al pubblico di visitatori il recentissimo intervento di nuova illuminazione, realizzato nella sala con il ciclo delle Storie di Alessandro Magno dello stesso Bazzani, che ha restituito magnifiche cromie e dettagli pittorici. Il progetto illuminotecnico è stato curato dall'architetto Lorenzo Sacchi di Illumind Srls e sostenuto da cittadini e visitatori che hanno partecipato agli eventi proposti dalla Fondazione d'Arco nel 2025.

Il ciclo pittorico delle Storie di Alessandro Magno, sette gigantesche tele raffiguranti le storie del celeberrimo condottiero, costituisce nell'opera di Bazzani un rarissimo esempio di soggetto profano e celebra la sontuosità della sua pittura. In un'impaginazione grandiosa, degna del teatro barocco, personaggi e gruppi corali assistono e partecipano agli eventi; tra questi spiccano i cani, alcuni dei quali si affacciano sulla scena, altri ne misurano in scorci audaci la distanza tra la storia narrata e il pubblico di spettatori.

Il percorso della mostra inizia con il nucleo di disegni, l'atto primo dell'artista, quello attraverso cui l'idea si traduce sulla carta in forma concreta e tangibile attraverso il trattoNella collezione d'Arco sono presenti cinque disegni a sanguigna naturale, raffiguranti altrettante stazioni della Via Crucis: un ciclo offerto in dono dal dottor Pietro Accordi all'illustre conte Carlo d'Arco nel 1859 e arricchitosi poi di altri due disegni del maestro, ora conservati presso l'Archivio di Stato di Mantova.

In Gesù condannato a morte, fa capolino il primo cane che incrocia dimesso lo sguardo del Cristo dolente. I cani ricompaiono in altri disegni, qui posti a confronto in una carrellata di riproduzioni fotografiche e nell'olio su carta vergellata di collezione privata mantovana Alessandro Magno nello studio di Apelle che anticipa le storie del condottiero macedone dell'omonima sala.

Rivelatore del rapporto di intesa con il proprio cane è il dipinto Autoritratto della prestigiosa collezione di Cesare Rimini a Milano, presente in mostra a omaggiarne l'appassionato cultore. Bazzani si dipinge allo specchio, come in un'istantanea fotografica, fissando sé stesso con il fucile da caccia impugnato insieme al fedele compagno di avventure, un pointer di origine italiana dal mantello bianco maculato e il collo cinto da un elegante collare blu.

Il medesimo cane appare, anche se in posa differente, nel bozzetto sopra menzionato, Alessandro Magno nello studio di Apelle, dove Bazzani traduce i lineamenti del proprio volto in quello del sommo pittore greco. Una scelta audace, una dichiarazione di autorità, quella del maestro, di consapevolezza che la sua arte era in grado di sfidare il tempo.

La mostra è fruibile con il biglietto ordinario di ingresso al museo godendo del servizio di visita guidata incluso.

Inoltre è previsto un programma di eventi:

- 15 marzo e 19 aprile, ore 16 Code e nasi curiosi – Laboratorio per bambini e famiglie

- 29 marzo, ore 10.30 e ore 16.00 Aperitivo canino carino con Ciòcapiàt, per tutti con il proprio fido

Per info e prenotazioni:

  • Tel. 0376/322242
  • email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  


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