Torna CAMERA D'ARTE: un nuovo ciclo di incontri per scoprire la storia dell'arte attraverso i suoi protagonisti
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- Creato 13 Gennaio 2026
- Pubblicato 13 Gennaio 2026
BORGO VIRGILIO, 13 gen. - Dopo il grande successo di pubblico della scorsa edizione, torna a Borgo Virgilio il ciclo di incontri culturali "CAMERA D'ARTE", curato e condotto dalla storica dell'arte Sabrina Marin.
L'iniziativa è promossa dal Comune di Borgo Virgilio, Assessorato alla Cultura. Gli incontri sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti nella sala Consiliare del Comune di Borgo Virgilio in Piazza Aldo Moro.
A gennaio 2026 si chiude la rassegna con gli ultimi 2 incontri: il 15 gennaio sarà protagonista il racconto del Grand Tour e il tesoro predato della Westmorland, e ultimo appuntamento 29 gennaio con la rivoluzione del Barocco, epoca di grande trasformazione estetica e culturale che ha definito Roma il più grande teatro del mondo
L'inverno 2025-2026 è una stagione dedicata all'arte per volontà dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Borgo Virgilio. "Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, anche quest'anno abbiamo replicato l'iniziativa perché il pubblico ci ha gratificato con grande partecipazione. Insieme alla storica dell'arte Sabrina Marin abbiamo ideato un calendario di incontri dedicato a temi artistici diversi, pensato per incontrare gli interessi di un pubblico ampio e variegato." commenta l'assessore alla Cultura Elena dall'Oca. Durante gli incontri verranno proiettate immagini molto suggestive che arricchiranno le lezioni della storica dell'arte Sabrina Marin.
Ci attendono gli ultimi 2 appuntamenti della stagione:
- Giovedi 15 gennaio ore 18.00
Il Grand Tour e il tesoro predato della Westmorland
A mezzogiorno del 7 gennaio 1779 la nave mercantile britannica Westmorland, in rotta da Livorno verso l'Inghilterra, fu catturata da due navi da guerra francesi al largo delle coste spagnole. Poiché la Francia si era unita alla Guerra d'Indipendenza a fianco degli americani, il capitano della Westmorland era preparato ai guai. Aveva un equipaggio di sessanta uomini e 22 cannoni, ma era senza armi....quello che succederà nei mesi successivi è diventato epico e sarà possibile scoprirlo durante l'incontro.
- Giovedi 29 gennaio alle ore 18.00
Il Barocco.
L'arte del movimento e del miracolo. C'è un momento, entrando in una chiesa barocca, in cui il respiro si ferma. È l'attimo in cui l'occhio si perde tra l'oro e l'ombra, tra la pietra che si piega e la luce che scivola come un sipario invisibile. È in quel punto sospeso che comincia il Barocco: non come stile, ma come esperienza. Il Barocco è l'arte del movimento e del miracolo, la risposta inquieta di un'epoca che voleva toccare l'infinito. Dopo la misura rinascimentale, dopo la calma dell'equilibrio, l'uomo del Seicento sente il bisogno di stupire, di coinvolgere, di trascinare lo spettatore dentro l'opera. Bernini lo fa con il marmo che palpita, Rubens con la carne che vibra, Caravaggio con la luce che squarcia il buio come una rivelazione improvvisa. Camminando per Roma, ogni curva di colonna, ogni angelo sospeso sembra dialogare con il cielo. Le chiese non sono più solo luoghi di preghiera, ma teatri sacri: lo spazio si apre, le pareti si dissolvono, e lo sguardo viene guidato verso l'alto, verso il punto in cui l'arte tenta di farsi trascendenza.
Il Barocco, dice Sabrina Marin, "non è solo un linguaggio artistico: è un'emozione che prende forma". È la tensione tra l'umano e il divino, tra la materia e la luce, tra la certezza e il dubbio. È la consapevolezza che la bellezza può anche essere eccesso, che la verità può abbagliare. Forse è per questo che, ancora oggi, il Barocco ci seduce. Perché in ogni curva, in ogni scintillio, riconosciamo la nostra stessa inquietudine: il desiderio di andare oltre, di sfiorare — anche solo per un istante — il mistero che ci abita.
Gli incontri sono aperti a tutti e gratuiti.
Sabrina Marin è Storica dell'Arte e da più di 20 anni lavora a palazzo Ducale di Mantova, sua città natale. Negli anni ha intrapreso una serie di studi riguardo le tematiche trasversali che interessano l'arte con mondi a noi più vicini come il cibo, il vino e la fotografia. Laureata a pieni voti all'Università di Bologna, la sua tesi vince il premio Tina Bianchi nel '97 come miglior scritto nella sezione Storica/Artistica con la prima monografia dedicata al pittore seicentesco Pietro Facchetti. Ad oggi la sua attività si arricchisce di numerose pubblicazioni su riviste di settore, è titolare di diverse rassegne letterarie e curatrice di mostre d'arte moderna e contemporanea.
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