'Paesaggi sublimi', lezione-concerto a Palazzo Te venerdì 23 ottobre per 'Ebraismo al sesto giorno' in collaborazione con MantovaMusica

  • Stampa

Mantova EbraismoSestoGiorno 23Ottobre LocandinaMANTOVA, 20 ott. - Venerdì 23 ottobre la rassegna Eterotopie di MantovaMusica si integra con la programmazione del ciclo autunnale di "Ebraismo al sesto giorno" proponendo una lezione-concerto intitolata "Paesaggi sublimi - Dialogo sulla natura e i paesaggi toscani nella musica di due ebrei italiani all'inizio del XX secolo".

Alle ore 21.00, in Sala dei Cavalli di Palazzo Te, la pianista Virginia Rossetti sarà protagonista di un dialogo con Andrea Ranzato, profondo conoscitore del mondo ebraico.

L'incontro verterà su alcune pagine naturalistiche di Mario Castelnuovo Tedesco e Vittorio Rieti, autori che furono costretti ad emigrare negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni antiebraiche del regime fascista italiano.

L'incontro, reso possibile grazie al contributo del Comune di Mantova, della Fondazione "Franchetti" e della Fondazione Comunità Mantovana onlus, avrà luogo a Mantova, presso la Sala dei Cavalli di Palazzo Te, viale Te, 13, alle ore 21. Ai docenti che parteciperanno verrà rilasciato un attestato apposito.

Nel 1938, con la promulgazione delle leggi razziali e la conseguente persecuzione, molti ebrei furono costretti ad abbandonare il Paese. Musicisti di grande spessore artistico e culturale come Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 1895 - New York, 1968) e Vittorio Rieti (Alessandria d'Egitto, 1898 - New York, 1994) furono costretti a emigrare negli Stati Uniti: il primo a Los Angeles, il secondo a New York. Il dover abbandonare il proprio Paese segnò profondamente Mario Castelnuovo-Tedesco e condizionò significativamente il suo modo di comporre.

Le sue partiture si arricchirono infatti di nuovi moduli compositivi fondendo la modernità del Novecento italiano con l'espressività e i modi tipici della musica ebraica. L'opera di Castelnuovo-Tedesco si sviluppò su due direttrici: una sinfonico-corale dalle ampie dimensioni evocative, come l'oratorio "Sacred Service for the Sabbath Eve" op.122, composto per la sinagoga di Park Avenue di New York; dall'altra la ricerca intimistica e affascinante della tradizione giudeo-spagnola, di cui "Three Sephardic Songs" (1949) sono la composizione più rappresentativa.

Diversa e per certi aspetti antitetica è la figura di Vittorio Rieti, che nelle sue composizioni non si ispirò mai alla musica della tradizione ebraica. Nato da genitori ebrei, la sua formazione fu prettamente laica e lontana dalla tradizione giudaica. Nella sua produzione musicale abbracciò le avanguardie europee senza lasciarsi coinvolgere dal pathos emotivo o dal nazionalismo religioso. Le sue composizioni, caratterizzate da un impianto neoclassico, fatte di chiarezza formale, trasparenza espressiva, ritmi vivaci e intrise d'ironia sono state, nel tempo, un tappeto sonoro ideale per la danza: non a caso molte composizioni celebrate per la loro natura "divertita e divertente" sono concepite per il balletto. La popolarità di Rieti lo porterà a comporre opere iconiche come il balletto "Barabau" scritto per gli straordinari Ballets Russes di Diaghilev.

I soci di Man Tovà in regola con la quota associativa avranno diritto ad un biglietto a €8. Il costo per i non soci è di €12.


Questo sito utilizza cookie di terze parti (leggere la pagina informativa per approfondimento). Continuando con la navigazione si accetta il loro uso. Per informazioni dettagliate sulla normativa dei cookies, leggi la nostra privacy policy.

Accetto i cookies per questo sito.

EU Cookie Directive Module Information
Для входа нужен Кракен вход, Кракен сайт и актуальная Кракен ссылка.