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Beethoven e Schumann, dal tramonto all’alba. Con Davide Cabassi, pianoforte, domenica 1° marzo al Bibiena

Mantova MantovaMusica ConcertiDomenica Cabassi-1Marzo LocandinaMANTOVA, 27 feb. - Prosegue la rassegna MantovaMusica – I Concerti della Domenica, che inaugura il mese di marzo con un appuntamento dedicato al grande repertorio romantico per pianoforte. Domenica 1 marzo, alle ore 17.00, il suggestivo Teatro Bibiena accoglierà il recital "Dal tramonto all'alba" di Davide Cabassi, interprete tra i più apprezzati della sua generazione, riconosciuto per la profondità espressiva, il rigore stilistico e la raffinata qualità del suono.

Il programma del concerto propone un intenso percorso nel cuore del Romanticismo tedesco, accostando una delle sonate più celebri e amate di Ludwig van Beethoven, la "Chiaro di Luna", a due pagine di grande profondità espressiva di Robert Schumann.

Dalla tensione poetica e drammatica della Sonata op. 27 n. 2, con il suo celebre incipit sospeso e il travolgente finale, si passa alle atmosfere intime e visionarie dei Gesänge der Frühe op. 133 e alla ricchezza di contrasti della Humoreske op. 20, in un itinerario che esplora le molte sfumature dell'animo romantico tra lirismo, inquietudine e slancio passionale.

Un'occasione imperdibile per lasciarsi trasportare dall'intensità emotiva e dalla raffinatezza musicale di un programma che celebra il cuore pulsante del Romanticismo.

Per ogni concerto, ingresso con biglietto: intero 12 euro / ridotto 8 euro. riduzioni: Associazione Amici di Palazzo Te – Soci Touring Club – Soci Unci – Possessori Supercard Cultura - Soci Vivo Teatro - Associazione Diabolus in Musica

Per prenotazioni ed ulteriori informazioni su tutti i concerti della stagione: email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - tel. 388.5670997 (mercoledì 15.30 – 18.00; giovedì/venerdì/sabato 10.00 – 12.30) – Whatsapp 388.5670997 (Indicare il proprio nome e cognome e il numero dei posti desiderati) – Prevendita online: www.mantovamusica.com 

Intervista a Davide Cabassi.

Come nasce la scelta del programma per questo concerto? C'è un filo conduttore che unisce le musiche di Ludwig van Beethoven e Robert Schumann in questa serata?

Sono numerosissime le connessioni tra la musica di Beethoven e quella della generazione romantica dell'Ottocento, in particolare di Robert Schumann, che in molte sue composizioni inserì citazioni e omaggi al grande genio della generazione precedente. In questo programma abbiamo voluto accostare un brano che, pur avendo un titolo postumo, possiede un carattere spiccatamente notturno come la Sonata "Chiaro di Luna", all'ultima composizione in assoluto scritta per pianoforte da Schumann, i Canti dell'Alba. Un accostamento che suggerisce una sorta di trasfigurazione onirica: da una riflessione immersa nell'oscurità si giunge progressivamente a una luce nuova, tenue e rarefatta, quella dell'alba.

La Sonata "Chiaro di Luna" è tra i brani più amati dal pubblico: cosa pensa la renda ancora oggi così attuale?

La Sonata op. 27 n. 2 è innanzitutto un brano estremamente sperimentale: ricordiamo che è intitolata, come la precedente op. 27 n. 1, "quasi una fantasia" ed è in realtà una Sonata in quattro movimenti senza il primo movimento. Anche dal punto di vista della scrittura pianistica presenta delle straordinarie innovazioni, quali per esempio la prescrizione di suonare tutto il primo movimento senza il sordino, ovvero con il pedale destro attivo, quindi un brano straordinariamente moderno, oltre ad essere il capolavoro che tutti amiamo e che tutti conosciamo.

Nei brani di entrambi gli autori convivono poesia e tormento: è un contrasto che sente vicino alla sensibilità contemporanea?

La musica di Beethoven e anche la musica di Schumann parlano dell'uomo a 360°: entrambi hanno poetiche che raccontano l'uomo nella sua essenza più profonda e dunque sono compositori contemporanei, vivono ogni giorno la contemporaneità anche semplicemente per il fatto che noi sogniamo oggi, e ci parlano in modo diretto e assolutamente sincero anche a distanza di 200 anni.

Il Teatro Bibiena è uno spazio raccolto e ricco di storia. Che tipo di dialogo si crea, secondo lei, tra interprete, strumento e sala in un luogo così suggestivo? E cosa desidera che il pubblico porti con sé all'uscita da questo concerto?

Ho avuto la grandissima fortuna di suonare al Teatro Bibiena molti anni fa, quando ero bambino, e sono felicissimo di tornarci domenica. È un luogo speciale, magico per me: ricordo l'emozione del Davide tredicenne in questo posto unico. In un luogo così straordinario, ciò che si crea con il pubblico è davvero la meraviglia della condivisione della bellezza. Questo vorrei: uscire insieme con il pubblico dopo aver condiviso un momento in cui abbiamo assaporato insieme attimi di pura bellezza.


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