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Piazzolla e quell'ultimo concerto al Bibiena con l'Ocm

Mantova TrameSonore Roffi-OmaggioPiazzolla1MANTOVA, 31 mag. - Uno dei suoi ultimi concerti dal vivo Astor Piazzolla, musicista e compositore argentino di cui quest'anno ricorre il centesimo dalla nascita, lo tenne proprio a Mantova.

Era il 3 maggio del 1990 e Piazzolla si esibì, guarda un po', con l'Orchestra da Camera di Mantova al Bibiena in occasione del "Mantova Musica Festival '90" organizzato dall'Amministrazione provinciale.

Qualche mese dopo fu colpito da un ictus e due anni dopo morì. La sua salute rra già piuttosto compromessoa a causa di important problemi vascolari, ma in quel periodo ebbe un tracollo irreversibile.

Quest'anno il Festival Trame Sonore, organizzato dall'Orchestra da Camera di Mantova e in corso fino al 2 giugno, ha voluto dedicare alcuni momenti di approfondimento, musicali e non, a Piazzolla e ieri a Palazzo Castiglioni ne ha parlato la critica musicale Carla Moreni.

Mantova TrameSonore Piazzolla-Manifesto1È emerso il profilo di un artista dalle capacità eccezionali, un visionario capace di affrontare, contaminare e cambiare un genere come il tango, considerato sacro dagli argentini. Il suo nuovo tango strizzava l'occhio al jazz, mantenendo un piede nella tradizione. Ma questo non andò giù a parecchie persone nel suo paese tanto che, come ha raccontato la Moreni, circola un aneddoto secondo il quale un tassista argentino che lo aveva caricato per una corsa, quando lo riconobbe lo pregò di scendere dal suo taxi perché lo considerava l'assassino del tango. E come lui, molti altri amanti del genere argentino nella sua forma più classica.

Fu un personaggio non facile e collaborare con lui poteva diventare molto complicato, per il suo carattere irascibile. Ma non c'è dubbio che Piazzolla abbia consegnato alla storia un genere tuttora vivo e apprezzato che ha in brani come Oblivion, Las cuatro estaciones portenas e Libertango manifesti inconfondibili.

Fu uno dei più grandi virtuosi del bandoneon, una particolare fisarmonica, che suonava con movimenti contorti e innaturali, ma estremamente efficaci. Avrebbe voluto essere un pianista, ha raccontato Carla Moreni, ma suo padre quand'era ancora un bambino di 10 anni gli regalò un bandoneon acquistato per pochi dollari, e, probabilmente, da allora gli segnò il destino.

Di origini italiane, ebbe rapporti artistici molto intensi con l'Italia, tanto che Libertango fu inciso proprio a Roma nel 1974 e fra i violinisti c'era anche Umberto Benedetti Michelangeli, futuro grande direttore d'orchestra e padre omonimo di quell'Arturo Benedetti Michelangeli che sabato sera ha diretto l'Ocm sul palco di piazza Santa Barbara per il concerto d'apertura.

Ieri sera all'omaggio in prosa è seguito quello in musica con un prezioso concerto, sempre in piazza Santa Barbara, che ha visto protagonisti sul palco il fisarmonicista Pietro Roffi e il pianista Alessandro Stella. Applauditissima e apprezzatissima dal pubblico l'esecuzione di Oblivion, Las cuatos estaciones portenas e Libertango.

Emanuele Salvato


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