Shibli, storia di una lingua spezzata in una terra che soffre
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- Creato 04 Settembre 2025
- Pubblicato 04 Settembre 2025
MANTOVA, 04 set. - Una terra spezzata dal dolore e dalla sofferenza, come la Palestina, non può che produrre una lingua spezzata. Ne è convinta Adania Shibli, scrittrice palestinese che mercoledì al Festivaletteratura ha dialogato con la giornalista esperta di medio oriente, Paola Caridi.
Un dialogo intenso, a tratti emozionante che ha fatto traballare emotivamente anche l'autrice di Sensi e Un dettaglio minore, finalista al Natonal Book Award del 2020 e all'International Booker Prize del 2021.
"La Palestina - ha detto Shibli - è come un insegnante di letteratura che ci dice che questa lingua è spezzata". Una lingua che spesso diventa un urlo di dolore, irrazionale, istintivo. "La lingua degli oppressori - ha aggiunto la scrittrice - è, invece, chiara e razionale". Una lingua, quella palestinese, che si identifica con la terra. Una lingua le cui parole "cambiano - ha aggiunto Shibli - a seconda di quando vengono pronunciate: dire Gaza oggi non ha lo stesso significato di dirlo nel 1948".
Nel corso dell'evento, Adania Shibli ha anche confessato che il suo primo romanzo, "Sensi", è nato su consiglio del grande poeta palestinese Mahmud Darwish, che lei conobbe dopo che la pubblicazione di un racconto su una rivista del suo Paese: "Volle conoscermi - ha detto - per dirmi che il racconto gli era piaciuto e che avrei dvuto scrivere un romanzo".
(e.s.)
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