Lâeconomia civile come antidoto alla crisi dei valori democratici: la visione etica di Stefano Zamagni
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- Creato 04 Settembre 2025
- Pubblicato 04 Settembre 2025
MANTOVA, 03 set. â La situazione di caos che investe il mondo in questi anni corrisponde a una fase di crisi, nel senso di trasformazione, che ha generato un peggioramento progressivo delle condizioni ambientali e sociali, la crescita di conflitti armati e l'acuirsi delle diseguaglianze.
Questo il punto di partenza delle considerazioni di Stefano Zamagni, prestigioso "professore", autore di testi di straordinaria profonditĂ analitica della cultura economica, alla Biblioteca Teresiana.
Sollecitato dai temi introdotti da Alessio Malcevschi, ha ripercorso le tappe di un cambiamento epocale alla cui base si pone l'avvento della globalizzazione innescata dal primo G6 del 1975. Ă il via al passaggio dall'internazionalizzazione di merci e servizi a far diventare tutto â lavoro, capitale, diritti umani e addirittura organi umani - oggetto di scambio: un processo di cui è primo simbolo la creazione, negli anni '80, dei paradisi fiscali anche in quattro stati dell'UE. Quello che ha ulteriormente contribuito ai cambiamenti è stata la rivoluzione digitale, particolarmente evidente con lo squilibrato sviluppo dell'intelligenza artificiale e il rischio concreto di una tendenza a sostituire le capacitĂ dell'uomo, surrogandole con modelli conoscitivi e generativi. Tutto ciò incide sulla sfera geopolitica e alimenta la crisi della democrazia, ormai dimentica del fondamentale principio deliberativo.
"Un tempo era anche i partiti a garantire forme partecipative, ma ora il declino del principio democratico ha aperto la strada all'accaparramento del consenso secondo la logica del mercato". Proseguendo con la grande spontaneitĂ comunicativa che lo contraddistingue, Stefano Zamagni ha sottolineato l'importanza della visione economica di Papa Francesco che chiama in causa espressamente i giovani per una reale contrapposizione alle pratiche che non rispettano la dignitĂ umana.
Furono i francescani i primi veri economisti con la nascita dell'economia civile dei mercati, ma a metà '700 fu la matrice protestante ad aprire la strada al criterio capitalistico di accumulazione del capitale. Il mezzo diventa fine, il paradigma dell'economia civile francescana diventa paradigma dell'economia politica. E allora, la massimizzazione del bene totale prevale sul senso del bene comune, l'affare prevale sull'etica e il primo martire è la democrazia con la conseguente esclusione di un'ampia fascia di cittadini, evidenziata dal crescente astensionismo.
Negli ultimi 50 anni si sono fortemente acuite le disuguaglianze sociali, ma la lucida visione razionale di Stefano Zamagni indica come vera rivoluzione su cui puntare, l'idea di economia civile, un modello tripolare tra stato, mercato e comunità nell'ottica del principio di sussidiarietà circolare sancito dalla Corte Costituzionale italiana nel 2020, tuttora ignorato dalla politica. Qualcosa già si muove ed è significativa la sua citazione di Tolstoi: "Se senti dolore sei vivo, se senti il dolore dell'altro sei umano".
(gmp)
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