Fouad Laroui grande narratore: l’arte di trasformare gli aneddoti in vera letteratura. Con Bruno Gambarotta, tra il serio e il faceto, a Palazzo della Ragione

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Mantova Festivaletteratura Laroui-GambarottaMANTOVA, 12 set. – Basta un aneddoto, un incontro fortuito, pillole di vita reale per far scattare la scintilla del prolifico narratore che è Fouad Laroui, sufficiente per consentirgli di sviluppare con grande fantasia, sagace umorismo e straordinaria proprietà di linguaggio le storie che animano i suoi libri.

Come nel caso del suo "Lo strano caso dei pantaloni di Dassoukine", un vero successo editoriale, in cui da un banale caso di furto si sviluppa una serie di circostanze improbabili - ma che finiscono per apparire credibili – che creano l'occasione per mettere in scena gli stereotipi delle incomprensioni tra le differenti culture e le forme di presunzione degli europei nei confronti dei marocchini. O dell'esatto contrario

Incontrando ieri a Palazzo della Ragione Bruno Gambarotta e Cristina Vezzaro, la fedelissima traduttrice dei suoi libri in italiano, Laroui ha confermato la sua passione per la letteratura francese che, fin dagli inizi dei suoi studi in Marocco, lo ha spinto sulla via della scrittura.

"I libri ci aiutano a vivere: il mondo sarebbe un inferno senza i libri – afferma -. Ho studiato matematica (è laureato in ingegneria e scienze economiche) e ciò mi ha arricchito, mi ha consentito di capire i temi scientifici, ma soprattutto, il mio multilinguismo mi consente di vedere e percepire i caratteri degli europei, così come di osservare criticamente i comportamenti dei marocchini".

Riconosce che ci siano molte incomprensioni tra le due parti e lui, per la sua condizione (vive ad Amsterdam) si sente un facilitatore di incontro.

"Cercate di non commettere gli errori della Francia: è necessario favorire la piena integrazione degli immigrati, soprattutto dei bambini. Fategli conoscere la cultura italiana, ma fate in modo che possano conservare il ricordo delle radici, della cultura dei genitori. Così poi saranno dei buoni italiani"

(gmp)

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