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Francesco Costa e le molte facce dell'America

Mantova Festivaletteratura CostaMANTOVA, 11 set. - Un tema caldo come l'attualità degli Stati Uniti a pochi mesi dalle elezioni e dopo le oceaniche manifestazioni antirazziste ha stimolato l'incontro di Festivaletteratura tra il giornalista e scrittore Francesco Costa e la giornalista Marta Ciccolari Micaldi.

È proprio quest'ultima ad esordire ricordando che siamo a ridosso dell'anniversario dell'11 settembre e, prendendo in prestito le parole di David Foster Wallace, evidenzia come l'America non sia un monolite ma che esistano più americhe diverse tra loro che convivono.

A questa sollecitazione risponde annuendo Costa e sottolineando che "gli Stati Uniti sono un insieme di molte cose, anche contraddittorie tra loro e che un problema per comprenderle è proprio la percezione che abbiamo di esse".

Il giornalista esemplifica la questione da un punto di vista spaziale, spiegando che siamo abituati a paragonarci a stati vicini, di dimensioni più o meno compatibili a quelle dell'Italia. Questo non ci fa rendere conto della vastità di un territorio geograficamente enorme e vario, così come il fatto che il 70% degli abitanti vive nel 30% della superficie totale degli States: ad aree urbane enormi corrispondono quindi grandi aree vuote che sono anch'esse America, probabilmente più vera e profonda. "la percezione dello spazio cambia la cultura di un popolo" – chiosa l'autore – "ed è una chiave di lettura per capire quelle che noi consideriamo follie americane". Una considerazione che unisce New York City ed il Nevada in un'unione che è sinonimo di differenze e caratteristiche molto diverse.

Su queste differenze insiste la giornalista spiegando il senso dell'identità americana che ha sempre incluso persone da provenienze diverse, ma che negli anni di Trump sta prendendo il senso inquietante di una americanità che è solo maschia e bianca e che esclude tutto il resto, creando separazione e alimentando il "razzismo sistemico".

Proprio Costa si sofferma su questo razzismo che non è solo l'esprimere gesti e parole discriminatorie, ma che negli Stati Uniti è un concetto più profondo, figlio di quattro secoli di schiavitù, seguiti poi da una segregazione di Stato: "non c'è una legislazione razzista, perché tutto avviene in modo più sottile e culturale, sistemico appunto. L'appartenenza etnica è ancora un'ipoteca sul futuro di una persona da dove e come nasce, fino alle possibilità materiali di studiare e fare carriera".

Per il giornalista succede quindi che la denatalità "bianca", unita all'elezione di un presidente nero scateni una reazione: "il boom di acquisto di armi è avvenuto subito dopo l'elezione di Obama". Proprio il problema delle armi trova in un passato violento e in uno spazio sconfinato la sua ragione di esistere: Costa narra di come il monopolio della violenza non appartenga e sia appartenuto solo allo Stato come nelle nostre democrazie, ma che gli States si siano originati da quello che chiamiamo il "far-west" dove farsi giustizia da soli o difendersi da bestie feroci era la norma. Così si comprende la corsa alle armi a cui si aggiunge un triste primato: "negli Usa" – commenta l'autore – "la depressione è un malessere diffuso e il suicidio con arma da fuoco è all'ordine del giorno". I due giornalisti concordano sul fatto che le armi siano un simbolo di tradizione ed identità culturale da secoli portati all'eccesso in questa fase di profondi e laceranti cambiamenti nella società statunitense.Su questo Costa aggiunge che proprio per il fatto che chiunque potrebbe avere un'arma, le Forze di Polizia agiscono (o la usano come scusa) di conseguenza, purtroppo godendo di una impunità pressoché totale.

Guardando all'attualità, Ciccolari Micaldi pensa al movimento "Black Lives Matter" e alle elezioni, stimolando Costa ad alcune riflessioni ulteriori: il giornalista mette in risalto il fatto che le manifestazioni contro il razzismo e le diseguaglianze vanno avanti da due mesi in tutti gli States: "un tempo impensabile in Italia dove non c'è più un conflitto sociale generalizzato e al massimo si sciopera per una giornata". Per l'autore siamo vicini ad una resa dei conti che porterà a scegliere tra due direzioni, indipendenti da chi vincerà le elezioni: o nella società americana verranno messe in discussione leggi e abitudini che dividono su base etnica ed economica prefigurando un cambiamento oppure si andrà verso il rafforzamento di quel sistema identitario e autoritario che si regge sulla diseguaglianza economica e sociale dei suoi cittadini.

Emanuele Bellintani

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Scaricate, consultate e stampate gratuitamente Speciale Festivaletteratura firmato L'Altra Mantova. La versione cartacea sarà reperibile nei principali punti di interesse del Festivaletteratura.

 


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