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Venerdi, 28 Gennaio 10:37:am

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E' stata la mano di dio, Sorrentino racconta se stesso e l'amore per il cinema

film LaManoDiDio Locandina1Magari qualcuno storcerà il naso e non sarà d'accordo con quanto stiamo per affermare, ma "E' stata la mano di dio", ultimo film di Paolo Sorrentino attualmente in programmazione su Netflix, per certi aspetti ci viene da accostarlo a "Nuovo Cinema Paradiso" di Giuseppe Tornatore.

Temi diversi, ambientazioni e personaggi pure, trame lontane l'una dall'altra. Ma, di fondo, troviamo in entrambi i registi la volontà, più o meno espressa, di manifestare il loro amore per il cinema.

Entrambi i film, più o meno autobiografici, rivelano come i due registi siano arrivati a fare quel che fanno attraverso le loro storie, i loro vissuti. "E' stata la mano di dio", crediamo sia destinato a diventare una sorta di film manifesto dell'ars di Sorrentino: più del "Divo", più di "La Grande bellezza" perché in questo lavoro Sorrentino esce molto allo scoperto, pur continuando a nascondersi. D'altro canto, per sua stessa ammissione, il film rappresenta un racconto di formazione che mira a evitare le trappole dell'autobiografia convenzionale come iperbole, vittimismo, pietà, compassione e indulgenza al dolore attraverso "una messa in scena semplice - ha affermato lo stesso regista - scarna ed essenziale con musica e fotografia neutre e sobrie".

Sullo sfondo c'è la Napoli degli anni Ottanta con i suoi colori, il suo mare, i suoi vicoli, i suoi personaggi e tutte le sue, enormi, contraddizioni. Protagonista è il diciassettenne Fabietto Schisa, interpretato da un sorprendente Filippo Scotti, sensibile e un po' impacciato al tempo stesso, con pochi amici, un fratello e una sorella completamente diversi da lui e una famiglia allargata che gli riempie decisamente le giornate. Evidente la complicità con i genitori, il padre Saverio e la madre Maria, interpretati da Toni Servillo e Teresa Saponangelo entrambi perfetti. Per Fabietto rappresentano una certezza, così come la zia Patrizia, una conturbante Luisa Ranieri, sarà in grado di provocargli primi turbamenti. Ma tutta la famiglia è a dir poco vulcanica e tumultuosa.

La prima parte del film scorre quasi in maniera spensierata, con Napoli in fibrillazione per il sempre più probabile arrivo di Diego Armando Maradona nella squadra di calcio della città di cui Fabietto è un grande tifoso. Una disgrazia improvvisa e inaspettata cambierà completamente il 'tono' del racconto che da spensierato diventa drammatico con Fabietto che si metterà alla ricerca di risposte e di una direzione da prendere per salvarsi. Apparentemente salvato da Maradona, toccato dal caso o dalla mano di Dio, Fabietto lotta con la natura del destino, la confusione della perdita e l'inebriante libertà di essere vivi.

Il film ha vinto il Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Veneza mentre, contrariamente alle aspettative, non ha ottenuto alcun premio agli ultimi Golden Globe.

Emanuele Salvato

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E' stata la mano di Dio, regia di Paolo Sorrentino (Italia, 130') con Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Marlon Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Sofya Gershevich, Lino Musella. Attualmente in programmazione su Netflix


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