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'Opere in viaggio', dal mecenatismo di corte al collezionismo diffuso a Mantova tra XVIII e XIX secolo: presentato il numero monografico di Civiltà Mantovana

Mantova CCIA OpereInViaggio PresentazioneMANTOVA, 03 set. – Dagli atti del convegno "Opere in viaggio. Reimpieghi, collezionismo e nuove committenze a Mantova tra XVIII e XIX secolo" tenutosi nel maggio 2022 presso gli Istituti Santa Paola, nasce l'importante omonima pubblicazione del numero straordinario della rivista Civiltà Mantovana.

Organizzato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi, a cura dell'allora soprintendente Gabriele Barucca con Gigliola Gorio e Debora Trevisan, il convegno si è focalizzato sul ruolo del collezionismo di opere d'arte, il riuso di oggetti di gusto antiquario e il finanziamento di nuove committenze a Mantova nel periodo tra il 700 e l'800, coincidente con la caduta dei Gonzaga, la parentesi napoleonica e l'avvento della dominazione austriaca.

"Un'iniziativa che che ha risposto a un'esigenza scientifico-culturale e ha inteso superare la tradizione, pur preziosissima, di considerare solo i grandi della storia artistica della città – ha sottolineato il già Soprintendente Gabriele Barucca nel corso della presentazione dello speciale numero monografico di Civiltà Mantovana -. L'attenzione si è rivolta a quelle arti congeneri che fanno parte del tessuto culturale di un determinato periodo: tutti aspetti che testimoniano la civiltà e il grande valore del patrimonio artistico del territorio".

La conferenza stampa di presentazione del numero straordinario della rivista Civiltà Mantovana dal titolo "Opere in viaggio. Reimpieghi, collezionismo e nuove committenze a Mantova tra XVIII e XIX secolo" ha visto la partecipazione, ieri mattina presso la Sala Lune e Nodi di Palazzo Andreani, di Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di commercio di Cremona-Mantova-Pavia, del sindaco di Mantova Andrea Murari, di Mattia Palazzi, Consigliere del Comune di Mantova, di Giancarlo Malacarne, Direttore di Civiltà Mantovana, di Simone Sestito in rappresentanza della Soprintendenza e del direttore di Palazzo Ducale Stefano L'Occaso.

Dagli interventi è emersa la complessa gestazione della pubblicazione grazie alla disponibilità di Mattia Palazzi nel periodo in cui era sindaco del Comune di Mantova, proprietario della prestigiosa rivista, e del suo direttore Giancarlo Malacarne, e al generoso mecenatismo della Camera di Commercio di Cremona – Mantova – Pavia e, in particolare, alla sensibilità del Presidente Gian Domenico Auricchio e del Segretario Generale Marco Zanini, che ha sostenuto il finanziamento della pubblicazione su "Civiltà Mantovana", la storica rivista culturale fondata nel 1966 da don Costante Berselli insieme a Giuseppe Amadei .

"La pubblicazione degli atti di questo convegno avviene a distanza di quattro anni dal suo svolgimento grazie alla generosa disponibilità della Camera di Commercio di Cremona Mantova e Pavia che, con sensibilità e unanimità di intenti, su mia proposta ha sostenuto l'opera – ha affermato il presidente Auricchio -, nella convinzione che investire nella cultura significa certamente valorizzare il patrimonio storico e culturale di un territorio, ma è anche un modo nuovo per attrarre un turismo, quello dei luoghi d'arte, cultura e storia, che crea economia, come ci insegnano gli studi della Fondazione Symbola".

Mantova OpereInViaggio Convegno PresentazioneGli atti del convegno rappresentano una preziosa raccolta degli studi di diversi esperti sulla storia della produzione artistica d'epoca gonzaghesca nel '700 e nell'800, due secoli importanti nella storia della città in quanto segnano la fine del Ducato dei Gonzaga (1708) e il passaggio di Mantova al governo asburgico. L'idea di scegliere a soggetto di una trattazione congressuale i reimpieghi di opere d'arte, il collezionismo e le nuove committenze a Mantova e nel Mantovano tra Sette e Ottocento risale a Debora Trevisan, Funzionaria Storica dell'Arte, che si è avvalsa della collaborazione di Gigliola Gorio, in quel frangente neo addottorata presso l'Università di Trento e docente esercitatrice presso l'Università Cattolica. L'iniziativa è stata prontamente recepita e accolta dal Soprintendente Gabriele Barucca.


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