Giorno del Ricordo: le celebrazioni a Mantova ai Giardini 'Vittime delle foibe' e all’Auditorium del Conservatorio
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- Creato 10 Febbraio 2026
- Pubblicato 10 Febbraio 2026
MANTOVA, 10 feb. - Con due cerimonie organizzate da Comune di Mantova, Provincia e Prefettura si è svolta questa mattina, in occasione del Giorno del Ricordo, la commemorazione delle vittime delle foibe e dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati dalle loro terre.
Il primo momento celebrativo si è tenuto nella prima mattinata ai Giardini delle "Vittime delle foibe e profughi istriani, fiumani e dalmati", nei pressi del Castello di San Giorgio, dove le autorità cittadine hanno deposto una corona d'alloro.
Erano presenti, il Prefetto della Provincia di Mantova Roberto Bolognesi, il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, il Questore Guglielmo Toscano, il consigliere Enrico Lungarotti per la Provincia, il presidente del Consiglio comunale Massimo Allegretti, i rappresentanti delle Forze dell'ordine, della Polizia locale e delle associazioni vittime e profughi istriani, fiumani e dalmati.
Nel Giardino, durante la cerimonia, erano esposti anche i Gonfaloni di Comune e Provincia e delle associazioni combattentistiche e d'arma.
La seconda celebrazione si è tenuta, successivamente, all'Auditorium del Conservatorio "Campiani", in via Conciliazione 33, aperta dal saluto istituzionale del presidente del Conservatorio Italo Scaietta. Gli interventi del prefetto Bolognesi e del presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti hanno preceduto quello del prof. Giovanni Bernardini, dell'Università di Verona - Dipartimento di Culture e Civiltà.
Con l'ampia analisi storica della sua prolusione dal titolo "L'esodo giuliano-dalmata nell'età delle migrazioni forzate" il prof. Bernardini ha sottolineato il valore della memoria come esercizio di civiltà e posto al centro dell'attenzione l'enorme fenomeno delle migrazioni forzate che nel Novecento ha coinvolto trenta milioni di europei. In questo contesto il dramma di istriani, fiumani e dalmati sul confine orientale rappresenta una pagina particolarmente crudele, segnata da una spirale di violenze e conflitti nazionalistici.
"Il dovere della memoria è rendere giustizia contestualizzando i fatti e le condizioni che hanno determinato le scelte – ha aggiunto Bernardini -. La memoria non deve essere un santuario intoccabile e nemmeno un tribunale sommario o un campo di battaglia in cui viene usata come clava politica. Usare le separazioni come soluzione a un conflitto produce un disastro umano che può solo alimentare nuovi conflitti".
Il facente funzioni della Provincia Enrico Longarotti, portando i saluti del Presidente Carlo Bottani, ha poi sottolineato il dovere morale e civile di onorare la memoria di chi è stato vittima delle foibe e dell'emarginazione forzata, mentre il sindaco Mattia Palazzi ha posto l'accento sull'accoglienza della nostra città ai profughi istriani, fatto che rende l'evento istituzionale, oltre che un atto doveroso, un ricordo vivo della nostra storia. "È compito della nostra comunità – ha concluso Palazzi – ricordare l'orrore di quei delitti e separazioni per combattere i germi di nuove possibili barbarie".
Al momento commemorativo al "Campiani" hanno preso parte, insieme alle autorità, anche alcuni sindaci della Provincia, assessori e consiglieri comunali e provinciali di Mantova, familiari e rappresentanti delle associazioni vittime e profughi, gli studenti di due classi del Liceo Belfiore e dell'Istituto Isabella d'Este.
Dedicato alle vittime italiane e all'esodo dall'Istria di oltre 250mila italiani, il Giorno del Ricordo venne istituito nel 2004 per affrontare un capitolo della storia per anni dimenticato. La scelta della data del 10 febbraio è per ricordare che in quel giorno nel 1947 avvenne la firma dei Trattati di pace di Parigi al termine del secondo conflitto mondiale. Al tavolo si sedettero i paesi alleati vincitori (Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica, Francia e altri stati tra cui la Jugoslavia) e quelli sconfitti alleati della Germania (che venne esclusa): Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria e Finlandia.
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