Giorno della Memoria, le cerimonie in città all’Auditorium Monteverdi, in viale Gorizia, in Sinagoga Norsa, al Binario 1 e alla Teresiana
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- Creato 28 Gennaio 2026
- Pubblicato 28 Gennaio 2026
MANTOVA, 28 gen. - Una fitta serie di iniziative si è svolta a Mantova, come ogni anno, per celebrare il Giorno della Memoria, ricorrenza istituita nel 2005 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per commemorare le vittime della Shoah scegliendo come data simbolo il 27 gennaio, giorno in cui nel 1945 le truppe dell'Armata rossa abbatterono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz.
Il primo evento si è svolto nell'Auditorium "Monteverdi" del Conservatorio "Lucio Campiani", aperto dai saluti istituzionali del Prefetto di Mantova Roberto Bolognesi e dal presidente del "Campiani" Italo Scaietta. Successivamente, dopo l'introduzione del presidente del Consiglio Comunale di Mantova Massimo Allegretti, il prof. Daniele Susini, storico della Shoah, ha pronunciato il suo intervento intitolato "Oltre il conflitto. Il Valore civile della Giornata della Memoria" focalizzato sull'importanza della memoria storica come monito e guida per comprendere la complessità della Shoah evitando il rischio della banalizzazione, della perdita del senso storico e morale, della politicizzazione.
Con il suo intervento il presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani ha poi ricordato Irena Sendler, l'infermiera polacca che collaborò con la Resistenza (nome di battaglia Jolanta) nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale e riuscì a salvare, insieme con altri membri della Resistenza polacca, circa 2.500 bambini ebrei, facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia.
A completare la cerimonia, le parole del sindaco Mattia Palazzi che ha affermato il valore della memoria condivisa come specchio della comunità e stimolo al risveglio delle coscienze per rigenerare la democrazia, e ha messo in guardia dall'uso del terrore come arma politica.
Il programma degli incontri è ripreso nel primo pomeriggio in viale Gorizia al numero 6 dove si è tenuta una breve commemorazione davanti alla targa dedicata ai coniugi Luisa e Francesco Rampi che salvarono cinque ebrei fiumani nascondendoli nella loro abitazione a Mantova. Sono intervenuti il figlio Paolo Rampi, il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti, l'assessore Andrea Murari, il presidente della Comunità ebraica Aldo Norsa e il consigliere Enrico Grazioli.
Alle 15, nella Sinagoga Tempio Norsa, in via Govi 13, si è tenuta la commemorazione in ricordo dei cittadini ebrei mantovani deportati nei campi di sterminio e vittime della Shoah. Alla presenza di autorità e pubblico il presidente della Comunità ebraica mantovana Aldo Norsa ha ricordato la tragedia che ha colpito il mondo ebraico e letto i nomi dei 104 ebrei mantovani deportati nei campi di sterminio. Furono 99 le vittime e solo cinque persone tornarono vive. È seguita la lettura, da parte di Matias Girotto, della Preghiera del deportato.
Oltre ai membri della comunità ebraica, hanno preso parte alla cerimonia, tra gli altri, il sindaco Mattia Palazzi, il prefetto Roberto Bolognesi, il questore Annarita Santantonio, il presidente del consiglio comunale Massimo Allegretti, esponenti della Giunta comunale e i rappresentanti della Polizia Locale e delle Forze dell'Ordine.
Il momento commemorativo successivo si è svolto al Binario 1 della stazione ferroviaria di Mantova, punto da cui partirono i treni per i campi di sterminio. Qui, vicino alla targa-ricordo collocata sul muro della stazione, realizzata quattro anni fa grazie al lavoro e al contributo dei volontari dell'Istituto di cultura Sinta, si è tenuta la commemorazione del Porrajmos, la persecuzione su base razziale dei Sinti e dei Rom avvenuta durante il nazifascismo. Come ha ricordato il presidente dell'associazione Sucar Drom Carlo Berini, 500mila rom e sinti furono uccisi nei campi di concentramento nazisti, di cui 26mila a Birkenau in una notte, sei mesi prima della liberazione del campo.
Si sono susseguiti gli interventi del presidente della Comunità Ebraica mantovana Aldo Norsa, del presidente della Provincia Carlo Bottani e del sindaco Palazzi, intermezzi musicali e, infine, la preghiera d'auspicio per la pace di tutti i popoli pronunciata dal Pastore evangelista Marcellino. Anche in questo caso hanno partecipato le autorità locali civili, militari e religiose. Per il Comune di Mantova erano presenti il sindaco Mattia Palazzi e gli assessori Andrea Caprini e Andrea Murari oltre ad altre autorità civili, militari e religiose. A tutte le cerimonie hanno anche presenziato, con tanto di gonfaloni, labari e bandiere, alcuni rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma.
Sempre nell'ambito degli appuntamenti del Giorno della Memoria, nel tardo pomeriggio alla Biblioteca Teresiana il prof. Carlo Spartaco Capogreco ha presentato il suo libro "I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia", pubblicato da Einaudi nel 2025.
L'incontro, introdotto dall'assessore comunale Alessandra Riccadonna, ha visto l'autore dialogare con Maria Bacchi per porre l'attenzione sulle tragiche conseguenze dell'ordine di Polizia del 30 novembre 1943 per la costituzione di campi provinciali di rastrellamento degli ebrei, funzionali al successivo trasferimento nei lager tedeschi. Un formale adeguamento dei fascisti della Repubblica di Salò al piano del sistematico genocidio nazista che in Italia è stato a lungo sottovalutato, anche per il carattere di rinuncia a qualsiasi riconoscimento giudiziario dell'amnistia del 1946.
È significativo il fatto che per arrivare all'istituzione del Giorno della Memoria si sia atteso fino al 2000 e, come ha sottolineato il prof. Capogreco, è ulteriormente preoccupante la rimozione del passato scomodo dell'Italia dall'insegnamento della storia nelle scuole, dove si tende a mettere in evidenza solo il ruolo celebrativo della memoria.
All'ingresso della Biblioteca Teresiana, si ricorda, è presente l'installazione del Memoriale della Shoah Mantovana.
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