Mantova accoglie un prezioso arazzo fiammingo sequestrato alla criminalità organizzata. Presentato il bene destinato agli uffici della Soprintendenza
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- Creato 18 Dicembre 2025
- Pubblicato 18 Dicembre 2025
MANTOVA, 18 dic. – Un arazzo fiammingo di pregevole fattura trova casa a Mantova grazie all'attività di diverse istituzioni coinvolte nel complesso processo di recupero e restituzione delle opere sottratte alla criminalità organizzata.
A conclusione dell'articolato iter necessario per identificare una destinazione adeguata del bene confiscato, l'arazzo del XVIII secolo raffigurante Montano conduce Amarilli al Tempio è stato assegnato alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi che lo ospiterà stabilmente all'interno dei suoi uffici al terzo e quarto piano della Domus Nova di Palazzo Ducale.
Lo ha annunciato la dottoressa Debora Trevisan, delegata della Soprintendenza, questa mattina nel corso della presentazione dell'opera d'arte, precisando che si sta pensando, con la direzione di Palazzo Ducale, alla possibilità di fare una mostra dei vari beni sottratti a forme di illegalità e riportati nella disponibilità della città.
Prima dello svelamento dell'arazzo, è intervenuto il vicesindaco di Mantova, Giovanni Buvoli, che ha sottolineato l'importanza del recupero che contribuisce a far conoscere i risultati della lotta all'illegalità, rendendo merito alla funzione educativa e sociale del grande impegno delle forze dell'ordine deputate.
A testimoniare l'importanza del lavoro degli agenti nella repressione dei reati e nel recupero dei beni hanno parlato il colonnello della Guardia di Finanza Antonello Cefalo e il Ten. Col. dei Carabinieri Manuel Sacchetto, mentre don Stefano Savoia, direttore dell'Ufficio Beni Culturali della diocesi e il viceprefetto Gianmaria Meneghini hanno ribadito il valore educativo di queste azioni.
Il direttore di Palazzo Ducale, Stefano L'Occaso, ha spiegato la relazione storica tra l'arazzo, attribuito alla manifattura fiamminga di Audenarde (Oudenaarde), nota per l'elevata qualità delle proprie produzioni, e Mantova, dovuta al fatto che pare ispirarsi al dramma pastorale di Giovan Battista Guarini, composto tra il 1580 e il 1583.
Opera che fu rappresentata a Mantova agli inizi del 1598 in occasione del passaggio in città di Margherita d'Austria, per volere di Vincenzo I Gonzaga all'inaugurazione del Teatro di corte appena ricostruito. Le vicende che hanno portato alla destinazione di questo prezioso arazzo sono state descritte da Raffaella Bentivoglio-Ravasio, coordinatrice del gruppo di studio MiC.
Il bene faceva parte di un lotto di 70 oggetti d'arte varia di provenienza illegale confiscati ad un unico collezionista e, a seguito del complesso lavoro di indagine, si è appurato il collegamento artistico con Mantova che, dunque, è apparsa la destinazione ideale per la sua conservazione. "Si tratta di un'operazione di recupero e risarcimento – ha concluso la dottoressa Bentivoglio – che ha un doppio valore; artistico e di ritorno alla legalità".
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