Un prezioso arazzo fiammingo sequestrato alla criminalità organizzata rientra nel patrimonio pubblico. Giovedì 18 dicembre, ore 11, la presentazione a Palazzo Ducale in Sala degli Arcieri
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- Creato 17 Dicembre 2025
- Pubblicato 17 Dicembre 2025
MANTOVA, 17 dic. - Giovedì 18 dicembre alle ore 11:00, presso la Sala degli Arcieri di Palazzo Ducale, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Cremona, Mantova e Lodi presenterà al pubblico l'arazzo del XVIII secolo raffigurante Montano conduce Amarilli al Tempio.
L'iniziativa, realizzata in collaborazione con il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, segna il rientro dell'opera nel patrimonio pubblico a seguito di sequestro e confisca disposti nell'ambito di un procedimento giudiziario per reati di natura economica. L'iniziativa però non vuole dare risalto solo al bene in sé, ma anche e soprattutto al virtuoso processo di trasformazione di un simbolo di potere illegale che oggi, con l'acquisizione da parte dello Stato, viene restituito alla comunità come esempio di memoria e legalità.
Come sottolinea il procuratore di Milano, dott. Francesco Greco, "L'investimento in opere d'arte rappresenta una delle più efficaci, ricercate e remunerative strategie di riciclaggio di proventi illeciti riscontrate in ambito internazionale". Pertanto, il riappropriarsi da parte della Comunità di un bene che gli appartiene e che, in qualche misura, raccontando parte della sua storia la rappresenta, acquista oggi un valore più alto di educazione alla legalità e alla valorizzazione di un bene confiscato.
Si vuole inoltre evidenziare l'importanza della collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte nel complesso, ma necessario processo di recupero e restituzione delle opere sottratte alla criminalità organizzata, quali a esempio la Guardia di Finanza, l'ANBSC e il MiC. In particolare all'interno del MiC è stato istituito un gruppo di lavoro responsabile di condurre lo studio in relazione ai beni confiscati, selezionato tra i funzionari storici dell'arte in forza alle soprintendenze lombarde.
All'evento interverranno Annarita Santantonio, Questore di Mantova; Debora Trevisan, delegata per il Direttore Generale, dott. Fabrizio Magani; Stefano L'Occaso, direttore di Palazzo Ducale; Mattia Palazzi, sindaco di Mantova; la Diocesi di Mantova; Raffaella Bentivoglio-Ravasio, in qualità di coordinatrice del gruppo di studio MiC.
L'arazzo, attribuito alla manifattura fiamminga di Audenarde (Oudenaarde), nota per l'elevata qualità delle proprie produzioni, sembra ispirarsi al celebre dramma pastorale di Giovan Battista Guarini, composto tra il 1580 e il 1583. Secondo gli attuali studi storico-artistici, tuttora in corso, la scena rappresenterebbe il destino di Amarilli, ninfa d'Arcadia, accusata d'infedeltà e condotta al tempio per essere giustiziata da Montano, sacerdote della dea Diana.
Oltre al raro riferimento iconografico, presente in altre opere legate alla produzione di Audenarde, l'opera si mostra quale pregevole esempio di manifattura fiamminga anche per l'eleganza e la ricercatezza della tecnica esecutiva. Particolare attenzione meritano le bordure riccamente ornate e il raffinato impianto paesaggistico, che, pur configurandosi come semplice quinta scenica, diviene protagonista della rappresentazione, giocando con diverse intensità di verdi e soffermandosi sulla varietà della vegetazione.
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