7 dicembre: celebrato il perenne ricordo di Mantova per il sacrificio dei Martiri di Belfiore
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- Creato 07 Dicembre 2025
- Pubblicato 07 Dicembre 2025
MANTOVA, 07 dic. - Si è tenuta questa mattina la 173esima commemorazione dei Martiri di Belfiore nella ricorrenza quel tragico 7 dicembre 1852 in cui fu eseguita la loro condanna a morte, su volere dell'occupante impero austriaco, per ordine del governatore generale del Lombardo-Veneto, il feldmaresciallo Radetzky. Un evento drammatico profondamente significativo per la storia d'Italia e sentito dalla comunità mantovana che è stato rievocato e celebrato con la posa di una corona d'alloro davanti al monumento che si trova nella Valletta di Belfiore, dove fu eseguita la condanna a morte dei Martiri.
Come da tradizione, la città di Mantova, rappresentata da autorità civili, militari e religiose, associazioni combattentistiche e d'arma e cittadini ha reso onore ai Martiri di Belfiore Don Giovanni Grioli, Don Enrico Tazzoli, Angelo Scarsellini, Bernardo de Canal, Giovanni Zambelli, Carlo Poma, Don Bartolomeo Grazioli, Carlo Montanari, Tito Speri, Pietro Frattini e Pier Fortunato Calvi, patrioti italiani che tra il 1952 e il 1854 furono impiccati (tranne Grioli che fu fucilato) dai soldati austriaci.
Davanti al monumento "Il Genio dell'Umanità" di Miglioretti, dopo l'esecuzione dell'Inno d'Italia, la cerimonia è stata aperta dall'intervento di Dario Riccomi di Forum Giovani Mantova che ha sottolineato l'importanza di tramandare e raccontare la storia dei Martiri alle nuove generazioni, attraverso anche nuove forme di comunicazione e metodi didattici.
È seguito l'intervento del presidente del Consiglio comunale di Mantova Massimo Allegretti che in apertura ha ricordato il professor Rodolfo Signorini scomparso in mattinata. "Innanzitutto, rivolgo un pensiero al professor Rodolfo Signorini, Accademico Virgiliano, uomo di cultura, scomparso poche ore fa, le cui parole hanno sempre accompagnato in modo impareggiabile questa ricorrenza. La città di Mantova saprà ricordarlo come merita".
"Oggi, tutti noi, ricordiamo il sacrificio dei Martiri di Belfiore avvenuto in questo luogo quando Mantova, allora città fortezza Austro Ungarica, visse drammaticamente l'arresto, la condanna e l'esecuzione dei Patrioti che sentì sempre come propri figli – ha proseguito Allegretti -. Persone che avevano messo in conto anche la rinuncia più alta, quella della propria vita, pur di esercitare il proprio credo, pur di adoperarsi per fare di un Paese di provincie e di piccoli stati una Nazione Unita: l'Italia. Allora si lottò per essere liberi e indipendenti attraverso la costruzione di uno stato unitario.
Oggi la guerra sembra tornare tristemente come lo strumento principale per risolvere le controversie tra stati. L'Europa sembra aver smarrito il proprio senso, la propria memoria costellata da millenni di guerre, di repressioni terribili di cui fa parte anche la storia che oggi abbiamo qui. Vi è un progressivo indebolimento delle organizzazioni internazionali. Quindi, non ci sono altre scorciatoie di fronte all'orizzonte che si dipana davanti a noi. Serve un Europa che senta il dovere di rafforzare l'ordine e la legalità internazionale, che ripudi la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, come recita l'art. 11 della nostra Costituzione".
La cerimonia è proseguita con l'Inno del Piave, il Silenzio ed è stata chiusa dall'intervento del Prefetto di Mantova Roberto Bolognesi che ha sottolineato l'importanza dei valori rappresenbrati dagli ideali dei Martiri. Nella Valletta di Belfiore erano presenti, tra gli altri, anche il presidente della Provincia Carlo Bottani, il consigliere regionale Marco Carra, alcuni sindaci della provincia, il presidente della Comunità ebraica mantovana Aldo Norsa e i comandanti e rappresentanti delle Forze dell'Ordine e il comandante della Polizia locale di Mantova Paolo Perantoni. Oltre alle autorità, erano schierate le associazioni comattentistiche e d'arma, con labari e stenderadi. Presenti anche alcuni agenti della Polizia locale di Mantova con il Gonfalone.
È seguita, poi, una breve cerimonia commemorativa da parte delle autorità cittadine con la deposizione di una corona presso il cippo in memoria di Pietro Fortunato Calvi in strada Cipata, nel quartiere Lunetta-Frassino.
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