Lite tra anziani coniugi sedata dalla Polizia. Alla base, la dipendenza da gioco d’azzardo

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Mantova PoliziaStatale SalaSlot1MANTOVA, 21 lug. – All'origine della violenta lite che ha visto protagonisti due anziani coniugi c'è la dipendenza del marito dalla schiavitù del gioco d'azzardo.

Per sedare il duro diverbio, avvenuto ieri pomeriggio nelle vicinanze di un bar, è stato necessario l'intervento degli Agenti della Squadra "Volante", richiesto alla Centrale Operativa della Questura da un cittadino che inutilmente aveva cercato di far cessare la lite.

All'arrivo degli Agenti, infatti, i due coniugi si stavano ancora affrontando a urla e percosse nel giardino poco distante. Dopo aver riportato la calma, gli Agenti hanno identificato i due contendenti e hanno potuto ricostruire quanto accaduto.

I due, marito e moglie rispettivamente di 76 e 72 anni,entrambi mantovani, hanno confermato che la causa del loro acceso scontro, sia verbale che fisico, fortunatamente senza gravi conseguenze, derivava dal fatto che l'uomo, dopo aver mentito alla moglie, come di consueto si era recato in un bar dove abitualmente sperperava i pochi risparmi familiari al videopoker.

Esasperata, la moglie aveva deciso di pedinarlo per poi, una volta sorpreso "in flagranza", aveva provato a farlo ragionare. Di tutta risposta, invece, era stata strattonata ed aggredita dall'anziano coniuge, in preda sempre più inconsapevolmente alla sua dipendenza dal gioco d'azzardo, divenuto per lui una vera e propria ossessione, tanto da averlo portato alla rovina economica sua e della famiglia.

Nessuno dei due protagonisti ha voluto sporgere formale denuncia e la donna non ha mancato di esprimere la propria gratitudine agli Agenti di Polizia intervenuti nell'occasione. L'uomo, ammettendo la veridicità delle accuse formulategli dalla moglie, ha altresì riferito che solo a seguito del lockdown era riuscito, per forza maggiore, a contenere il proprio vizio per il gioco d'azzardo, poi ripreso non appena la situazione si era normalizzata e sono stati riaperti i bar e le Sale Giochi.

La Questura, comunque, ha ritenuto opportuno informare della vicenda i Servizi Sociali comunali per cercare di dare il necessario aiuto all'anziana coppia, in considerazione della complessa ed oramai non più sostenibile situazione familiare. Quella della dipendenza dal gioco d'azzardo, infatti, è una piaga sociale che colpisce non solo i giovani ma sempre più anche gli anziani, i quali, probabilmente anche per combattere la solitudine, avendo una maggiore disponibilità di tempo libero, minori responsabilità familiari e l'esigenza di uscire di casa per socializzare, in non pochi casi, purtroppo, diventano frequentatori assidui e compulsivi di Bar e Sale giochi, schiavi di macchinette, videopoker e slot machine.

"Questa vicenda conferma quanto da tempo già era stato possibile riscontrare: l'allargamento, cioè, verso le aree tradizionalmente più indifese, costituite soprattutto da minori ed anziani, della degenerazione patologica del gioco d'azzardo – ha evidenziato il Questore della Provincia di Mantova Paolo Sartori –. Si tratta di un problema che viene assai spesso tenuto nascosto, anche per vergona, da chi ne è vittima e dai familiari, i quali non sanno come affrontare efficacemente la situazione e come reagire allorché l'anziano è oramai precipitato in una spirale senza via d'uscita. In questi casi, pertanto, è fondamentale l'intervento dei Servizi Sociali, ai quali è opportuno rivolgersi, con la collaborazione delle famiglie, nell'ottica di poter individuare una soluzione efficace".


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