Mantova, Alberto Rigo nuovo direttore del presidio ospedaliero di Mantova

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RigoAlberto1MANTOVA, 20 apr. - È Alberto Rigo il nuovo direttore medico del presidio ospedaliero di Mantova. Il professionista, che si è insediato venerdì, subentra a Consuelo Basili, in carica dal 2018 e dal gennaio di quest'anno direttore sanitario al Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna.

L'ASST dà il benvenuto al direttore entrante e ringrazia la collega che lo ha preceduto, per l'impegno profuso in sette anni di carriera all'ospedale di Mantova, con particolare riferimento al periodo drammatico della pandemia.

In realtà quello di Alberto Rigo, 60enne di origini veronesi, è un ritorno al Carlo Poma. Qui aveva svolto la sua attività professionale dal 1998 al 2006, prima in Direzione Medica di presidio e poi in qualità di direttore della struttura Appropriatezza ed Epidemiologia, in staff alla Direzione Sanitaria. Sono seguiti alcuni anni di esperienza maturati in Veneto. Fra il 2006 e il 2016, il passaggio alla Ulss 21 di Legnago: inizialmente come direttore della struttura Gestione del rischio clinico e poi come direttore medico di presidio.

Nel 2017, di nuovo direttore della Gestione del rischio clinico della Ulss Scaligera 9 di Verona e quindi all'Azienda Ulss 6 Euganea, dove dal 2017 ad oggi è stato direttore medico di presidio dell'Ospedale di Schiavonia, primo Covid Hospital Nazionale. Laurea all'Università di Padova e specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva a Ferrara, il professionista ha una formazione consolidata nell'ambito della valutazione della qualità aziendale.

Rigo inizia il suo mandato in una fase che continua a essere estremamente delicata per l'emergenza Covid: "È un onore e un orgoglio lavorare per il Carlo Poma, struttura all'avanguardia e punto di riferimento per la sanità mantovana e lombarda. La sfida è riuscire, in questo momento particolarmente difficile, a dare risposta ai bisogni di salute della popolazione e a contribuire alla gestione dell'attuale pandemia. Ci si augura diminuisca il carico nelle strutture ospedaliere e non solo, in modo da favorire una ripartenza in sicurezza".


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