Ancora polemiche sulla Fiera dei Mangiari. Confcommercio: 'Inopportuna in questa situazione'. Gli organizzatori: 'Vogliamo coinvolgere i ristoratori mantovani'

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Mantova LagoInferiore2MANTOVA, 13 apr. - Tornano le polemiche intorno alla Fiera dei Mangiari in programma a luglio per 11 giorni sul Lungolago Gonzaga. protestare sono gli esercenti che si occupano i ristorazione iscritti a Confcommercio che, come l'anno scorso (quando poi la Fiera venne annullata) giudicano questa manifestazione "totalmente inopportuna - scrive in una nota Confcommercio Mantova - in questa situazione".

Ma è subito arrivata la risposta degl organizzatori della Fiera i quali in un comunicato dicono che la loro volontà è quella di ripartire dal territorio facendo squadra e "coinvolgendo - scrivono - i ristoratori mantovani".

Ma torniamo alla protesta, Vanni Righi, presidente di Fipe Ristoranti Confcommercio Mantova, precisa la protesta "non è verso gli organizzatori della fiera né tantomeno verso gli operatori che vi aderiscono, quanto sull'opportunità di svolgere una simile manifestazione in un contesto drammatico come quello in cui versano 2.422 pubblici esercizi mantovani – tra ristoranti, bar, pizzerie, pub, locali notturni - che danno lavoro a quasi 10.000 persone".

"Non ci sta proprio – continua l'imprenditore - Dal 1 gennaio di quest'anno abbiamo potuto riaprire i nostri locali – e solo a pranzo – solamente per 30 giorni, in coincidenza delle settimane in fascia gialla, su 103. E che non ci vengano a dire che possiamo comunque fare asporto e delivery perché queste attività servono semplicemente per mantenere un contatto con i nostri clienti, per rimarcare che noi non molliamo e ci siamo, ma dal punto di vista economico rappresentano introiti minimi". E anche i ristori sono giudicati insufficienti da Righi: "Con il decreto Sostegni un ristorante tipo che nel 2019 fatturava 550mila euro e che nel 2020, a causa degli oltre 160 giorni di chiusura imposti dalle misure di contenimento della pandemia da Covid, ha perso il 30% del proprio fatturato, 165mila euro, beneficerà di un contributo una tantum di 5.500. Un insulto, una beffa. Qui è in ballo la sopravvivenza di un intero settore".

Oltre a chiedere una data certa per le riaperture i ristoratori mantovani di Confcommercio chiedono alle Amministrazioni "di prendere - dice ancora Righi - a cuore la nostra situazione tutelando il tessuto economico e commerciale a 360 gradi, fondamentale per garantire vivibilità e benessere al territorio, anche dicendo qualche no in più. Confidiamo che anche questa volta il Comune di Mantova ascolterà le nostre giuste istanze, come lo scorso anno".

Come detto è stata pressoché immediata la replica degli organizzatori della Fiera dei Mangiari. "Da alcune settimane - scrivono in una nota di risposta a Confcommercio Mantova - stiamo contattando tutti i ristoratori della città perché comprendiamo le difficoltà che stanno attraversando e vogliamo coinvolgerli. Stiamo dialogando e offrendo la nostra vetrina (anche con opzioni gratuite) e stiamo ricevendo un riscontro positivo. Restiamo comunque aperti a confrontarci costruttivamente e a discutere nuove proposte: crediamo che, in questo momento tanto difficile per tutti, sia fondamentale fare squadra; solo se collaboriamo possiamo ricostruire e far tornare a vivere la nostra città con beneficio di tutti". La nota prosegue: "Riflettiamo da quasi un anno sull'opportunità di modificare la formula dei Mangiari, partendo dal territorio e realizzando un evento che porti le persone in città in sicurezza, stimolandole a vivere la città e a tornare a frequentare le sue attività. In questo abbiamo colto con spirito costruttivo anche i suggerimenti che ci sono arrivati dal Comune".

"Stiamo facendo uno sforzo importante, anche economico, per coinvolgere i ristoratori mantovani: in marzo abbiamo inviato una prima mail con le nostre proposte a una quarantina di attività e, in questi giorni, stiamo contattando tutti telefonicamente per parlare e confrontarci", proseguono gli organizzatori.

I primi riscontri a queste proposte sono stati buoni: "tanti ristoratori hanno apprezzato e stanno valutando l'opportunità di partecipare. Abbiamo pensato a diverse modalità, proprio per fornire più possibilità di visibilità e promozione: i ristoratori mantovani possono essere presenti con il loro stand gastronomico per tutta la durata dell'evento a un prezzo molto contenuto e per noi "sotto-costo" pur di incentivare la partecipazione. A chi non potesse prendere un impegno così lungo, diamo la possibilità di sfruttare i Mangiari come vetrina completamente gratuita attraverso presentazioni show-cooking", dicono gli organizzatori.

A questo, si affiancano numerose attività e collaborazioni che mirano proprio a coinvolgere il territorio: "tante realtà - prosegue la nota - hanno capito l'importanza dei Mangiari come vetrina. Stiamo lavorando con alcune associazioni agricole per organizzare la presenza di un gruppo di produttori agricoli mantovani, con la Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani, con associazioni per l'organizzazione di iniziative ciclo-turistiche e con le Guide Turistiche Virgilio (altro settore duramente provato dalla pandemia) con cui promuoveremo degli itinerari speciali. Ci sarà anche una sinergia con il Bike-in per promuovere le rispettive attività senza sovrapposizioni".

"Ricordiamo, infine, che anche gli espositori dei Mangiari, nonché la società organizzatrice anch'essa da sempre mantovana, sono imprese che vivono di questo lavoro e che sono state drammaticamente colpite dalla pandemia", conclude la nota.


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