Prodi: 'Bene il Recovery ma ora cambiamo l'economia italiana'

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ProdiRomano2ROMA, 23 giu. – Per Romano Prodi "se ci sarà, come credo, l'approvazione del Recovery Plan italiano, quello sarà un bel passo avanti per il nostro Paese. Segno che il governo Draghi ha lavorato bene per far fronte alle richieste molto severe dell'Europa".

L'ex presidente della Commissione Ue, due volte capo del governo in Italia, in una intervista a Repubblica, non nasconde la soddisfazione e parla di "un un passo avanti importantissimo. Quel piano è la condizione necessaria perla ripresa. Guai, però, se lo considerassimo la soluzione di tutti i problemi".

Vuole dire che non bastano 235 miliardi complessivi? "Voglio dire che per attuare quei progetti occorre un cambiamento radicale del nostro Paese. E non intendo soltanto le riforme che ci siamo impegnati a realizzare: la pubblica amministrazione, il fisco e la giustizia che attendono da decenni. È l'intero sistema produttivo che va trasformato in profondità".

Non solo la politica: deve cambiare anche l'economia? "Sicuro. Se pensiamo di fare la rivoluzione ecologica comprando la tecnologia in Cina, le fabbriche chiudono e la gente prende i forconi.Per questo serve un balzo di tutta la nostra struttura produttiva. Il mondo sta cambiando con grande rapidità e dopo la pandemia lo farà ancora più velocemente".

"Gli Stati Uniti – prosegue Prodi – stanno investendo 6 mila miliardi di dollari, infrastrutture comprese, con un obiettivo radicale: ridurre le diseguaglianze. Un passaggio inedito. Finora Clinton e Obama, al mmassimo proponevano cambiamenti parziali, come la riforma sanitaria. Con Biden c'è qualcosa di diverso: una reinterpretazione del welfare, della redistribuzione della ricchezza, di un intervento pubblico in economia... Se Dio vuole dopo 40 anni di liberismo assoluto e selvaggio assistiamo, proprio in America, a una svolta radicale".

Come vede l'Italia in questo momento? "Come un Paese che ha mille problemi da risolvere, ma finalmente può riprendere a correre mettendosi in contatto con il mondo che cambia. La mia fiducia nasce anche dal fatto che ritengo l'Italia ben rappresentata da Mattarella, Draghi e Letta".

(askanews)


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