Pandemia, Zaia: 'Le vaccinazioni stabiliranno un nuovo ordine mondiale'

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ZaiaLuca3VERONA, 16 apr. – "Dobbiamo esserne consapevoli. Sapere che le vaccinazioni stabiliranno un nuovo ordine mondiale" ha dichiarato Luca Zaia.

"Piaccia o non piaccia, questa è la realtà: meglio cercare di attrezzarci" ha precisato Zaia in un'intervista al Corriere della Sera.

Il governatore del Veneto fa appello all'esecutivo ma anche ai cittadini: "Soprattutto quando arriveremo alle riaperture, le responsabilità diventeranno di ciascuno di noi", afferma il governatore del Veneto, favorevole a prudenti riaperture: "Ma la guerra si vince soltanto se tutti comprendiamo la posta in gioco", avverte, prima di invitare il presidente del Consiglio Draghi a esplorare la possibilità di un mercato parallelo dei vaccini. "Se tra qualche mese, o anno, venissimo a sapere che qualche Paese i vaccini se li è procurati autonomamente, sarebbe la certificazione di essere stati, a esser buoni, distratti. Credo che abbiamo l'obbligo di chiarire se questo mercato parallelo esista o ci sia un mondo di millantatori. Dobbiamo capirlo".

"Se questa è una guerra, e lo è, i vaccini sono le munizioni.Però dall'Unione europea noi abbiamo avuto solo zavorre, vincoli che ci stanno trascinando negli abissi. Da noi ci sono imprenditori che sarebbero pronti a cogliere una ripresa che già esiste", sottolinea Zaia, ricordando che "molto è cambiato rispetto al marzo 2020: le terapie intensive sono raddoppiate, esistono protocolli di cura che prima non c'erano, dispositivi di protezione che non avevamo, una diagnostica e conoscenze di cui non disponevamo".

E poi, insiste Zaa, "ci sono gli anticorpi monoclonali, oltre che le vaccinazioni. E dunque, è umano e logico prevedere una nuova forma di convivenza con il virus". Come? "Per esempio, l'assembramento è un rischio, ma probabilmente non lo è nei locali che hanno i dehors o gli spazi all'aperto. Però, quello che è indispensabile è la collaborazione di tutti: mascherina, non assembramentoeigiene delle mani, insieme valgono quanto un lockdown. Ovvero, si passa a una responsabilità collettivaauna responsabilità soggettiva in capo ad ognuno di noi", conclude.

(askanews)


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