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Guerra Ucraina: Zelensky lascia Kiev e visita Kharkiv dove rimuove il capo dei servizi di sicurezza

Dal Primo giorno dell'operazione militare russa a oggi, segui e scorri la cronistoria della guerra con gli eventi principali.

Ucraina CrisiRussia ZelenskyVolodymyr5KIEV, 24 feb. - Era nell'aria ed è successo. La Russia ha attaccato l'Ucraina. Le operazioni militari sono scattate alle 4 italiane per ordine del presidente Vladimir Putin.

Come riportano più fonti giornalistiche, la Russia ha messo in atto un attacco a tenaglia, colpendo l'Ucraina da più fronti.

I media locali ucraini stanno riferendo che l'esercito russo è entrato nel Paese sia dal confine russo, sia da quello Bielorusso e anche dalla Crimea annessa nel 2014.

A quanto riferiscono sempre media locali si sono sentite forti esplosioni nei centri maggiori dell'Ucraina: Kharkiv, Leopoli, Mariupol e anche nela capitale Kiev sulla quale risulta siano stati lanciati missili che hanno colpito i caccia ucraini pronti nell'aeroporto appena fuori la capitle. Colpiti anche palazzi e strutture commerciali.

Secondo quanto riportato dalla Cnn ci sarebbero già vittime fra gli ucraini.

"Ho deciso per un'operazione militare speciale. La possibilità che l'Ucraina abbia armi tattiche nucleari costituisce una minaccia strategica per la Russia", ha sostenuto il presidente russo che per dare una giustificazione all'attacco ha sostenuto che Mosca vuole "smilitarizzare e de-nazificare l'Ucraina". L'obiettivo dell'operazione, a detta di Putin, è quello di "proteggere la popolazione che per otto anni è stata soggetta a maltrattamenti".

Le forze armate ucraine hanno rivendicato l'uccisione di 50 soldati russi e hanno annunciato - secondo quanto riportato da AdnKronos - di aver respinto un attacco nella città di Shchastia, nella regione orientale di Luhansk, una delle due repubbliche autroclamate e riconosciute dalla Russia. "La città di Shchastia, attaccata dall'aggressore russo, è stata riconquistata. Durante il tentativo di attacco, sono stati distrutti equipaggiamenti militari e circa 50 nemici sono stati uccisi", ha riferito su Facebook il Centro di comunicazioni strategiche e di sicurezza del ministero dell'Informazione ucraino.

IUcraina CrisiRussia Militari5l presidente ucraino Zelensky nel corso di un discorso alla nazione ha dichiarato che "la Russia rappresenta il male" e ha aggiutno che sarà "una battaglia dura e il nemico avrà grandi perdite". "Non cedremo la nostra libertà - ha proseguito Zelensky - qualsiasi cosa pensi Mosca". Il presidente ha anche effettuato un appello alla popolazione a donare sangue perché - riporta AdnKronos - ci sono militari feriti negli ospedali che ne hanno bisogno eha confermato di aver "troncato i rapporti diplomatici con la Russia".

Da quando è iniziata l'operazione questa notte in territorio ucraino le forze armate russe hanno messo in atto oltre 30 raid che hanno preso di mira infrastrutture militari e civili. A riferirlo, secondo AdnKronos, l'esercito di Kiev.

Sono già oltre 40 militari e una decina i civili ucraini uccisi in varie città del Paese, compresa la capitale Kiev. I militari russi, infatti, sono già entrati nella regione di Kiev attraverso il checkpoint di Vilcha ma, riferiscono sempre fonti ucraine, l'esercito di Kiev sta contrastando l'avanzata. L'esercito russo avrebbe preso il controllo dell'aeroporto di Antonov, a 45 chilometri da Kiev e anche lì si è tenuto un duro scontro a fuoco con l'esercito ucraino che sta cercado di riprendersi l'aeroporto. A Kiev il sindaco ha imposto il coprifuoco dalle dieci di sera alle sette del mattino.

La caduta della capitale Kiev potrebbe essere questione di ore. I militari russi, come abbiamo già scritto, sono entrati nella regione della capitale nel pomeriggio ma, secondo quanto riferiscono fonti di intelligence riportate da AdnKronos, la presa di Kiev potrebbe avvenire già nella notte. AdnKronos cita un aggiornamento dell'intelligence britannica secondo il quale le forze russe basate in Bielorussia stanno avanzando verso Kiev. I russi avrebbero già il controllo dello spazio aereo ucraino e avrebbero dato vita a un raid aereo alla periferia di Kiev. Le forze armate ucraine starebbero opponendosi con forza e, al momento, hanno ancora il controllo della capitale. "Numerose vittime si contano su entrambi gli schieramenti" riferisce sempre l'intelligence inglese.

Intanto il Presidente ucraino Zelensky ha firmato il decreto di mobilitazone generale di tutti gli uomini in età da combattimento. Il decreto n.69/22 è stato pubblicato sul sito del governo e si ordina la mobilitazione generale a causa dell'aggressione per garantire la difesa dello Stato. Fonti del ministero degli interni ucraino riportano che sono stati distribuiti diecimila fucili automatici ai civili della capitale, segno che Kiev si prepara a rispondere con tutte le sue forze all'imminente attacco russo.

I russi hanno preso di mira anche Chernobyl, la tristemente nota città in cui nel 1986 si verificò l'incidente nucleare alla centrale. La centrale è stata presa dai russi dopo una intensa battaglia con gli ucraini.

25 FEBBRAIO - La seconda giornata di guerra si è aperta, come si sospettava, con l'ingresso delle forze armate russe a Kiev. A riferirlo è il ministero della Difesa ucraino che su Facebook scrive dd "sabotatori" russi individuati nel distretto di Obolon, a nord della capitale. La verifica di queste notizie è difficoltosa, ma l'aveva riportata anche il giornale Kyiv Independent. A quanto riporta AdnKronos ci sarebbero combattimenti in corso e il ministero della difesa ha chiesto agli abitanti di rimanere in casa e ha invitato i cittadini a resistere chiedendo di "informare su movimenti di truppe e di preparare molotov e neutralizzare il nemico"Spari sarebbero stati avvertiti anche nel quartiere vicino agli uffici governativi della capitale.

I russi, nel frattempo, hanno occupato la città di Sumy, a nord est del Paese e a confermarlo sono gli stessi residenti che hanno visto i carri armati russi nelle strade.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è intervenuto confermando che gruppi di "sabotatori russi sono entrati a Kiev con l'obiettivo principale di distruggere l'Ucraina politicamente, distruggendo il Capo dello Stato". Zelensky ha quindi confermato di essere proprio lui l'obiettivo numero uno del Cremlino, ma ha ribadito che rimarrà "nella sede del governo insieme ad altri". Zelensky è parso anche amareggiato per il fatto che a suo giudizio l'Ucraina è stata "lasciata sola" a combattere le truppe russe. "Chi è pronto a combattere con noi? Io non vedo nessuno", ha detto il presidente ucraino in un video diffuso nella notte: "Chi è pronto a dare all'Ucraina la garanzia di un'adesione alla Nato? Tutti hanno paura", ha aggiunto.

"Si devono adottare immediatamente forti sanzioni economiche e finanziarie - riporta AdnKronos - contro l'aggressore per privarlo dei mezzi per continuare l'attacco" ha detto rivolgendosi anche ai leader dell'Unione Europea e chiedendo di "mettersi al fianco dell'Ucraina, la nostra gente sta morendo per la libertà dell'Ucraina e dell'Europa".

Nel primo giorno dell'operazione russa, dice il presidente ucraino nel video, sono morti "137 eroi, non cittadini". Nello stesso filmato Zelensky ha reso noto anche sono 316 gli ucraini feriti in combattimento.

Il presidente russo Vladimir Putin prova a giocarsi la carta "golpe" invitando esplicitamente i soldati dell'esercito ucraino a prendere il potere a Kiev definendo le autorità ucraine "una banda di drogati e neonazisti". Putin, come riporta l'AdnKronos, ha invitato l'esercito a "prendere il potere nelle vostre mani Sarà più facile per noi negoziare con voi che con questa banda di tossicodipendenti e neonazisti che si è stabilita a Kiev e ha preso l'intero popolo ucraino in ostaggio", ha detto Putin rivolgendosi alle forze armate di Kiev nel corso di un intervento pronunciato a una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale russo. "Esorto l'esercito ucraino a non permettere che civili e individui vengano usati come scudi umani" ha detto ancora il presidente russo.

26 FEBBRAIO - Sarà una notte dura per l'Ucraina e per Kiev. Nella capitale, infatti, potrebbe consumarsi lo scontro decisivo fra l'esercito russo, ormai in città, e le forze armate ucraine. A confermarlo lo stesso presidente ucraino Zelensky il quale ha detto che, con il favore delle tenebre "le truppe russe lanceranno un attacco con tutte le loro forze e da più fronti. Il destino dell'Ucraina si decide adesso. La notte sarà difficile. Ma poi arriverà l'alba".

Scontri e forti esplosioni sono segnalate da diverse ore e in più quartieri attorno alla capitale ucraina. L'esercito di Kiev si sta preparando allo scontro contro i russi appostando uomini e mezzi in ogni parte della città per approntare una Resistenza strenua, come ha confermato lo stesso presidente in un video in cui compare in abbigliamento militare insieme ad altri soldati. Nel resto del Paese sono stati segnalati scontri nelle città di Odessa e Mariupol.

Rimane in piedi ancora la strada del negoziato aperta dallo stesso Zelensky e non rifiutata da Mosca, ma ancora non si è giunti a un accordo su dove e quando realizzare l'incontro fra le parti. Putin ha proposto Minsk, la capitale bielorussa ma è evidente che l'Ucraina non può considerare lo stato di Lukasenko neutrale in quanto ha favorito l'operazione dei russi da nord.

Kiev ha resitito alla prima lunga notte e si prepara a un'altra giornata campale. Nel corso delle ore notturne si sono svolti molti combattimenti in diverse parti della capittale fra russi ed ucraini. Alle prime ore del mattino, come riporta AdnKronos, un palazzo residenziale è stato colpito da un missile e le immagini diffuse dagli ucraini, che accusano irussi, mostrano un palazzo di venti piani squarciato. Mosca smentisce di averlo colpito. Intanto il presidente ucraino Zelensky alle prime ore del giorno ha pubblicato un video nel quale si vede mentre cammina nelle strade di Kiev. Zelensky ha smentito le voci secondo cui avrebbe ordinato la resa: "Ci sono molte informazioni false online secondo cui avrei chiesto al mio esercito di deporre le armi e avrei parlato di un'evacuazione in corso. Sono qui. Non deporremo le armi. Difenderemo il nostro Stato" ha detto il presidente ucraino nel video. Il governo ucraino, qualche ora più tardi, ha diffuso la notizia secondo cui la capitale è sotto controllo sia nella città che nelle periferie. A dichiararlo Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky. Podolyak ha precisato che gli scontri con i russi continuano e che l'esercito ucraino ha messo in piedi una forte azione di difesa e resistenza.

Ucraina CrisiRussia Attacco427 FEBBRAIO - Si alza il livello dello scontro a Kiev. Il Cremlino sta intensificando gli attacchi e a tutte le unità è stato ordinato di avanzare da qualunque direzione. L'offensiva russa non ha più limiti. Il presidente ucraino Zelensky ha annunciato che "più di 100mila invasori sono sulla nostra terra". E anche il Pentagono ha confermato questi enormi movimenti di truppe russe verso Kiev, ma non solo.

L'esercito ucraino sta resistendo strenuamente, ma la battaglia sta assumendo contorni sempre più drammatici e sempre più da guerriglia urbana. Da ieri pomeriggio, sabato 26 febbraio, e fino a lunedì - giorni in cui il governo ucraino presume Mosca abbia deciso di scatenare l'inferno a Kiev e nelle principali città ucraine - sarà in vigore un coprifuoco totale: potranno circolare solo militari e civili arruolati con il decreto di mobilitazione generale firmato da Zelensky qualche giorno fa. Il sindaco di Kiev, Klitscho ha avvisato la popolazione che chi sarà trovato in strada sarà trattato da nemico.

L'esodo di massa dal Paese, sta generando una gran confusione nella quale potrebbero infiltrarsi sabotatori russi, secondo l'esercito ucraino, e anche per questo si è deciso per il coprofuoco totale. Secondo i dati diffusi dall'Unhcr gli sfollati nei territori confinanti di Polonia e Romania sono già oltre 150mila e si sono visti anche 15 chilometri di fila alla frontiera romena.  Ma profughi stanno arrivando dall'Ucraina anche on Ungheria, Moldavia e Slovacchia.

Intanto l'Europa e gli Stati Uniti, oltre a continui pacchetti di sanzioni economiche contro la Russia, stanno inviando anche armi e aiuti militari. In particolare gli Usa hanno promesso 600 milioni di dollari in aiuti militari e Berlino ha dato l'ok alla fornitura di mille armi anticarro e 500 missili terra-aria Stinger. In arrivo aiuti militari anche dal Belgio e dalla Francia e anche il presidente del consiglio italiano Mario Draghi ha promesso sostegno a Zelensky. A quanto riporta AdnKronos anche l'Italia starebbe valutando l'ipotesi di inviare aiuti militari all'esercito ucraino.

Sul fronte sanzioni, come anticipato, la Ue sta piazzando sanzioni su sanzioni e in serata la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha annunciato l'esclusione delle banche russe dal sistema Swift: "Faremo in modo che Putin non utilizzi più i suoi fondi di guerra. Paralizzeremo le transazioni della Banca Centrale Russa", ha detto la von der Leyden.

27 FEBBRAIO - Si protrae più di quanto, probabilmente, Putin aveva previsto la guerra in Ucraina. Kiev resiste e anche in altre città l'esercito mette a segno colpi importanti come a Kharkiv dove le autorità militari ucraine affermano di aver riconquistato la città e allontanato i soldati russi. Sull'altro fronte i russi conquistano la città di Berdyansk, sulla costa meridionale dell'Ucraina, come conferma il sindaco della città Svidlo. A riferire la notizia è la Cnn che precisa come il sindaco abbia postato un messaggio sulla sua pagina Facebook nel quale affermava che "soldati dell'esercito russo ci hanno informato che tutti gli edifici amministrativi sono sotto il loro controllo". La città è importanta dal punto di vista strategico perché possiede una base navale.

Ma il conto della guerra, quello più drammatico che riguarda le vittime, si fa salato per l'Ucraina. Secondo il Ministero della Salute, infatti, sono almeno 352 i civili ucraini morti, tra cui 14 bambini, dall'inizio dell'operazione russa lo scorso 24 febbraio. I feriti, sempre secondo fonti del Ministero, sono 1684 di dui 116 sono bambini.

Putin, da parte sua, ha alzato il livello di tensione, peraltro già elevato, confermando, in un video, di aver ordinato l'allerta del sistema difensivo nucleare. "Ordino al ministro della Difesa e al capo di stato maggiore – ha detto Putin – di mettere in allerta speciale le forze di deterrenza dell'esercito russo, in risposta alle dichiarazioni aggressive dell'Occidente". 

Una breccia di speranza nel dramma generale arriva dai negoziati che inizieranno domani lunedì 28 febbraio fra le delegazioni ucraine e russe. Si tratta di un colloquio iniziale che inizierà in mattinata a Minsk città bielorussa vicina al confine ucraino. Ad annunciare la decisione di Kiev di partecipare ai colloqui il vice ministro dell'interno Evgeny Yenin. Inizialmente il presidente Zelensky aveva rifiutato di partecipare ai negoziati proprio per la scelta della città che li avrebbe dovuti ospitare, Minsk, in quanto la Bielorussia sta appoggiando l'operazione russa da nord. Ma ha cambiato idea dopo un colloquio telefonico tenutosi stamattina con il presidente bielorusso Lukashenko: "Abbiamo convenuto - ha spiegato Zelensky secondo quanto riportato da AdnKronos - che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat. Alexander Lukashenko si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina". Lo stesso Zelensky, però, non sembra molto fiducioso rispetto a un buon esito dei colloqui e lo evidenzia in un video postato su Telegram in giornata nel quale, però, dice che è necessario tentare "così così che nessun cittadino dell'Ucraina dubiti che io, in quanto presidente, abbia provato a fermare la guerra quando c'era ancora una possibilità, sebbene piccola".

28 FEBBRAIO - Qualche spiraglio di pace si apre dopo i colloqui tenutosi oggi in Bielorussia fra la delegazione ucraina e quella russa. "Abbiamo trovato punti di contatto sui quali costruire una posizione comune" ha detto il capo della delegazione russa Vladimir Medinsky. "La cosa più importante - ha proseguito il rappresentante di Mosca, come riportato da AdnKronos - è che abbiamo concordato di continuare il processo negoziale e il prossimo incontro avverrà nei prossimi giorni al confine polacco-bielorusso. C'è un accordo". Che ci sia speranza rispetto a un cessate il fuoco arriva anche dal consigliere della presidenza ucraina, Mikhail Podolyak, presente ai colloqui. Podolyak ha confermato che "le due parti hanno identificato un certo numero di temi prioritari su cui sono state indicate alcune decisioni. Perché ci sia l'opportunitò di attuarle le parti partiranno per consultazioni nelle loro rispettive capitali. La possibilità di un secondo round di consultazioni nel prossimo futuro è stata discussa e questi temi verranno sviluppati in modo pratico e concreto". I negoziati tra i due Paesi sono iniziati poco dopo le 12, ora italiana, e sono terminati quasi cinque ore e mezza dopo sulla riva del fiume Pripyat, vicino al confine ucraino.

"Abbiamo discusso in dettaglio tutti i temi in agenda e trovato alcuni punti in comune su cui prevediamo che possano essere trovate posizioni comuni", ha detto il capo della delegazione russa, a cominciare dal fatto che i negoziati continuino. E continueranno "nei prossimi giorni al confine tra Polonia e Bielorussa, c'è un accordo su questo", ha riferito Medinsky, secondo cui "fino ad allora ogni delegazione si consulterà con la leadership del proprio paese sulle proprie posizioni negoziali".

Nel frattempo, però, in Ucraina si continua a combattere e, secondo quanto riferisce il Kyiv Independent, poco dopo la fine dei primi colloqui fra Russia e Ucraina un raid aereo russo avrebbe colpito la città di Brovary a circa 30 km da Kiev. Alcune forti esplosioni sono state udite anche a Kiev. Attacchi missilistici russi sono stati lanciati anche su tre insediamenti urbani nella regione di Kiev, come riferiscono i media locali. Nel corso dei raid, secondo le fonti locali, sono stati distrutti un dormitorio e due abitazioni.

Dopo la decisione della Ue di sostenere l'Ucraina fornendo armi a Kiev, oggi il Mnistero degli Esteri russo, citato dall'agenzia di stampa Interfax, ha sostenuto che darà "una dura risposta all'Unione Europea per il suo ruolo negli eventi in Ucraina". Il Ministero russo ha allargato il quadro d'accusa affermando che i Paesi che sostengono l'Ucraina con armi letali si devono assumere la responsabilità dell'uso di queste armi durante l'offensiva in corso.

1 MARZO - Calendarizzato per domani il secondo incontro fra le delegazioni russe e ucraine per cercare di mettere fine alla guerra. Intanto, però, in Ucraina si continua a combattere e la capitale Kiev continua ad essere pesantemente sotto attacco. Già di prima mattina è stato individuato un convoglio di mezzi militari russi lungo oltre 60 chilometri in direzione di Kiev da sud. Secondo la Cnn in fila ci sarebbero blindati, tank, pezzi di artiglieria e altri veicoli. Un segnale preciso delle intenzioni della Russia di continuare a prendere d'assedio la capitale ucraina.

In mattinata l'esercito russo ha bombadato anchela sede del Palazzo regionale di Kharkiv, seconda città dell'Ucraina a pochi chilometri dal confine con la Russia. Secondo il governo ucraino l'obiettivo dell'attacco era proprio il governatore dell'oblast di Kharkiv. Il Palazzo è stato colpito e anche edifici vicini hanno subito gravi danni come mostrano alcuni video diffusi sui social e dalle tv. Il presidente Zelensky ha definito l'attacco a Kharkiv "un crimine di guerra e una consapevole distruzione di esseri umani".

In serata l'esercito russo ha scagliato due missili contro una torre delle tv di Kiev, come peraltro aveva preannunciato. Il video dell'attacco è stato postato su Twitter dal sindaco di Kiev, Vitaly Klitshcko. Secondo fonti ucaini l'attacco avrebbe causato almeno 5 vittime. "Il nemico sta attaccando la capitale! La torre della televisione di Kiev è stata danneggiata da due missili, secondo le prime informazioni", scrive. "La cabina che fornisce energia alla torre della tv così come l'hardware sono danneggiati", aggiunge. Il sindaco di Kiev, nonché ex campione di pugilato, scrive sempre su Twitter che 

Un'altra città ucraina è stata oggi al centro degl attacchi russi, Cherson. Secondo il quotidiano inglese The Telegraph, l'esercito russo è entrato a Cherson, nel sud dell'Ucraina ma il governo di Kiev starebbe ancora controllando l'edificio dell'amministrazione cittadina.

In tarda serata l'esercito russo ha scatenato un pesante attacco "colpendo - scrive il Parlamento ucraino sul proprio canale Telegram - la base militare e i quartieri residenziali a Zhytomyr". Il Parlamento ucraino ha postato un video con i vigili del fuoco intenti a spegnere un grosso incendio. Secondo la Protezione Civile l'attacco ha colpito 10 case private provocando almeno 2 morti.

02 MARZO - Slitta a domani mattina, giovedì 3 marzo, il secondo colloquio fra le delegazioni russe e ucraine. A confermarlo all'agenzia Tass è il capo negoziatore di Mosca Vladimir Medinsky. Confermato il luogo dove si incontreranno le due delegazioni, ossia l'area della foresta di Bialowieza al confine tra Bielorussia e Polonia. L'esercito russo ha confermato un corridoio di sicurezza per lo spostamento della delegazione ucraina.

Intanto, in attesa di capire cosa uscirà da questo secondo confronto, la guerra va avanti e i bombardamenti sulle città ucraine pure. Secondo quanto riporta AdnKronos citando il Guardian che a sua volta si rifà ad affermazioni dei servizi di emergenza ucraini, sono oltre duemila i civili ucraini rimasti uccisi dall'inizio dell'operazione russa avvenuta lo scorso 24 febbraio. Centinaia le strutture distrutte e fra qyeste abitazioni, ree dei trasporti, ospedai, asili.

Si combatte nella capitale, Kiev, dove le sirene d'allarme per gli attacchi aerei di Mosca sono scattate in tutta la regione della capitale ma anche a Zhytomyr, a Pryluky nell'oblast di Chernihiv, e a Dnipro. Secondo il sindaco di Kiev, Klitschko l'esercito russo sta "ammassando truppe sempre più vicino alla capitale". Il sindaco, citato dai media locali, ha informato che nella notte scorsa i russi hanno attaccato Bila Tserkva, una città nell'oblast di Kiev, mentre i combattimenti vanno avanti a Bucha e Hostomel.

Continuano a piovere missili anche su Kharkiv, la seconda città dell'Ucraina, dove un attacco russo, secondo quanto riportato su Twitter dalla Protezione Civile ucraina, ha colpito una sede della polizia e un edificio dell'università. Sarebbero almeno 21 i orti e 112 i feriti. La città è stata bersagliata dall'artiglieria russa per tutta la notte.

Anche la città di Kherson non se la passa meglio, anzi. In questa città nella zona sud del Paese la notte scorsa sono entrate le forze russe e il Ministero della Difesa di Mosca ha anche annunciato di averla conquistata, come riferisce la Bbc. Il sindaco della città, Kolykhayev, ha detto alla radio locale che i russi hanno preso il controllo della stazione ferroviaria e del porto sul fiume Dmepr, sempre secondo quanto riferisce la Bbc. L'occupazione sarebbe quindi in cosrso da parte dei russi, ma ancora la situazione non è chiara.

La città di Konotop, nel nord est dell'Ucraina, sta resitendo strenuamente tanto che i russi hanno minacciato di raderla al suolo se non si arrende. A dichiararlo, secondo il Kyiv Independent, il sindaco Semenikhin ha dichiarato: "Sono a favore del combattimento. Le decisioni vengono prese tutti insieme perché l'artiglieria è puntata contro di noi".

Ucraina CrisiRussia Attacco-TorreTv2Drammatica la situazione a Mariupol, città strategica vicina alla Crimea per il suo porto sul mare di Azov. Secondo il sindaco Boichenko, le cui parole sono riportate dall'Agenzia Unian, "il numero di civili feriti cresce ogni giorno. Oggi sono 128 le persone ricoverate in ospedale. I nostri dottori non riescono menneo ad andare a casa". La città non avrebbe quasi più acqua e 500mila persone sono rimaste bloccate.

03 MARZO - C'è accordo sulla realizzazione di corridoi umanitari per consentire l'evacuazione dei civili e un conseguente cessate il fuoco in queste aree. Forse è questo il principale risultato ottenuto oggi al termine dell'incontro fra le delegazioni russe e ucraine in Bielorussia, vicino al confine con la Polonia. Il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, parla di "progressi significativi", anche se questo sembra essere l'unico punto di accordo trovato frai contendenti. Diverso il punto di vista ucraino sull'esito del secondo round di colloqui. Il consigliere della presidenza ucraina, Mikhailo Podolyak, scrive su Twitter: "Il secondo round di colloqui è terminato. Purtroppo non sono stati raggiunti i risultati che l'Ucraina voleva. E' stata presa solo una decisione sull'organizzazione dei corridoi umanitari". Nei prossimi giorni, secondo quanto riporta la agenzia russa Tass, dovrebbe tenersi un terzo incontro fra le due delegazioni.

Ma nemmeno durante i colloqui si sono fermati i bombardamenti russi sulle principali città ucraine: continua il raid aereo dei russi su Chernihiv e non si ferma neppure l'assedio di Kiev, sempre più intenso, mentre sembra che Mosca si prepari ad attaccare anche Odessa, città strategica sul Mar Nero. A Chernihiv il bilancio del bombardamento russo parla, secondo fonti citate dal Kyiv Independent, è salito a 33 morti e 18 feriti. Le forze russe hanno anhe occupato l'area vicino a Zaporizhzhia, la più grande centrale nucleare Ucraina ed europea vicina alla località di Enerhodar. Anche a Kiev si continua a combattere ma secondo fonti vicine alla Nato il lungo convoglio di mezzi russi sarebbe ancora fermo alle porte della città a causa della forte resistenza incontrata. In serata nella capitale sono tornate a suonare le sirene anti aereo e la gente è scesa nei rifugi per il timore di nuovi bombardamenti a poche ore dal termine del seconso round di negoziati.

Oggi il presidente russo Putin è intervenuto sulla guerra parlando alla tv di stato e ha utilizzato parole che lasciano poco spazio alle speranze di una fine della guerra a breve termine: "Non ritornerò mai indietro rispetto alla mia dichiarazione che Russia e Ucraina sono un unico popolo". Putin ha attaccato il governo ucraino definendolo a più riprese "neonazista". "I nostri militari - ha detto - forniscono corridoi sicuri ma i neonazisti ucraini lo impediscono e stanno trattando i civili come scudi umani". Il presidente russo ha anche aggiunto che secondo il suo punto di vista l'esercito sta "raggiungendo gli obettivi e avendo successo. I soldati e gli ufficiali russi che combattono in Donbass sono eroi". In precedenza Putin ha avuto un colloquio con il presidente francese Macron del quale abbiamo riferito in queste pagine.

Anche il presidente ucraino Zelensky ha parlato nel corso della giornata in una conferenza stampa chiedendo un incontro faccia a faccia con Putin: "Non è che voglio parlare con Putin. Io devo parlare con Putin" perché "questa guerra deve essere fermata". Zelensky ha anche aggiutno che "se l'Ucraina cade, la Russia si prenderà i Paesi Baltici e l'Europa Orientale". 

04 MARZO - "Siamo pronti a nuove severe sanzioni se Vladimir Putin non ferma la guerra che ha scatenato". Ad assicurarlo è la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel corso di un incontro con la stampa a Bruxelles nel corso del quale è stata affiancata dal Segretario di Stato Usa Antony Blinken. La von der Leyen si è detta consapevole del fatto che "il conflitto è lontano dalla fine" e ha anche assicurato che l'Europa sta facendo "tutto il possibile per aprire corridoi umanitari in Ucraina: i civili devono poter scappare dalle città assediate".

Anche l'Alto Rappresentante Ue Josep Borrell, sempre a Bruxelles, è intervenuto sulla siuazione in atto dicendo che si tratta della "guerra di Putin e solo Putin può fermarla. Non è Oriente contro Occidente, non è un remake della Guerra Fredda. Stiamo difendendo la sovranità di tutti gli Stati. La Russia è completamente isolata, come ha dimostrato il voto nell'assemblea generale dell'Onu: il mondo sta con l'Ucraina". E sulla forza ed efficacia che stanno avendo le sanzioni Ue Borrel è certo: "Non abbiamo il potere di fermare la guerra domani, ma possiamo indebolire molto l'economia russa" riporta AdnKronos.

Intanto si spera sempre in una soluzione diplomatica e a tal proposito il terzo incontro fra le delegazioni russe e ucraine dovrebbe avere luogo nel week end.

Nel frattempo in Russia Putin ha firmato una legge approvata oggi prima dalla Duma e poi dal Consiglio della Federazione, che introduce condanne fino a 15 anni di carcere per chi "intenzionalmente" diffonde "notizie false" sulle forze armate del Paese. A renderlo noto l'agenzia Tass. Anche Facebook e Twitter sono state bloccate in Russia dall'Autorità per le comunicazioni. A riportare la notizia, che conferma il bavaglio che Mosca cerca di mettere alle informazioni, è l'agenzia russa Interfax.

Per quanto riguarda la situazione militare, nella giornata odierna le forze russe hanno intensificato gli attacchi su tutti i fronti. Nel mirino di Mosca uno degli obiettivi principali rimane sempre la capitale Kiev dove però continua la strenua resistenza dell'esercito ucraino. Secondo fonti del Pentagono le armate dei russi sono ferme a 25 chilometri a nord del centro di Kiev, mentre si trovano a poco più di 10 chilometri dai centri di Chernihiv e Kharkiv. A sud, invece, sempre il Pentagono non contesta la presa della città di Kherson da parte dei russi, anche non hanno modo di verificarla indipendentemente. Si cntinua a combatttere anche intorno a Mykolaiv e Mariupol. "Osserviamo che le forze russe continuano ad avanzare su Mariupol - dicono le fonti citate da AdnKronos - ma non crediamo che siano ancora entrati, ci sono ovviamente bombardamenti". Tornando a Kiev il Pentagono conferma che il convoglio di mezzi militari russi diretto alla conquista del centro nevralgico del potere ucraino è stato bloccato anche oggi dalla resistenza delle forze armate ucraine che hanno formato barricate insieme ai civili.

05 MARZO - Sono durati davvero poco i corridoi umanitari che Russia e Ucraina avevano stabilito di creare al termine degli ultimi colloqui fra le elegazioni dei due paesi in guerra. Secondo quanto riporta l'Ansa questi oggi sono saltati, almeno per il momento, lasciando centinaia di migliaia di civili intrappolati nelle città del sud dell'Ucraina. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha comunicato su Twitter lo stop dell'evacuazione dei civili atraverso i corridoi umanitari a Mariupol e Volovakha. "Restiamo in dialogo con le parti - riferisce la Croce Rossa su Twitter - sullo spostamento sicuro dei civili da varie città colpite dal conflitto. Le scene a Mariupol e altre città oggi sono devastanti. Qualsiasi iniziativa delle parti che dia sollievo ai civili dalla violenza e consenta loro di partire volontariamente per andare in zone più sicure è benvenuta".

Una foto che sta circolando un po' su tutti i media simboleggia questo blocco e tirare molti di civili fermi sotto un ponte semidistrutto a Irpin, a pochi chilometri da Kiev. Controversa la paternità della distruzione del ponte. Secondo fonti ucraine sarebbero stati i russi a distruggerlo, mentre secondo fonti russe sarebbero stati gli ucraini per impedire l'avanzamento delle trupe di Mosca. Nel pomeriggio inoltrato un'agenzia diffusa dalla Tass comunica che è ripresa l'offensiva russa su Mariupol.

Secondo l'Ansa il governo di Kiev spera che domani possa essere il giorno buono per evacuare i civili.

Intanto, come si diceva, l'offensiva russa non si ferma, anzi si allarga colpendo altri centri nei dintorni di Kiev: da Bila Tserkva a Bucha. Sembra inoltre che all'indomani dell'attacco alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, i russi hanno puntato anche il secondo impianto nucleare del Paese. Anche se al momento l'esercito russo non sta avanzando come vorrebbe e a evidenziarlo alcune comunicazioni di fonte ucraina che annunciano di aver ripreso il controllo della città portule di Mykolayv, città strategica che avrebbe permesso ai russi di avvinarsi a Odessa sul Mar Nero.

A Kiev le truppe russe continuano a bombardare la periferia ma sono ancora lontane dal centro, a quanto riferisce l'Ansa.

Capitolo negoziati: alcune fonti arendono noto che lunedì potrebbe essere il giorno del terzo incontro fra le due delegazioni. Ma si muove anche la diplomazia internazionale come dimostra l'intervento del premier israeliano Naftali Bennet che ha inconrato Putin a Mosca.

Ucraina CrisiRussia Profughi1KIEV 06 MARZO - Per la seconda volta nell'arco di due gioni sono saltati i corridoi umanitari che, secondo le intese raggiunte al tavolo dei negoziati fra Ucraina e Russia, avrebbero dovuto garantire la possibilità ai civili di lasciare il Paese in guerra. In particolare oggi, secondo quanto riporta AdnKronos, sarebbe stato interrotto ancora il corridoio umanitario di Mariupol perché i russi hanno aperto il fuoco durante l'evacuazine dei civili. La conferma di ciò arriva anche dal consigliere del ministero dell'interno, Anton Gerashchenk. La città di Mariupol, nel su d dell'Ucraina, è ormai accerchiata e assediata da una settimana dalle truppe russe.

Un altro gravissimo episodio di attacco contro i civili si sarebbe verificato, secondo quanto riporta sempre AdnKronos citando come fonte il sindaco di Irpin (a pochi chilometri da Kiev) Oleksandr Markushin attraverso il giornale Kyiv Independent. Tragico il bilancio che parla di otto persone uccise, tra cui due bambini.

Il Ministero dell'Interno ucraino riferisce anche di un altro attacco da parte dei russi che avrebbero sparato a un posto di blocco nella regione di Kiev, nel villaggio di Yasnohorodka, uccidendo 5 persone e ferendone una.

Prosegue l'assedio russo della città di Kiev. Secondo quanto affermato da Vadym Denysenko e riportato dal Kyiv Independent, la Russia avrebe ammassato truppe sufficienti vicino a Kiev che cercheranno di conquistare la città nei prossimi giorni.

E, sempre a proposito di attacchi, oggi un raid missilistico russo, secondo AdnKronos, avrebbe colpito un gruppo di abitazioni nella regione di Zhytomyt a 140 chilometri a nordovest di Kiev. Secondo i servizi di emergenza ucraini ci sarebbero morti e feriti.

C'è attesa per il terzo confronto fra russi e ucraini, in programma oggi (lunedì 7 marzo) ma il presidente ucraino Zelensky si appella ai leader occidentali dicendo che "La Russia ha annunciato che domani (oggi, ndr) bombarderà le imprese legate alla difesa. La maggior parte di esse sono nelle nostre città, circondate da civili. E' un omicidio, semplicemente un omicidio. E non ho visto nessun leader mondiale reagire oggi, nessun politico occidentale" ha detto Zelensky.

"Pensate al senso di impunità che hanno gli occupanti, tale da far loro annunciare le loro atrocità con un preavviso! Tutto questo perché non c'è reazione. Non una parola. Spero che lo vedrete domani e reagirete. L'audacia dell'aggressore è un chiaro segnale per l'Occidente del fatto che le sanzioni imposte non sono sufficienti. Non potete nascondervi da questa realtà. Non potete nascondervi dai nuovi omicidi in Ucraina", ha proseguito Zelensky secondo quanto riportato da AdnKronos.

07 MARZO - Qualche spiraglio sull'effettiva realizzazione di corridoi umanitari per favorire l'uscita di migliaia di cittadini ucraini intrappolati nella guerra e poco più. Non si registrano grossi passi in avanti nemmeno al termine del terzo incontro fra le delegazioni russe e ucraine. "Piccoli sviluppi positivi nel miglioramento della logistica per i corridoi umanitari" li definisce Mykhailo Podolyak, uno ei negoziatori di parte ucraina. Nessuna novità, invece, sul fronte del conflitto e di un possibile 'cessate il fuoco. ""Per quanto riguarda l'aspetto politico, che comprende un cessate il fuoco e la fine in generale delle ostilità, continuano intensive consultazioni", ha aggiunto, secondo quanto riportato da AdnKronos. I corridoi umanitari, però, sarebbero stati concessi da Mosca solo verso i territori di Russia e Bielorussia.

La delegazione russa conferma che i corridoi umanitari saranno aperti da domani. "Gli ucraini ci hanno dato assicurazioni, noi speriamo che i corridoi umanitari saranno aperti da domani", ha affermato il capo della delegazione russa, l'ex ministro della Cultura russo Vladimir Medinsky, esprimendo delusione sull'andamento delle trattative. "Le nostre aspettative non si sono attuate", ha affermato, secondo quanto riporta Gazeta.ru. La delegazione russa ha presentato agli ucraini una bozza di documento di accordo.

Un quarto incontro fra le delegazioni sarebbe già stato messo in agenda, secondo l'Agenzia Tass, ma ancora non è nota la data.

Intanto proseguono i bombardamenti e gli assedi delle principali città ucraine. In serata si sarebbero udite esplosioni a Kharkiv e Kiev, mentre in tarda serata il comandante in capo delle forze armate ucraine, Valery Zaluzhny, ha fatto sapere su facebook che le forza di difese aerea ucraine hanno abbattutto un aereo dell'aeronautica russa su Kiev alle ore 20.30, mentre alle 21 e 10 "un secondo aereo nemico - si legge - è stato abbattutto in una battaglia aerea vicino alla città".

Il ministero degli Interni ucraino, invece, fa sapere che due attacchi aerei hanno colpito i depositi di petrolio di Zytomyr e Cernjachov.

E, sempre a proposito di attacchi, l'Oms su Twitter fa sapere che finora sono 16 gli attacchi russi a strutture sanitarie in Ucraina avvenuti fra il 24 febbraio e il 3 marzo. L'Oms riferisce anche che, appena sabato scorso, il blancio era di 6 attacchi con 6 morti 11 feriti. Netta, da parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la condanna degli attacchi: ""Ospedali, ambulanze, sanitari e pazienti non sono un bersaglio. Gli attacchi al sistema sanitario violano la legge internazionale e mettono in pericolo le vite umane", scrive l'Oms su Twitter.

In serata tarda il Pentagono attraverso le parole del portavoce John Kirby, fa sapere che il grosso convolgi militare russo "è ancora in stallo, è ancor bloccato". Secondo Kirby le forze russe non starebbero per prendere Kiev, mentre sono confermato pesanti combattimenti fuori Kharkiv e in tonro alla città di Chernihiv, nel nord del Paese.

08 MARZO - Al tredicesimo giorno di guerra fra Russia e Ucraina, dopo che le forze armate russe lo scorso 24 febbraio hanno invaso il paese confinante, e dopo tre negoziati fra le parti coinvolte nel conflitto che hanno prodotto solo qualche corridoio umanitario non sempre rispettato dai russi, oggi è arrivata un'importante apertura al dialogo e al compromesso con Mosca da parte del presidente ucraino Volodmyr Zelensky.

Il leader ucraino, nel corso di un'intervista rilasciata alla Abc, si è detto disponibile a discutere con Vladimir Putin di un compromesso sull repubbliche del Donbass e sulla Crimea: "Sui territori temporaneamente occupati e le pseudo-repubbliche non riconosciute da nessuno tranne la Russia, possiamo trovare un compromesso su come vivranno questi territori", ha spiegato Zelensky, come riporta l'Ansa. Ma il presidente ucraino, dal suo bunjer nel cuore della capitale ucraina, ha fatto inendere che potrebbe anche discutere dell'ingresso del suo Paese nella Nato, uno dei motivi scatenanti del conflitto. Zelensky, però, ha tenuto a sottolineare di essere pronto al dialogo ma "non alla capitolazione".

Intanto in Ucraina si continua a combattere e, tornando ai corridoi umanitari per i civili, nemmeno oggi si può dire che questi siano stati sicuri perché, secondo quanto denunciato dagli ucraini, russi hanno continauato a sparare.

Mariupol, città sul Mar Nero, continua a resistere e rimangono moltissimi civili da evacuare, alemno 300mila secondo le autorità ucraine, senza acqua ed elettricità. Il Ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba ha denunciato la morte di un bambino per disidratazione a Mariupol. Mosca replica affermando che sarebbe stata a Kiev a impedire l'accesso ai corridoi.

Dal punto di vista militare i russi, secondo il Pentagono, avrebbero aumentato i bombardamenti sulle città per cercare di sbloccare la situazione di stallo in cui si trovano. Oltre che su Mariupol, i russi stanno stringendo d'assedio anche Kharkiv, nella zona orientale del Paese. La città continua a resistere. Così come continua a resistere la capitale, Kiev, anche se, come riferisce l'Ansa, secondo analisi militari i russi potrebbero attaccare entro le prossime 24-96 ore. I tank di Mosca sono ormai visibili in periferia a ridosso dei condomini e, come ha fatto sapere il sindaco Klitschko, "ci prepariamo alla difea della città".

Intanto c'è attesa per l'esito dell'incontro che si terrà giovedì in Turchia fra i ministri degli esteri russo e ucraino.

a Mariupol nel periodo dell'assedio da parte della Federazione russa sono morti 1.300 cittadini di Mariupol. Lotteremo per ciascuno di loro

09 MARZO - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha pubblicato un video nel quale documenta la devastazione di un ospedale peditrico a Mariupol colpito da bombe sganciate, secondo quanto sostiene il leader ucraino, da aerei russi. "Persone sotto le macerie. Bambini sotto le macerie. Questa è atrocità! Per quanto ancora il mondo sarà complice nell'ignorare il terrore? Create subito la no fly zone, fermate subito gli omicidi! Potete farlo. Qui si sta perdendo l'umanità", scrive Zelensky a corredo del video.

Quest'ultimo atroce e barbaro atto della guerra iniziata ormai da 14 giorni fornisce la cifra del livello di disperazione ormai raggiunto dagli ucraini. In particolare la città di Mariupol è ormai assediata da giorni dalle forze russe e il bilancio, secondo quanto scritto dal consigliere del sindaco della città sul Mar Nero, Petro Andriuschchenko, è ormai di oltre 1300 morti: "Secondo informazioni preliminari - scrive Andriuschchenko su Facebook, come riporta AdnKronos - a Mariupol nel periodo dell'assedio da parte della Federazione russa sono morti 1.300 cittadini di Mariupol. Lotteremo per ciascuno di loro" .

La situazione a Mariupol è disperata, sempre di più, soprattutto dal punto di vista umanitario. Il deputato ucraino Dmytro Gurin ha riferito a Sky News, come riporta AdnKronos, che le scorte di cibo a Mariupol "si esauriranno in tre-cinque giorni". Gurin ha ache aggiunto che la Russia "sta bombardando a tappeto le infrastrutture civili della città". "Mariupol - ha proseguito Gurin - è senza riscaldamento, gas, elettricità e acqua. Le persone stanno raccogliendo la neve per avere acqua e in tre-cinque giorni il cibo sarà finito e ci sarà di nuovo la fame. La fame nel centro dell'Europa", ha affermato Gurin.

"A Mariupol ora non c'è più acqua potabile e non si trova da nessuna parte. Le persone cercano l'acqua sotto terra e ci sono alcuni che raccolgono l'acqua dai tetti quando si scioglie la neve. Questa notte ha nevicato e così le persone hanno raccolto la legna per cucinare. Le esplosioni continuano...". 

Il bombardamento dell'ospedale pediatrico sta suscitando reazioni di profonda indignazione da più parti. Le Nazioni Unite hanno definito "scioccanti" le immagini della devastazione dell'ospedale. 

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha scritto su Twitter: "Ci sono poche cose più depravate di prendere di mira i vulnerabili e gli indifesi. Il Regno Unito sta valutando un maggiore sostegno all'Ucraina per difendersi dagli attacchi aerei e Putin dovrà rispondere dei suoi crimini terribili".

10 MARZO - C'era grande attesa per gli incontri di oggi in Turchia tra i ministri degli esteri Russo, Serghei Lavrov, e quello ucraino Dmytro Kuleba, ma a quanto pare non è stato registrato alcun passo in avanti significativo. Non è previsto alcun cessate il fuoco al momento e sembra allontanarsi una soluzione diplomatica del conflitto. Il ministro degli esteru ucraino ha confermato che l'obiettio ucraino è quello di organizzare un corridoio umanitario da Mariupol e di raggiungere una tregua di 24 ore, come riporta AdnKronos. "Io ho fatto del mio meglio - ha proseguito Kuleba - perché sono qui per una soluzione diplomatica alla tragedia umanitaria che sta avvenendo sul campo di battaglia e nelle città assediate". Il ministro di Kiev non chiude la porta ad altri incontri simili: "Sono pronto a continuare questo impegno con lo scopo di porre fine alla guerra in Ucraina, fermare le sofferenze dei civili ucraini e liberare i nostri territori dalle forze di occupazione russe", ha aggiunto Kuleba.

Diverso l'approccio del ministro degli esteri russo, Lavrov che dice "la Russia non ha attaccato l'Ucraina e non ha intenzione di attaccare alcun Paese europeo. In Ucraina si è creata una situazione che ha creato una minaccia a Mosca, abbiamo fatto vari appelli ma nessuno ci ha ascoltato. Abbiamo avuto la conferma che non abbiamo alternative". Lavrov ha anche aggiunto che "Putin non rifiuta l'incontro con Zelensky, ma bisogna fare prima tutto un lavoro preparatorio. L'Ucraina ha detto che ci darà risposte concrete, noi attendiamo".

Proseguono intanto i combattimenti intorno alle principali città ucraine, i particolare Kiev, Kharkiv e Mariupol, quest'ultima ormai allo stremo. Secondo la Croce Rossa a Mariupol la situazione è ormai disperata: centinaia di migliaia di persone sono bloccate senza cibo, acqua, elettricità e medicinali. "Molta gente - spiega Sasha Volkov, vice capo della delegazione della Croce Rossa Internazionale - dice di non avere cibo per i bambini, le persone cominciano ad attaccarsi tra di loro per il cibo o ad attaccare le auto per prendere la benzina" Volkov aggiunge che "tutti i negozi e le farmacie sono stati razziati e persone si stanno ammalando a causa del freddo".

Secondo l'Onu sono almeno 549 i civili rimasti uccisi e 957 quelli feriti dall'inizio della guerra, ormai 15 giorni fa. L'Ufficio dell'Alto Commissariato dell'Onu per i diritti umani sotiene, però, che le cifre reali, al di là del bilancio accertato, potrebbero essere "significativamente più alte". 

Ucraina CrisiRussia Attacco511 MARZO - Non si ferma l'offensiva russa in Ucraina e oggi sono iniziati attacchi anche a Ovest, sempre più vicino a Leopoli, ultimo baluardo vicono al confine polacco. Mariupol, a sud est, Kharkiv a est, Kiev, che rimae l'obietivvo principale di Mosca, ma anche Sumy. Mariupol, come abbiamo scritto più volte, è ormai sull'orlo della catastrofe umanitaria, come confermato dalle autorità locali e dalla Croce Rossa Internazionale. Secondo il ministro della difesa russo, citato dall'Ansa, orami la città è completamente bloccata e circondata dall'esercito russo. Secondo il municipio cittadino sono quasi 1600 i morti: "1582 pacifici resideti - scrive il municipio sul proprio profilo Telegram - sono stati uccisi dalle forze di occupazione russe in 12 giorni di blocco della città e bombardamenti spietati dei quartieri residenziali".

Altro video che oggi ha fatto il giro del web è quella del rapimento del sindaco di Melitopol da parte di un gruppo di soldati russi che lo hanno portato via con un sacchetto di plastica in testa. A riferirlo l'Ansa che cita come fonte il Ministero degli Affari Esteri ucraino. Secondo il Ministero il sindaco Ivan Fedorov si sarebbe rifiutato di collaborare.

Altra notizia che oggi sta rimbalzando nelle agenzie principali è quella relativa a un possibile imminente attacco ell'Ucraina da parte della Bielorussia del presidente Lukashenko. Ad annunciarlo il centro ucraino per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni secondo il quale "le truppe bielorusse potrebbero essere coinvolte nell'operazione l'11 marzo alle 21". Kiev sostiene che l'operazione sarebbe la risposta della Bielorussia al presunto raid aereo partito dall'Ucraina che, in realtà, sempre secondo il Centro Ucraino, k'attacco sarebbe pianificao dalla Russia. Il ministero della difesa bielorusso ha smentito l'attacco.

Come si diceva, dal punto di vista militare l'offensiva russa non si è spenta, anche è moto dura la resistenza che i soldati di Mosca stanno incontrando. Mosca sta allargando il raggio di azione, oltre che intensificando i bombardamenti, verso ovest. L'Ansa riferisce, a tal proposito, un raid sulla città di Lutsk, Ivano-Frankivsk, a cento chilometri a sud di Leopoli. Mosca, però, non sembra voler chiudere i canali diplomatici e anche oggi, secondo quanto riporta a Tass citata dall'Ansa, non è escluso un incontro fra Putin e Zelensky. Proprio Putin oggi, nell'incontro con il leader bielorusso Lukashenko, ha detto che "ci sono progressi nei colloqui russo-ucraini che si svolgono ogni giorno". Più pessimista appare il ministro degli esteri ucraino Kuleba, che, in un'intervista a Bloomberg, parla di "progressi zero" sul fronte diplomatico. "E' difficile per me capire a che genere di progressi si riferisca il presidente Putin", ha detto Kuleba ribadendo la disponibilità di Kiev a fare un compromesso accettando uno status neutrale del Paese in cambio di garanzie sulla sicurezza.

12 MARZO - I russi stanno stringendo l'assedio intorno alla capitale dell'Ucraina. Oggi Kiev, come riferisce l'Ansa, è stata colpita da più fronti e i carri armati russi si trovano a 25 chilometri dal centro della città. Ma ancora la capitale rimane nelle mani degli ucraini e Mosca sta intensificando gli attacchi missilistici: solo oggi è stata distrutta - riferiscono le principali agenzie - una base aerea vicino a Vasylkiv, a sud ovest della città. 

Le sirene anti attacchi russi continuano a suonare nella capitale e oggi le autorità ucraine accusano i russi di aver causato la morte di sette persone, riporta AdnKronos, sparando sui civili in evacuazione dal villaggio di Peremoha nella regione di Kiev. A riportare la notizia, secondo AdnKronos, il Kyiv Independent. Di fronte a queste accuse il ministero della difesa russo ha replicato accusando Kiev di violare gli accordi sui corridoi umanitari. Di fronte a questo rimbalzo di accuse sembra acceratata la drammaticità estrema della situazione confermata dai numeri diffusi dall'Onu sulle vittime civili della guerra scoppiata 17 giorni fa, che, a oggi, sono almeno 579 di cui 42 bambini. Mentre il presidente Zelensky oggi ha confermato la morte di circa 1300 soldati ucraini, rivendicando, però, la cattura di 500-600 soldati russi.

Qualche spiraglio arriva dal cambio di atteggiamento di Mosca che, secondo il presidente Zelensky, mostra "un approccio diverso" e sembra dialogare con maggiore convinzione, anche se secondo il ministro degli esteri ucraino Kuleba le richieste russe, al momento, sarebbero inaccettabili: "Dobbiamo comunque tenere aperto il canale della diplomazia - riporta il fattoquotidiano.it -, ma essendo consapevoli dei tentativi di manipolazione portati avanti dalla Russia, che continua ad avanzare richieste per noi inaccettabili. Noi non scenderemo a compromessi su nessuno dei temi esistenziali che riguardano l'Ucraina".

Proseguono gli attacchi anche sulle altre città ucraine. Il Servizio di emergenza ucraino ha fatto sapere che nella mattinata odierna a Kharkiv sono stati recuperati i corpi senza vita di cinque civili, tra cui due bambini, in un edificio residenziale nel sobborgo di Slobozhanske.

Un paio di esplosioni sono state registrate a Dnipro, nell'Ucraina centrale e secondo il sindaco della città, citato dal Kyiev independent, il sistema di difesa aereo ha respinto un attacco russo.

Secondo la pagina Telegram Ukraine Now oggi a Chersov si sarebbe tenuta una manifestazione della popolazione contro i russi.

Lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine - scrive AdnKronos citando un post Facebook dello stesso - scrive che ammonterebbero a 12mila le perdite fra le file russe dall'inizio del conflitto. Oltre ai 12mila uomini, i russi avrebbero lasciato sul campo 362 carri armati, 1205 mezzi corazzati, 135 sistemi d'artiglieria, 62 lanciarazzi multipli, 33 sistemi di difesa antiaerea.

13 MARZO - L'attacco a una base militare ucraina a Leopoli, a pochi chilometri dal confine polacco che ha causato 35 morti, la morte di un giornalista americano a Irpin e la probabile richiesta, secondo fonti britanniche (Financial Times), di aiuti militari alla Cina da parte della Russia. Sono un po' queste le notizie che oggi hanno caraterizzato la diciottesima giornata di guerra fra Russia e Ucraina.

Il conflitto oggi si è avvicinato, geograficamente, ai confini con l'Unione Europea dopo l'attacco sferrato da Mosca a una base militare ucraina a Yavoriv, vicno a Leopoli a 25 chilometri dal confine polacco. Il bilancio è tragico, come riporta l'Ansa: sono 35 i morti e 134 i feriti.

A Irpin, vicino a Kiev, oggi è morto il reporter statunitense Brent Renaud. Secondo le prime testimonianze riportate da un collega che era con lui e rimasto ferito, Renaud è stato colpito al collo da un proiettile mentre stava attraversando "il primo ponte -ha detto il collega in un video - a Irpin con altri colleghi per filmare i rifugiati in fuga. Abbiamo superato il chekpoint e ci hanno sparato contro. Brent è stato ferito e lo abbiamo dovuto lasciare indietro per fuggire. Sono stato portato qui da un'ambulanza. Ho visto che gli hanno sparato al collo, ma non so che fine abbia fatto".

Secondo il quotidiano economico inglese Financial Times la Russia avrebbe chiesto assistenza militare alla Cina per sostenere l'operazione militare in atto in Ucraina. La notizia, avrebbe messo in apprensione la Casa Bianca per l'impatto che un eventuale appoggio cinese all'operazione russa dell'Ucraina potrebbe avere sui tentativi diplomatici di risolvere la situazione.

14 MARZO - Anche oggi è stata una giornata di attacchi e bombardamenti in Ucraina. Una giornata di guerra.

Ma tiene banco la notizia arrivata nella tarda serata di ieri dal Financial Times, di un allineamento fra Mosca e Pechino. Una notizia che preoccupa gli Usa come riporta l'agenzia Bloomberg a margine del vertice di 8 ore tenutosi oggi a Roma fra il consigliere della sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, e il capo della diplomazia del partito comunista cinese, Yang Jiechi. "Lo scopo dell'incontro - riporta l'Ansa citando le dichiarazioni di Ned Price, portavoce del dipartimento di Stato Usa - era esprimere in modo molto chiaro a Pechino le nostre preoccupazioni rispetto a un suo coinvolgimento" nella guerra in Ucraina e ribadire alla Cina "che qualsiasi tipo di supporto a Mosca - militare o economico - comporterà delle implicazioni". 

Pechino ha replicato affermando che "La Cina è impegnata a promuovere i negoziati di pace per l'Ucraina. E si oppone fermamente alla disinformazione, alle calunnie e all'inganno".

Intanto prosegue l'assedio di Kiev. Oggi. rporta l'Ansa un condominio di 9 piani è stato colpito nel distretto di Oblon. Secondo il Kyiv Independent nelle operazioni di soccorso sono state ritrovate 2 persone morte, mentre altre 3 sono state portate all'ospedale con ferite. Colpito anche, riporta sempre Ansa, lo stabilimento degli aerei Antonov a Sviatoshyn Airfield, a circa 10 km dal centro della capitale ucraina. Ma le autorità ucraine fanno sapere di aver messo insieme generi alientari essenziali per resistere minimo altre due settimane, evidenziando l'intenzione di non abbandonare la capitale di fronte all'avanzata russa. 

Secondo quanto riferito dal servizio di stampa di Energoatom, azienda ucraina che si occupa della quattro centrali attive nel Paese, oggi le forze russe hanno esploso munizioni vicino all'Unità G1 della centrale nucleare di Zaporizhzhya, giò occupata qualche giorno fa. 

L'Ufficio per gli affari umanitari dell'Onu (Ohchr) ha aggiornato il bollettino delle vittime civili ucraine usccise dall'inizio dell'operazione russsa: sono 636 e tra loro ci sono 46 minorenni. Altri 1125 risultano feriti.

Ucraina CrisiRussia ZelenskyVolodymyr315 MARZO - Il presidente ucraino Zelensky fa un passo avanti verso la Russia rinunciando ad entrare nella Nato. "È chiaro che l'Ucraina non è un membro della Nato - ha detto Zelensky intervenendo alla Uk Joint Expeditionary Force, come riporta AdnKronos citando un'agenzia di Interfax Ucraina - . Lo capiamo questo. Per anni abbiamo sentito parlare di presunte porte aperte, ma abbiamo sentito dire che non possiamo entrarci. E questo è vero, e dobbiamo ammetterlo. Sono lieto che la nostra gente stia cominciando a capirlo e a fare affidamento su se stessa e sui nostri partner che ci aiutano".

Ma la reazione del presidente russo Vladimir Putin ha raggelato un po' gli animi rispondendo a distanza a Zelensky: "Il governo di Kiev - ha detto in un colloquio con il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, secondo quanto riferito dal Cremlino - non è serio nel trovare una soluzione reciprocmente accettabile". Putin ha mosso accuse anche contro l'Unione Europea dicendo che "ha ignorato l'azione criminale e disumana dell'esercito ucraino di ieri: un attacco missilistico contro una zona residenziale nel centro di Donetsk". Dal canto suo Michel ha chiesto a Putin di "fermare la guerra fratricida" contro l'Ucraina.

Continuando a parlare di negoziati e diplomazia, Zelensky ha aggiunto che "la conversazione con il primo ministro israeliano Bennet - riporta l'Ansa - è stata importante come parte dello sforzo di negoziazione per porre fine a questa guerra con una pace giusta. La nostra delegazione lavora a questo anche negoziando con la parte russa. Va abbastanza bene, mi è stato detto. Ma vedremo, i negoziati continueranno domani".

Dal punto di vista militare al centro dei combattimenti e dei bombardamenti russi è sempre Kiev. Oggi, ventesimo giorno di guerra, è stato dichiarato un coprifuoco di 36 ore dalle autorità ucraine. Il timore è quello che le truppe russe, come riporta l'Ansa, stiano mettendo a putnto l'attacco decisivo per entrare in città dopo giorni di assedio e bonbardamenti. Oggi una bomba ha colpito un edificio di 5 piani, sempre secondo l'Ansa, nel quartiere di Sviatoshyn, nella parte occidentale. Altri due reporter sono rimasti sulla strada per Irpin dopo l'americano Brent Renaus, si tratta del cameraman irlandese di Fox Pierre Zakrewski e della producer locale Alexandra Kuvshinova.

Rimangono al centro dei combattimenti anche i fronti meridionali tra Donbass e Crimea. Sotto assedio anche Mariupol nel sud del Paese, dove la situazione è drammatica, soprattutto dal punto di vista umanitario, nonostante l'apertura dei corridoi umanitari dove oggi oltre 4mila auto e 20mila persone sono riusciti ad abbandonare la città, anche se rimangono 350mila persone bloccate al suo interno. Il vicesindaco Serghei Orlov ha riferito di almeno cento bombe cadute nelle scorse 24 ore e denunciato che nell'ospedale regionale per la terapia intensiva, finito in mani russe, circa 400 persone, tra pazienti e personale, sono tenute in ostaggio, insieme ad alcuni abitanti della zona.

16 MARZO - Nel ventunesimo giorno di guerra in Ucraina, dopo che lo scorso 24 febbraio le truppe russe hanno invaso il territorio confinante, fanno rumore, oltre alle bombe che continuano a cadere, le parole pronunciate dal presidente statunitense Joe Biden nei confronti di Vladimir Putin definito "un criminale di guerra" nel corso di uno scambio di battute avuto dal presidente americano con i giornalisti alla Casa Bianca e riportato dai media d'Oltreoceano.

Biden ha anche aggiunto che "Putin - riporta AdnKronos - sta infliggendo una devastazione sconvolgente" e ha anche condannato il bombardamento di "palazzi, ospedali, reparti di maternità". Biden ha aggiunto: "Noi siamo uniti nell'orrore per l'attacco perverso di Putin e continueremo ad aiutarli nella lotta per la libertà, la democrazia e la sopravvivenza, diamo agli ucraini le armi per combattere e difendersi nei giorni difficili che li attendono".

Biden ha anche parlato del discorso del presidente ucraino Zelensky al Congresso Usa e lo ha definito "un messaggio convincente e appassionato. Ha parlato per un popolo che sta dimostrando uno straordinario coraggio e forza di fronte ad un'aggressione brutale, un coraggio e una forza che stanno ispirando non solo gli ucraini, ma tutto il mondo". E a tal proposito il numero uno Usa ha annunciato di aver firmato un provvedimento con cui stanzia 800 milioni di dollari per aiuti militari che, con 200 milioni già stanziati lo scorso sabato, fanno un miliardo di dollari in una settimana.

Non si è fatta attendere la replica del Cremlino alle parole di Biden su Putin per voce di Dmitry Peskov, portavoce del governo russo. Da Mosca sono state definite "inaccettabili" le parole di Biden e catalogate come frutto di una "imperdonabile retorica". 

E pensare che la giornata, dal punto di vista diplomatico, aveva assunto contorni incoraggianti grazie a una bozza di accordo di pace in 15 punti diffusa dal Financial Times. Bozza sulla quale, secondo il quotidiano britannico, Ucraina e Russia avevano fatto "progressi significativi", si legge. L'accordo, come riporta AdnKronos citando FT, riguarderebbe il cessate il fuoco e il ritiro delle truppe russe in cambio delle dichiarazioni di neutralità di Kiev che dovrebbe accettare anche limitazioni alle sue forze armate. Vedremo nei prossimi giorni se questo accordo si concretizzerà. 

Intanto continuano a cadere missil russi sulle principali città ucraine strette d'assedio. Nuovi bombardamenti, come riporta l'Ansa, sono stati effettuati su Kiev. I missili hanno colpito diverse abitazioni nel distretto di Podilsky. come scrive su Telegram il sindaco Klitschko. Non ci sarebbero vittime. 

L'attacco più grave di oggi è stato quello sulla martoriata città di Mariupol, nel sud, dove è stato bombardato il teatro all'interno del quale erano rifugiate circa 1000 persone. A dirlo il vicesindaco della città sul Mar Nero che ha anche spiegato come al momento non fosse possibile stabilire il bilancio esatto in termini di feriti e morti. Bisogna anche dire che Mosca nega ogni responsabilità sull'attacco, anzi sostiene che a far saltare il teatro siano state le milizie ultranazionaliste ucraine del battaglione Azov. Il capo dell'amministrazione regionale di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, sostiene, come riporta AdnKronos, cje "i russi mentono, sostenendo che nel teatro ci fosse il quartier generale di Azov, loro sano che c'erano solo civili". 

Sempre nello stesso raid sarebbe stata colpita anche una piscina, come riporta AdnKronos citando Cnn. Anche in questo edificio ci sarebbero stati civili. 

A Chernihiv, invece, secondo il quotidiano ucraino Suspilne citato da AdnKronos, sono stati uccisi almeno 10 civili in coda per il pane. Il Ministero della difesa russo, anche per quest'episodio, ha negato ogni responsabilità.

17 MARZO - In mezzo alle bombe che continuanoa cadere sulle principali città ucraine e ai morti che si continuano a contare, si apre uno spiraglio di luce. E ad aprirlo è Mykhailo Podolyak, il capo negoziatore ucraino che in un'intervista rilasciata ai giornali poalcchi, e riportata dall'Ansa, dice che "potrebbero essere necessari da pochi giorni a una settimana per trovare un accordo sui punti controversi".

Il consigliere di Zelensky si spinge anche oltre e, sempre secondo quanto riportato dall'Ansa, ha dichiarato che "la firma di un accordo di pace porrà fine alla fase acuta del conflitto, ci permetterà di onorare tutti coloro che sono stati uccisi e iniziare la ricostruzione del Paese. Ma dubito che per gli ucraini la guerra finirà lì, non dopo tutto quello che abbiamo passato".

Meno ottimisti gli americani. Secondo Blinken, Segretario di Stato Usa, la Russia starebbe preparando il terreno per attacchi "biologici o chimici sotto falsa bandiera" e rimane la preoccupazione per il ruolo di supporto a Mosca che potrebbe incarnare la Cina.

Intanto sul fronte della guerra combattuta, arriva la notizia da Mariupol, città letteralmente presa d'assalto dai russi, che, dopo il bombardmento sul teatro dell'altro giorno, dallo stesso sono uscite vive 130 persone. A riferirlo l'agenzia Ukinform.
Nella città di Chernihi, invece, nelle ultime 24 ore sono morti 53 civili a seguito dei bombardamenti russi nel nord dell'Ucraina. A riferirlo Viacheslav Chaus, capo dell'amministrazione regionale di Chernihiv su Facebook citato da Ukrinform.

Secondo fonti del Pentagono, in tre settimane di operazione, riporta il fattoquotidiano.it, sono caduti sul suolo ucraino oltre mille missili russi. E gli effetti di questi bombardamenti massicci si vedono in città come Mariupol, dove il 90% degli edifici è stto distrutto, teatro compreso all'interno del quale, come detto, c'erano un migliaio di civili.

Bombardamenti ance a Kharkiv dove si contano 21 morti e 25 feriti. Mentre prosegue l'assedio di Kiev anche se, secondo fonti ucraine, i russi faticano ad avanzare e rimangono tuttoa a oltre 20 chilometri dalla capitale.

18 MARZO - Dopo ventidue giorni di guerra la Russia sembra ancora abbastanza lontana dalla conquista dell'Ucraina. Si combatte ancora nelle città principali, come vedremo poi, con gli ucraini che stanno opponendo una resistenza strenua. Intanto si intensificano i tentativi di risolvere il conflitto per via diplomatica e le posizioni non sembrano più inconciliabili. A dimostrarlo, come riporta AdnKronos, le dichiarazioni del mediatore russo Vladimir Medinsky che come riporta AdnKronos citando un'agenzia Tass, "Il tema dello status neutrale e della non adesione dell'Ucraina alla Nato è uno dei punti chiave dei colloqui, questo è il punto su cui le parti hanno avvicinato il più possibile le loro posizioni". QUindi lo stato di neutralità dell'Ucraina potrebbe essere la chiave per risolvere il conflitto. O almeno una di quelle necessarie e sul punto tanto caro a Mosca, anche Kiev sembra essere sempre più malleabile. Altro punto sul tavolo dei negoziati è quello della smilitarizzazione dell'Ucraina e su questo, sempre secondo il mediatore russo le due parti sono "da qualche parte a metà strada".

Il capo dell'Ufficio del presidente ucraino Andriy Yermak, secondo quanto riferisce Ukrainska Pravda, ha reso noto che le autorità ucraine non accetteranno alcun accordo con la Russia che comprometta la sovranità e l'intergrità territoriale dell'Ucraina.

Sempre sul fronte diplomatico oggi si sono sentiti telefonicamente il presidente americano Biden e quello cinese Xi. Biden ha ricordato al leader cinese che se la Cina fornirà supporto materiale alla Russia "ci saranno conseguenze". Nel comunicato diffuso dalla Casa Bianca sulla telefonata si legge: "La conversazione si è incentrata sull'operazione non provocata della Russia in Ucraina. Il presidente Biden ha esposto le vedute degli Stati Uniti, alleati e partner su questa crisi. Il presidente Biden ha dettagliato i nostri sforzi per prevenire e poi rispondere all'operazione, compresa l'imposizionedi costi alla Russia. Ha descritto le implicazioni e le conseguenze se la Cina fornirà supporto materiale alla Russia mentre sta conducendo brutali attacchi contro le città e i civili ucraini. Il Presidente ha sottolineato il suo sostegno per una soluzione diplomatica della crisi".

Le notizie dai diversi fronti aperti in Ucraina dicono che oggi un attacco missilistico russo ha colpito a, nel sud del Paese e, secondo la Bbc, ci sarebbero almeno 45 morti. Le caserme, riporta l'Ansa citando sempre la Bbc, erano usate per addestrare i soldati locali nella città che ha rallentato l'offensiva russa lungo la costa del Mar Nero.

Continua l'assedio di Mariupol dove oggi, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero della difesa russo, si è cobattuto nel centro della città: ""A Mariupol, le unità della Repubblica popolare di Donetsk, con il sostegno delle forze armate russe, hanno stretto la morsa dell'accerchiamento e combattono ora contro i nazionalisti nel centro della città", ha dichiarato il portavoce, secondo quanto riportato anche dall'Ansa. La presenza dei russi nel centro città e dei combattimenti è stata confermata anche dal sindaco di Mariupol, Vadym Boichenki alla Bbc. Secondo Boichenko "i russi sono stati molto attivi oggi. La battagliacon i tank e le mitragliatrici continua . Non è stato risparmiato il centro della città. Non c'è neanche un pezzetto di terra cittadina che non abbia segni della guerra". Boichenko ha aggiunto che la popolazione si è rifugiata nei bunker per sfuggire alla battaglia.

19 MARZO - Duro attacco di Mosca al governo italiano per l'atteggiamento tenuto dall'Italia nel contesto del conflitto in corso in Ucraina. Il direttore del Primo Dipartimento Europeo del ministero degli esteri russo, Alexei Paramonov, dopo aver minacciato "conseguenze irreversibili" all l'Italia nel caso di un inasprimento delle sanzioni, in un'intervista a Ria Novosti riportata da AdnKronos ha attaccato il ministro della difesa italiano, Lorenzo Guerini, accusandolo di essere un "falco antirusso". Paramonov ricorda l'aiuto fornito dalla Russia all'Italia nel 2020, quando l'emergenza pandemica era ai massimi livelli: "All'Italia - afferma Paramonov nell'intervista - è stata fornita un'assistenza significativa attraverso il ministero della Difesa, il ministero dell'Industria e Commercio e il ministero della Salute della Russia. A proposito - prosegue - una richiesta di assistenza alla parte russa fu inviata allora anche dal ministro della Difesa italiano Lorenzo Guerini, che oggi è uno dei principali 'falchi' e ispiratori della campagna antirussa nel governo italiano".

Non si è fatta attendere la risposta del ministro Guerini: "Non diamo peso - ha detto il ministro, come riporta AdnKronos - alla propaganda. Incoraggiamo invece ogni passo politico e diplomatico che metta fine alle sofferenze del popolo ucraino. L'Italia è a fianco dell'Ucraina e continuerà ad esserlo".

Piena solidarietà al ministro Guerini è stata espressa anche dal presidente del consiglio Mario Draghi. Draghi ha sottolineato come il mnistro Guerini sia "vittima attacchi da parte del Governo russo. Il paragone tra l'operazione dell'Ucraina e la crisi pandemica in Italia è particolarmente odioso e inaccettabile". "Il ministro Guerini e le Forze Armate - aggiunge il premier- sono in prima linea per difendere la sicurezza e la libertà degli italiani. A loro va il più sentito ringraziamento del Governo e mio personale".

Rimanendo sempre in ambito diplomatico, è di oggi l'appello del presidente ucraino Zelensky a Mosca per un incontro. Atttraverso la propria pagina Facebook, Zelensky si è rivolto direttamente a Putin dicendo "E' tempo di colloqui di pace, senza indugio. Questa è l'unica possibilità per la Russia di ridurre i danni causati dai propri errori. Altrimenti, le perdite della Russia saranno tali che il Paese impiegherà diverse generazioni per riprendersi". Da parte sua Mosca, come riporta l'Ansa, attraverso il capo negoziatore Vladimir Medinsky, fa sapere che prima che i due leader si incontrino serve il testo di un trattato: "Prima ancora di menzionare una riunione tra i due leader, le delegazioni di negoziatori devono preparare e concordare il testo di un trattato. Successivamente, il testo dovrebbe essere siglato dai ministri degli Esteri e approvato dai governi", ha detto Medinsky secondo quanto riportato dall'Ansa. 

Dai fronti della guerra combattuta continuano ad arrivare notizie drammatiche. Nella giornata odierna i media ucraini riferisono di bombardamenti pesanti su Kharkiv, nel nord del Paese. Secondo i media ucraini, come l'Ukrainska Prava, l'attacco avrebbe colpito alcuni edifici residenziali. Ci sarebbero morti e feriti.

L'esercito russo ha annunciato di essere riuscito a entrare a Mariupol dove, secondo alcune testimonianze, si starebbe combattendo nel centro città. La presa di Mariupol, come ricorda giustamente l'Ansa, rappresenterebbe una vera e propria svolta nel conflitto perchè garantirebbe ai russi una continuità territoriale fra Crimea e Donbass.

Ma, secondo quanto dichiarato dal sindaco Vadym Boichenko, a Mariupol si starebbe consumando un'altra tragedia e riguardarebbe la deportazone in "remote città della Russia" di migliaia di residenti della città- "Deportati - denuncia il sindaco su Telegram - come fecero i nazisti durante la seconda guerra mondiale. "Nell'ultima settimana - ha detto il sindaco di Mariupol -, diverse migliaia di residenti di Mariupol sono stati portati in Russia. Gli occupanti hanno portato via illegalmente persone dal distretto di Livoberezhny e da un rifugio antiaereo nell'edificio di un club sportivo, dove più di mille persone, soprattutto donne e bambini, si nascondevano dai bombardamenti".

20 MARZO - Non si fermano i bombardamenti e i combattimenti in Ucraina. Oggi a Kiev, la capitale assediata ormai da settimane dalle truppe russe, i raid missilistici avrebbero colpito alcuni edifici residenziali e un centro commerciale del quartiere Podilsk. A confermarlo, secondo quanto riportato dall'Ansa, lo stesso sindaco della città, Vitaly Klitschko, su Telegram, Sempre secondo l'Ansa il quotidiano ucraino Kyiv Independent ha postato un video delle telecamere di sicurezza del parcheggio del centro commerciale che testimoniano l'esplosione.

Altra città martoriata dagli attacchi russi è Mariupol, nel sud del Paese sul Mar Nero e considerata strategica dai russi per garantire continuità con la Crimea. Oggi si sarebbe scatenata una quantità di fuoco senza precedenti dall'inizio della guerra su Mariupol, come riportato sul canale Telegram dal vice comandaante del reggimento di Azov citato dal fattoquotidiano.it, Kalyna: "Bombe ogni 10 minuti. Carri armati e artiglieria, oggi fuoco senza precedenti da 4 navi da sbarco della Federazione russa contro Mariupol" scrive.

La Russia ha lanciato un ultimatum "a tutte le formazioni militari ucraine a lasciare Mariupol domani, senza armi e munizioni" scrive l'Ansa che riporta le dichiarazioni del capo del centro di controllo della difesa nazionale russo Mikhail Mizintsev, riportate da Interfax. "La procedura per lasciare la città è organizzata come segue. Tra le 10 e mezzogiorno di domani, tutte le formazioni militari ucraine e i mercenari stranieri senza eccezioni, senza armi e munizioni, devono uscire utilizzando il percorso concordato con l'Ucraina", ha detto ancora Mizintsev. Quest'ultimo aggiunge anche che "Russia e Ucraina - riporta l'Ansa - hanno approvato un percorso per l'evacuazione dei cittadini da Mariupol verso un territorio controllato da Kiev. Mosca suggerisce di dichiarare un cessate il fuoco temporaneo dalle 9.30 ora di Mosca di lunedì". E ancora: "La Russia aspetta da Kiev una risposta alle misure proposte sull'evacuazione dei civili da Mariupol entro le 5.00 ora di Mosca (le 3.00 ora italiana) di domani".

Domani sono anche in programma i colloqui tra Mosca e Kiev in Turchia. Quest'ultima, riporta l'Ansa, ha assicurato che la Russia e l'Ucraina hanno compiuto progressi nei negoziati.

Dalll'inizio della guerra, lo scorso 24 febbraio, sono almeno 902 i civili uccisi e 1459 i feriti in Ucraina, per lo più vittime dei bombardamenti e degli attacchi missilistici. A riferirlo, come riporta l'Ansa, è l'Ohchr, Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani citato dal Guardian.

21 MARZO - Un eventuale accordo con la Russia dovrà essere sottoposto a un referendum. A dirlo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista concessa a emittenti ucraine, britanniche e ceche secondo quanto riferisce Ukrinform citata da AdnKronos. In particolare alcuni temi come le garanzie di sicurezza, lo status delle repubbliche separatiste di Luhansk e Donetsk e della Crimea non potranno, secondo Zelensky, sottrarsi a un giudizio popolare. Il presidente ucraino precisa che, secondo quanto riporta l'Ansa, se la Nato non vuole concedere l'adesione all'Ucraina, allora i singoli Paesi che fanno parte dell'Alleanza devono garantire la sua sicurezza. "La Nato non concede l'adesione all'Ucraina poiché i membri dell'Alleanza hanno paura della Russia - ha osservato -. Va bene, allora dateci altre garanzie di sicurezza. Ci sono membri della Nato che vogliono essere garanti della nostra sicurezza, che, purtroppo, non possono darci l'adesione alla Nato al 100%, ma sono pronti a fare le cose che l'Alleanza dovrebbe fare se fossimo membri dell'Alleanza. E penso che sia un normale compromesso", ha detto Zelensky, come riporta sempre l'Ansa.

Sempre il presidente ucraino ha affermato che "l'Ucraina non può accettare gli ultimatum russi. Dovremmo prima essere distrutti per soddisfare i loro ultimatum" ha detto Zelensky al sito ucraino Susilne. "Mosca - ha aggiunto ancora Zelensky - voleva che l'Ucraina consegnasse Kharkiv, Mariupol e Kiev, ma né la popolazione di quelle città e né io come presidente possiamo farlo", riporta l'Ansa.

Rimanendo nel solco dele azioni diplomatiche, è di oggi la telefonata del presidente americano Biden con i leader europei, tra i quali c'era anche Mario Draghi oltre al presidente francese, Emmanuel Macron, al cancelliere tedesco Olaf Scholz e al primo ministro ritannico, Boris Johnson. Secondo quanto riporta AdnKronos, citando una nota diffusa da Palazzo Chigi, i leader hanno "riaffermato l'importanza della unità di intenti e di azione dimostrata di fronte alla guerra in Ucraina e alle sue ripercussioni. Di fronte alla grave emergenza umanitaria i leader si sono impegnati a coordinare gli sforzi per aiutare la popolazione ucraina in fuga dal conflitto o bloccata in patria". La Casa Bianca ha fatto circolare una nota in merito nella quale si legge che nel colloquio telefonico tra leader si è "discusso delle loro gravi preoccupazioni riguardo alle tattiche brutali della Russia in Ucraina, compresi gli attacchi ai civili". Durante il colloquio "è stato ribadito il continuo sostegno all'Ucraina, che comprende l'assistenza militare ai coraggiosi ucraini che stanno difendendo il loro Paese dall'aggressione russa, l'assistenza umanitaria per i milioni di ucraini che stanno fuggendo dalle violenze".

Preoccupa un altro fronte diplomatico, quello fra Usa e Russia giunto, sempre per la guerra in Ucraina, vicino a un punto di rottura. Ad affermarlo, secondo quanto riporta l'agenzia Ria Novosti citata da AdnKrnos, il ministero degli esteri russo secondo il quale sarebbero stati i commenti "offensivi" del presidente Biden su Vladimir Putin, definito un criminale di guerra, a portare verso questa rottura. "Tali dichiarazioni del presidente americano, indegne di uno statista di così alto rango, hanno messo le relazioni russo-americane sull'orlo della rottura", ha sottolineato il ministero.

Tornando sul terreno della guerra combattuta, Mosca, secondo quanto riporta l'agenzia Tass citata dall'Ansa, si difende dopo il clamore suscitato dal bombardamento del centro commerciale a Kiev del quale abbiamo parlato sopra. Secondo il portavoce del ministero della difesa russo nell'edificio sarebbero stati nascosti sistemi lanciamissili e munizioni. "Nascondendosi dietro i quartieri di abitazione nel sobborgo di Kiev di Vinogradar, le unità nazionaliste ucraine hanno condotto per diversi giorni il fuoco di missili lanciatori multipli contro i militari russi", ha detto. Secondo Konashenkov, il centro commerciale è stato usato come deposito di munizioni e missili.

Intanto la situazione nelle principali città ucraine si fa sempre più drammatica. Secondo il comandante del distaccamento di Azov, il maggiore Denys Prokopenko, il bilancio delle vittime a Mariupol - ha riferito alla Cnn - tra i civili cresce ogni giorno e ora supera le 3000 persone. Ma nessuno può dire il numero esatto dei morti, poiché le persone vengono sepolte in fosse comuni, senza nome. Molti cadaveri restano insepolti per le strade. Alcune persone rimangono intrappolate sotto le macerie, sepolte vive".

Sempre più difficile la situazione anche a Kiev, che resiste. Il sindaco Klitschko ha annunciato, riporta l'Ansa, un nuovo coprifuoco di 35 ore nella capitale e in tutta la regione, sino a mercoledì mattina.

Anche a Odessa, sul mar Nero, la situazione inizia a farsi preoccupante. Due navi russe, ha riferito su Telegram il portavoce del quartier generale operativo dell'amministrazione militare regionale di Odessa secondo Ukrinform, sono apparse in un'incursione a distanza nel porto di Odessa e hanno aperto il fuoco "in modo indiscriminato". L'artiglieria ucraina avrebbe risposto al fuoco costringendo le navi ad allontanarsi dalla riva.

Ucraina CrisiRussia ZelenskyVolodymyr422 MARZO - "Immaginate Genova come Mariupol". Forse è stato questo uno dei passagi più d'impatto emotivo per il Parlamento Italiano che oggi ha ospitato, ovviamente in videoconferenza, il presidente ucraino Volodomyr Zelensky. Il presidente ucraino è stato accolto da un lungo applauso e introdotto dalle parole dei presidenti di Camera, Roberto Fico, e Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati.

"Alcune città ucraine - ha detto Zelensky, come riporta AdnKronos - sono distrutte, come Mariupol sul Mar d'Azov: c'era mezzo milione di persone, come a Genova, dove sono stato. A Mariupol non c'è più niente, immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, con tutte le persone che scappano". Il presidente ucraino ha anche aggiunto: "Kiev è importante come lo è Roma per tutto il mondo, noi siamo al limite della sopravivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci nella sua storia, ha bisogno di vivere nella pace stabile come ha bisogno Roma e ogni altra città. Qui ogni giorno cadono bombe e missili, qui intorno ci sono soldati russi che uccidono, distruggono, torturano e portano via i nostri beni. Lo avevano fatto i nazisti l'ultima volta in Europa. Popolo italiano, bisogna fare il possibile per garantire la pace" e porre fine alla "guerra voluta da una sola persona. Il loro obiettivo è l'Europa, influenzare le vostre vite, controllare la vostra politica, distruggere i vostri valori. L'Ucraina è il cancello per l'esercito russo, che vuole entrare in Europa: la barbarie non deve passare", ha proseguito Zelensky che ha anche aggiunto come siano necessarie "altre sanzioni - riporta sempre AdnKronos - affinché la Russia non trovi rifornimenti militari o soldati in Libia o in Siria". Zelensky ha anche riconosciuto all'Italia il valore della grande ospitalità riservata agli ucraini in fuga dalla guerra: "Oggi in Italia - ha detto - ci sono più di 70mila ucraini costretti a fuggire dalla guerra, molti di loro sono bambini e sono stati accolti direttamente nelle famiglie. Vi siamo molto grati, aspettiamo che possano tornare a casa in Ucraina, con la pace. Dal primo giorno avete condiviso il nostro dolore, gli ucraini ricorderanno il vostro calore. La vostra forza deve fermare una sola persona affinché sopravvivano in milioni".

Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, si è rivolto direttamente a Zelensky dicendo che "oggi l'Ucraina non difende soltanto se stessa, difende la nostra pace, libertà e sicurezza, difende quell'ordine multilaterale basato sulle regole e diritti che abbiamo con tanta fatica costruito dal dopoguerra in poi. L'Italia vi è profondamente grata" e ha anche aggiunto che l'Italia "vuole l'Ucraina nell'Unione Europea".

Intanto sul campo di battaglia secondo il Pentagono i russi sarebbero in difficoltà. In particolare avrebbero problemi  logistici e stanno finendo anche le scorte di cibo, come ha sostenuto il portavoce del Pentagono John Kirby in un incontro con la stampa. La Russia, secondo Kirby, "non ha raggiunto - scrive il fattoquotidiano.it - nessuno degli obiettivi strategici che si era prefissata". Ma, di contro, il Cremlino, come riporta l'Ansa, fa sapere che l'operazione militare in Ucraina "procede come previsto". In un'intervista alla Cnn, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che "la Russia - riporta AdnKronos - ha un concetto molto chiaro sull'uso dell'arma nucleare: solo in caso di minaccia all'esistenza stessa del Paese". Peskov ha aggiunto che "non ci sono altre ragioni" per cui l'arma potrebbe essere usata.

Sul fronte militare è notizia di oggi che a Mariupol, città sul mare d'Azov assediata da giorni dai russi, come riporta l'Ansa, sono stati evacuati 1200 residenti. L'Ansa cita il Kyiv Independent che, a sua volta, riporta le parole della vicepremier Iryna Vereschuk secondo la quale le persone sono state portate via a bordo di 15 autobus a Zaporizhzhia. Secondo il ministro della salute ucraino, Viktor Lyashko, citato dal Guardian come riporta Ansa, sono stati completamente distrutti alemno dieci ospedali ucraini.

A Kiev secondo l'Ansa l'attacco di un drone russo contro un istituto scientifico ha causato la morte di una persona. A Odessa, sul Mar Nero, sono stati sentiti i colpi della contraerea ucraina. Nella città è ora in atto il coprifuoco dalle ore 20.
Makariv, cittadina a 60 chilometri da Kiev caduta in mani russe, secondo lo Stato Maggiore ucraino è stata riconquistata dalle forze armate ucraine.
 

23 MARZO - Ormai a un mese dall'inizio della guerra causata dall'operazione russa dell'Ucraina si continua a combattere su tutti i principali fronti aperti. Kiev rimane un fronte molto caldo e oggi il sindaco della capitale ucraina, Vitalij Klitshcko, ha fatto sapere, come riporta l'Ansa citando la Bbc, che tutta la città di Irpin alla periferia nordoccidentale di Kiev, caduta in mani russe, è stata riconquistata dalle forze armate ucraine. Sempre le stesse fonti riportate dall'Ansa informano che l'esercito ucraino ha respinto l'attacco russo a Makariv, una città a circa settanta chilometri a ovest della capitale.

Insomma, anche se i russi negano difficoltà, sembra chiaro che stiano faticando molto a raggiungere i loro oiettivi e le perdite si stanno facendo sentire. Secondo il Wall Street Journal, infatti, che cita una alto dirigente Nato, il numero di soldati russi morti, feriti, presi prigionieri o dispersi sarebbe vicino ai 40mila. "Gli analisti dell'Alleanza - scrive l'Ansa - sono arrivati a questa cifra usando le medie statistiche degli ultimi conflitti, secondo cui per ogni morto ci sono circa tre feriti. La Nato stima che siano morti finora tra i 7.000 e i 15.000 militari russi".

A dimostrazione che la guerra si sta combattendo anche sul piano economico, oltre che su quello classico dei campi di battaglia, arriva la notiia riportata da AdnKronos, che cita il sito Kommersant, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin avrebbe deciso che i paesi che acquistano gas dalla Russia dovranno pagare in rubli. Putin avrebbe ordinato al governo di emanare una direttiva in grado di obbligare Gazprom a converture in rubli i contratti di fornitura di gas con i paesi definiti "ostili", ossia quell che hanno predisposto sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina.

Secondo quanto riportato dal fattoquotidiano.it, che cita un'agenzia Tass, oggi il ministero degli Esteri russo ha consegnato all'ambasciata degli Usa a Mosca un elenco di nomi di diplomatici americani dichiarati "persone non gradite" e saranno espulsi. Lo stesso ministero, riporta sempre la Tass, ha dichiarato che "qualsiasi azione ostile degli Stati Uniti contro la Russia avrà una risoluta e appropriata risposta".

24 MARZO - Guerra Ucraina-Russia, quella di oggi è stata una giornata molto importante dal punto di vista diplomatico. E a confermarlo è la presenza al Parlamento Europeo di Bruxelles del presidente americano Joe Biden. In una nota diffusa al termine della riunione del G7, si legge che quest'ultimo è pronto, come riporta l'Ansa, ad adottare nuove sanzioni contro la Russia e, inoltre, proseguirà nel fare in modo che le sanzioni già adottate nei confronti di Mosca non vengano aggirate.

Biden e gli alleati europei hanno anche trovato convergenza sul fatto che è necessario rafforzare la sicurezza e la difesa transatlantiche, anche attraverso "una robusta - si legge su AdnKronos - cooperazione Ue-Nato". Altro tema caldo la necessità ribadita, di ridurre la dipendenza energetica dai combustibili fossili della Russia, accelerando il passaggio all'energia pulita. Sul tema più strettamente bellico, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, al termine del summit straordinario dell'alleanza altlantica, ha evidenziato come gli Alleati abbiano deciso di fornire più assistenza all'Ucraina anche dal punto di vista militare. Tra questi aiuti compaiono armi anti carro, difese anti missili e droni.

Il presidente Biden, da parte sua, sempre da Bruxelles è stato molto chiaro sul punto che - come riporta l'Ansa - "risponderemo all'uso di armi chimiche da parte di Mosca, la Nato risponderà".

A un mese dall'inizio di quella che ha tutta l'aria di essere una guerra tutt'altro che lampo, l'offensiva russa, anche oggi, prosegue, anche se Mosca fatica a ottenere i risultati che aveva sperato. Forse il Cremlino aveva un po' sottovalutato la capacità di resistenza degli ucraini, che resistono su tutti i fornti aperti- La Resistenza ucraina nella noote ha messo a segno un colpo importante distruggendo, con un raid missilistico, una delle più grandi navi d'assalto anfibie della flotta russa, la Orsk, attraccata sul mar d'Azov nel porto di Berdyansk.

Il bombardamento, secondo quanto scrive l'Ansa, ha portato qualche beneficio alla martoriata città di Mariupol, poiché ha frenato ingenti rifornimenti militari per proseguire l'assedio alla città.

Le forze armate ucraine denunciano, secondo l'Ansa, l'uso da parte dei russi di armi al fosforo nella regione di Lugansk.

25 MARZO - Obiettivo minimo dell'offensiva militare scatenata in Ucraina per la Russia è il controllo dell'intera regione del Donbass, al confine orientale con lo stato di Kiev. A dirlo è, come riporta l'Ansa, il ministero della Difesa russo. Secondo il generale russo Sergei Rudskov, citato dall'agenzia di stampa Interfax e riportato da Adn Kronos, "Gli obiettivi principali della prima fase dell'operazione sono, in generale, stati raggiunti. Dopo un mese di combattimenti sul territorio ucraino, secondo il generale "il potenzile di combattimento delle forze armate ucraine è stato considerevolmente ridotto. Questo rende possibile concentrarsi sugli sforzi cruciali per raggiungere l'obiettivo principale, vale a dire la liberazione del Donbass".

Da parte Ucraina è arrivata oggi una dichiarazione via video Telegram del presidente Zelensky, il quale ha detto che "la sovranità ucraina dev'essere garantita e l'integrità territoriale assicurata". Zelensky ha anche aggiunto che le condizioni "devono essere giuste, alrimenti il popolo ucraino non le accetterà".

Il presidente del consiglio italiano, Mario Draghi, nella conferenza stampa di chiusura della due giorni di Bruxelles con gli alleati, ha detto di stare lavorando per la pace: "La pace la stiamo cercando - ha detto Draghi - io la sto cercando vermente. Gli altri leader europei, come francesi e tedeschi, hanno avuto colloqui con Putin e li avrò anch'io'. Insomma la via diplomatica, seppur tortuosa, non viene abbandonata.

Ma la guerra va avanti e sul campo la situazione è davvero drammatica. Oggi secondo l'Ansa le forze russe hanno sferrato un raid missilistico contro il centro di comando dell'aeronautica militare di Kiev a Vinnytsia, nell'Ucraina centro-occidentale. Secondo le forze armate ucraine i russi hanno lanciato missili da crociera, alcuni abbattuti dalla contraerea, mentre altri hanno colpito diversi edifici.

Sempre da fonti vicine a Kiev arriva la notizia che la contraerea ucraina ha fatto cadere tre missili cruise lanciati dalle navi russe di stanza sukl mar Nero. I missili erano diretti all'aerea di Odessa. A farlo sapere il Comando Operativo dell'esercito ucraino a Odessa, che ha anche precisato che la situazone nella città è sotto controllo. Cresce il timore, invece, a Mariupol per la possibilità che siano circa 300 i morti nell'attacco scgliato dai russi al teatro lo scorso 16 marzo. A dirlo il sindaco di Mariupol. A Kharkiv secondo Ukrinform oggi sarebbe stato colpito un policlinico e sarebbero morte 4 persone.

26 MARZO - Dopo oltre un mese dall'inizio della guerra in Ucraina sono le dichiarazioni del presidente americano Joe Biden a tenere banco nella giornata odierna, fermo restando che nelle principali città ucraine si continua a combattere.

Il presidente statunitense, nel corso di un discorso tenuto a Varsavia dove è in visita da qualche giorno, ha detto che - come riporta AdnKronos - "Putin è un tiranno che non può rimanere al potere". Biden ha anche aggiunto che "questa non è una battaglia che si vincerà nel giro d pochi giorni o mesi, dobbiamo prepararci al fatto che durerà a lungo". 

Non si è fatta attendere la risposta di Mosca che, attraverso le parole del portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, ha dichiarato che non può "essere deciso dal signor Biden" e ha aggiunto che "è solo una scelta del popolo della Federazione Russia".

Anche la Casa Bianca, poco dopo le dichiarazioni di Biden, ha fatto circolare una nota di precisazione: "Biden – dice un funzionario del suo staff – non stava parlando di un cambio di regime in Russia. Il punto del presidente era che a Putin non può essere concesso di esercitare potere sui vicini e sulla regione. Non stava parlando di Putin al potere in Russia, o di un cambio di regime". 

A proposito del popolo russo, Biden ha specificato che "Non è nostro nemico, rifiuto di credere che accettiate l'uccisione di bambini innocenti e nonni o che accettiate i bombardamenti su ospedali, scuole, reparti, asili", riporta sempre AdnKronos. E sempre a proposito di Putin, poco prima delle dichiarazioni sopra riportate, Biden lo aveva definito "un macellaio", come scrive ancora l'agenzia. Scatenando la replica di Mosca che ha precisato come le parole di Biden restringano le possibilità di un miglioramento dei rapporti tra Washington e Mosca, riporta la Tass. 

Dal punto di vista strettamente bellico, la giornata di oggi è stata caratterizzata dalla notizia dell'attacco da parte russa del centro per la ricerca nucleare di Kharkiv. A riferirlo, come scrive AdnKronos, il Parlamento di Kiev su Twitter a conferma delle notizie diffuse poco prima dal quotidiano Kyiv Independent. Ancora non chiara l'entità dei danni provocati dall'attacco. 

Sempre di oggi la notizia del lancio di missili sulla città di Leopoli, vicina al confine polacco. Nel pomeriggio, ha riferito il governatore della regione secondo quanto scrive AdnKronos, è stata avvertita una serie di esplosioni e ci sarebbero feriti, almeno 5. 

A Mariupol ormai città martire del conflitto in corso, rimane l'assedio e continuano gli scontri. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, le forze russe starebbero cercando di avanzare nel centro della città e per le strade si continua a combattere. 

Interessante il resoconto che fa della guerra, al punto attuale, il ministero della difesa inglese. "La Russia - scrive AdnKronos citando il rapporto - continua ad assediare un certo numero di grandi città ucraine tra cui Kharkiv, Chernihiv e Mariupol". Sempre secondo il ministero inglese le forze russe si starebbero puntando su attacchi aerei e di artiglieria per cercare di colpire le forze ucraine.

27 MARZO - "L'Occidente manca di coraggio". A dirlo, in un video diffuso sui canali social, il presidente ucraino Volodomyr Zelensky che a 31 giorni dall'inizio della guerra seguita all'operazione Russia ha ripetuto all'Europa la propria richiesta di avere più aerei e più carri armati. "L'Occidente - ha proseguito Zelensky - gioca a ping-pong nel decidere chi dovrebbe mandare i jet" Il presidente ucraino ha poi detto di aver parlato con i difensori di Mariupol: "Sono in costante contatto con loro - ha detto - La loro determinazione, il loro eroismo e la loro fermezza sono straordinari. Se solo coloro che da 31 giorni stanno pensando come mandarci aerei e tank avessero l'1% del loro coraggio". Quello che sta succedendo a Mariupol è stata definita dal presidente ucraino "una catastrofe umanitaria".

Intanto arriva la notizia, come riporta AdnKronos, che da domani a mercoledì a Istanbul, in Turchia riprenderanno i negoziati fra le delegazioni russa e ucraina, dopo tre settimane di stop. A tal proposito il presidente ucraino ha detto che "l'Ucraina - riporta AdnKronos citando un'intervista rilasciata da Zelensky ad alcuni media russi - è pronta a discutere l'adozione dello status neutrale come parte di un accordo di pace con la Russia, ma dovrà essere garantito da una terza parte e sottoposto a referendum". E, a proposito di referendum, l'autoproclamata Repubblica Popolare di Lugansk, nel cosiddetto Donbass, ha detto di voler tenere - riporta l'Ansa. un referendum per unirsi alla Russia. Ad annunciarlo il leader separatista Leonid Pasechnik. Ma Kiev ha già opposto un netto rifiuto a qualsiasi referendum di questo tipo.

Le notizie dai vari fronti aperti sul territorio oggi parlano di un utilizzo di cluster bomb (bombe a grappolo) dei russi in una zona residenziale di Donetsk. A riferirlo sono le autorità ucraine, come riporta l'Ansa che ricorda anche come in 24 ore sono stati registrati oltre 30 bombardamenti nella regione di Kiev.

Il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko ha dichiarato, secondo quanto riporta AdnKronos citando un'agenzia Unian, che la Russia sta cercando di "cancellare questa città dalla faccia della terra". Il sindaco ha detto che a Mariupol si continua a combattere, anche se i soldati russi controllerebbero già alcune zone di periferia. E il controllo di Mariupol, per i russi, si sa, è prioritario per dare continuità fra Russia e Crimea, quest'ultima annessa alla Federazione nel 2014.

Le forze ucraine, però, starebbero recuperando territori e secondo quanto scrive il Kyiv Independent, citato da AdnKronos, sono state liberate le località di Poltavka e Malynivka nella regione di Zaporizhzhia, nell'Ucraina sud orientale. Anche a Kharkiv, le forze ucraine avrebbero recuperato diverse località, come riporta la Cnn.

"Ammonta a 16.600 uomini - scrive AdnKronos - la stima di Kiev dei soldati russi morti dall'inizio del conflitto in Ucraina, in aumento di 200 rispetto a ieri". Il bilancio delle perdite russe, aggiornato a oggi e diffuso sul canale Telegram Ukraine Now, è di 582 carri armati, 1.664 veicoli corazzati, 121 aerei, 127 elicotteri e 1.144 auto e 7 navi distrutte. Secondo gli ucraini, Mosca avrebbe perso anche 294 sistemi di artiglieria, 93 lanciarazzi, 52 mezzi di difesa aerea, 4 lanciatori Otrk e 56 Uav. 

28 MARZO - Sono i negoziati fra le delegazioni ucraina e russa a catturare l'attenzione mediatica in questi gioni. A Istanbul è in programma un incontro molto atteso, in tal senso. Il Financial Times, come riporta AdnKronos, cita una bozza di accordo nella quale la Russia potebbe non chiedere più la denazificazione dell'Ucraina e neppure la sua demilitarizzazione e sarebbe disposta anche a permettere a Kiev di aderire alla Ue, ma in cambio chiederebbe garanzie sulla rinuncia da parte dell'Ucraina di entrare nella Nato.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba spiega come il raggiungimento di un cessate il fuoco tra Russia e Ucrana rappresenti l'obiettivo massimo de negoziati, mentre quello minimo riguarda la risposta alle esigenze umanitarie, dice lo stesso ministro citato da AdnKronos.Dallo schema di accordo ipotizzato dal Financial Times al momeno rimarrebbe fuori uno dei punti cruciali, quello della rivendicazione icraina delle regioni separatiste del Donbass. Un tema che, sempre secondo le fonti in possesso del Financal Times, il tema potrebbe essere discusso in un faccia a facia fra Putin e Zelensky.

In attesa di vedere cosaà succederà sul terreno diplomatico, in Ucraina si continua a combattere e gli Ucraini continuano a resistere. Ma non solo perché oggi le forze armate di Kiev sarebbero passate al contrattacco riconquistando Irpin, nella regione della capitale. Secondo quanto dichiarato dal sindaco della città di Irpin Oleksandr Markushn "Irpin è libera dagli invasori di Mosca". sempre secondo fonti ucraine, citate da AdnKronos, la Russia avrebbe anche ritirato parte delle sue forze dalla Regione di kiev a causa delle significative perdite subite. E sempre le forze ucraine avrebbero notato un evidente calo dell'intensità con cui le truppe russe si spostano.

A Mariupol invece, nel sud del Paese sul Mar Nero, la situazione è vicina lla catastrofe unanitaria. Secondo qanto riporta AdnKronos, il sindaco Boichenko ha precisato che circa 160mila persone intrappolate senza enegia elettrica con oltre l'80% degli edifici distrutto. Anche a Kharkiv sono stati distrutti 1100 edifici e anche Chernihiv è stata duramente colpita.

29 MARZO - Uno spiraglio di speranza arriva in chiusura della prima giornata dei negoziati in corso a Istanbul fra le delegazioni russa e ucraina. Forse è presto per parlare di trattato di pace, ma qualcosa si muove in tal senso. Come riporta l'Ansa, la Russia dice di aver ricevuto proposte scritte da Kiev su temi preminenti come la neutralità dell'Ucraina, quindi il non ingresso nella Nato, e la denuclearizzazione. Kiev avrebbe garantito questi due punti e Mosca lo ritiene un passo avanti concreto. Nato no, ma Europa sì. Secondo gli ucraini, infatti, l'ingresso nella UE è una delle condizioni per arrivare a un accordo.

Kiev avrebbe proposto anche un sistema di garanzie nuovo, come riporta AdnKronos, per garantire la sua sicurezza. Il capo della delegazione ucraina, David Arakhmia, sostiene che se questo sistema di garanzie dovesse funzionare allora Kiev accetterebbe lo status di neutralità. E quest'ultima vorrebbe dire nessuna base straniera in territorio ucraino. Per quanto riguarda Crimea e Donbass, invece, la delegazione ucraina ha proposto trattative separate "che dovranno concludersi entro 15 anni" riporta l'Ansa citando le parole del capo negoziatore ucraino Podolyak.

Il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky, ha parlato di "negoziati costruttivi", mentre il viceministro della difesa russo, Alexander Fomin, al termine dei colloqui ha detto che la Russia "ridurrà radicalmente" le attività mlitari fuori Kiev e Cernihiv. Fomin ha anche aggiunto che la decisione è stata presa, riporta AdnKronos, "per aumentare la fiducia reciproca, affinché nei prossimi round di negoziati si arrivi a concordare e firmare un accordo di pace con l'Ucraina".

Le notizie dal fronte confermerebbero, come riporta la Cnn citata dall'Ansa, che la Russia sta iniziando a ritirare le sue forze dalle vicinanze di Kiev, ma è presto per tirare un sospiro di sollievo perché il portavoce del Pentagono John Kirby afferma che "minaccia a Kiev non è finita, nessuno dovrebbe illudersi".

Il presidente Zelensky su Telegram parla di "segnali positivi" che arrivano dalla piattaforma negoziale. "Naturalmente - prosegue Zelensky sul social - vediamo tutti i rischi e non vediamo alcun motivo per fidarci delle parole di alcuni rappresentanti di uno Stato che continua a combattere per la nostra distruzione. Gli ucraini non sono persone ingenue. Gli ucraini hanno già capito, durante questi 34 giorni di operazione e negli ultimi otto anni di guerra nel Donbass, che ci si può fidare solo di un risultato concreto". Il presidente ucraino ha anche aggiunto che ora "le sanzioni non si devono fermare, ma si devono rafforzare, affinché ci sia la pace vera".

30 MARZO - E' durato circa un'ora il colloquio telefonico odierno fra il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, e il leader russo Vladimir Putin. Come riporta AdnKronos al centro della telefonata voluta dal pemier italiano, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che avrebbe effettuato questa mossa, la volontà di parlare di pace. E per arrivare a questo status, sperato un po' da tutto il mondo, bisogna passare dai negoziati in corso a Istanul, sul cui andamento Draghi e Putin hanno discusso. Secondo fonti di Palazzo Chigi citate da AdnKronos Putin avrebbe mostrato una certa soddisfazione su come stanno procedendo, anche se le notizie di oggi in merito, dopo gli spiragli di eri, sembrano consigliare prudenza. Il Cremlino, infatti, oggi ha bollato il confronto come "niente di promettente", mentre l'Ucraina afferma che il ritiro dei russi da Kiev e Chernihiv, annunciato dalla delegazione russa ai colloqui di martedì 29 marzo, procede molto a rilento. E, a tal proposito, sembra che Draghi, come riporta sempre AdnKronos, abbia detto a Putin che l'Italia è pronta a contribuire a un processo di pace, sempre che inizi un progressivo allentamento degli assedi da parte di Mosca sulle principali città ucraine prese di mira dagli attacchi militari. Al momento, infatti, i combattimenti continuano e Draghi avrebbe ribadito a Putin l'importanza di un cessate il fuoco per permettere i soccorsi alla popolazione civile. Si è parlato anche di energia.

Insomma rispetto al velato ottimismo emerso ieri al termine dei colloqui i Istanbul fra le delegazioni russe e ucraine, oggi emerge un po' più di realismo che non evidenzia quella riduzione radicale dell'attività militare su Kiev e Chernihiv promessa da Mosca. Secondo quanto riporta l'Ansa non pare evidente un ritiro si vasta scala dei russi da Kiev, ma sono stati registrati solo alcuni piccoli movimenti.

In serata, però, Mosca si è resa dponibile a dichiarare un cessate il fuoco temporaneo a Mariupol per aprire un corridoio umanitario verso Zaporizhzhya. Sempre che Kiev rispetti determiate condizioni. Mikhail Mizintsev, capo del Centro di controllo della difesa nazionale, citato da Interfax, come riporta l'Ansa, ha affermato che le autorità russe sono pronte a dichiarare un cessate il fuoco alle 10 del 31 marzo per scopi umanitari. Intanto, però, sempre a Mariupol bombardamenti russi, secondo quanto riporta l'Ansa, hanno colpito un edificio della Croce Rossa. A denunciarlo per prima, secondo Euronews, la difensore civica dell'Ucraina Lyudmila Denisova. Bombe sono cadute oggi anche su Kiev e Chernihiv. Secondo Euronews, che cita il governatore regionale, quest'ultima città è stata bombardata per tutta la notte tra martedì e mercoledì con alcune infrastrutture civili prese di mira.

31 MARZO - Mente continuano le schermaglie militari nelle principali città ucraine, l'attenzione mediatica si sposta sulla questione del gas. Il Presidente Putin, infatti, come riportano tutte le principali agenzie di stampa, oggi ha firmato un decreto in base al quale i Paesi definiti ostili, ossia quelli che stanno applicando le sanzioni economiche contro la Russia per l'operazione in Ucraina. "Offriamo - ha detto lo stesso Putin, come riporta AdnKronos - alle controparti di tali Paesi uno schema chiaro e trasparente: per acquistare gas naturale russo devono aprire conti in rubli nelle banche russe".

E questo, sempre secondo quanto dichiarato dal presidente russo, a partire da domani. Putin ha anche precisato che i contratti esistenti per la fornitura di gas "saranno interrotti - riporta sempre AdnKronos citando le parole del presidente - se gli acquirenti provenienti da Paesi ostili non adempiranno ai nuovi termini di pagamento". Insomma, parole piuttosto chiare che mettono l'occidente dipendente dal gas russo di fronte a una scelta. "Se questi pagamenti non avverranno - prosegue Putin - lo considereremo un default da parte dei compratori, con tutte le conseguenze del caso. Nessuno vende niente gratis e non faremo la carità, i contratti esistenti saranno bloccati".

Di "Guerra del Gas" lanciata dalla Russia ha parlato il capo dell'ufficio della presidenza ucraina, Andriy Yermak, il quale ha accusato Mosca di "violare - riporta AdnKronos citando le sue parole - tutte le condizioni e la logica di mercato con l'obiettivo di salvare la propria valuta".

Sempre in risposta alle sanzioni imposte dalla Ue, la Russia oggi ha stabilito di vietare l'ingresso nel Paese ai leadere dell'Unione Europea. Ad affermarlo è il ministero degli esteri russo. Sul sito del ministero si legge: "Le restrizioni riguardano la leadership dell'Unione Europea, inclusi i commissari e i capi delle strutture militari dell'Ue, nonché la maggioranza dei deputati del Parlamento europeo che appoggiano la politica antirussa. Nella lista nera in risposta alle sanzioni sono inclusi anche i funzionari, rappresentanti dei governi e dei parlamenti di alcuni Paesi membri dell'Ue, nonché personaggi pubblici e i rappresentanti dei media, responsabili personalmente della promozione delle sanzioni illegali antirusse, che incitano a sentimenti russofobici, violando i diritti e le libertà della popolazione di lingua russa". 

01 APRILE - Proseguono i colloqui fra le delegazioni russe e ucraine in Turchia, ma proseguono anche i combattimenti sui vari fronti aperti nelle principali città ucraine. Oggi tre missili Isklander hanno colpito una località vicino Odessa, sul Mar Nero, come riferisce AdnKronos riportando le parole del capo dell'amministrazione militare della regione, Maksym Marchenko. Ci sarebbero state vittime.

Nel frattempo, sempre oggi, le forze armate di Kiev avrebbero piazzato una controffensiva nella città di Bucha, vicino a Kiev, andandosi a riprendere la città caduta in mani russe. E' stato lo stesso sinaco della città ucraina ad annunciarlo in un video divulgato sempre oggi. "Il 31 marzo - ha detto il sindaco Anatolii Fedoruk, come riporta AdnKronos - passerà alla storia della nostra città come il giorno della liberazione dalle forze russe".

Sempre di oggi la notizia riportata da numerosi media e dalle agenzie di stampa, secondo la quale il governatore russo di Belgorod, città russa vicinissima al confine ucraino, ha accusato le forze militari di Kiev di aver attaccato un deposito di petrolio con due elicotteri. L'attacco ha provocato un incendio. Secondo quanto riferito da AdnKronos, che riporta un'agenzia Tass, sarebbero stati colpiti 8 serbatoi di petrolio e al lavoro per spegnere le fiamme ci sarebbero stati 170 uomini e 50 mezzi. La notizia però, come riporta il fattoquotidiano.it, è stata smentita dal ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba e da un funzionario dello stesso ministero.

Sul fronte umanitario della guerra arrivano ancora notizie preoccupanti dalla città di Mariupol, devastata dalla guerra. Secondo quanto riporta AdnKronos il Comitato Interazionale della Croce Rossa ha fatto sapere di aver posticipato il tentativo di evacuazione de civili dalla città ucraina assediata di Mariupol. Il Comitato ha scritto che "il team del Cicr che oggi si stava recando a Mariupol per facilitare il passaggio sicuro dei cvili è dovuta tornare a Zaporizhzhia dopo che accordi e condizioni hanno reso impossibile procedere". Il Comitato ha aggiunto anche che "affinché l'operazione abbia successo è fondamentale che le parti rispettino gli accordi e assicurino le condizioni e le garanzie di sicurezza necessarie".

02 E 03 APRILE - Una delle notizie principali di ieri, in merito a quello che sta succedendo in Ucraina dopo l'operazione russa iniziata ormai lo scorso 24 febbraio, è che le forze russe iniziano a ritirarsi dalla regione di Kiev. In particolare, come riportano le principali agenzie di stampa italiane, il ministero della Difesa ucraina ha informato di aver ripreso il controllo dell'intera regione intorno alla capitale. Probabile che questa dinamica coincida con l'intenzione di Mosca di concentrarsi ora sul Donbass, ritenuto da molti analisti l'obiettivo minimo dell'operazione militare speciale messa in atto dal governo russo. Questo apparente ritiro, però, sta lasciando dietro di sé strascichi a dir poco pesanti, come ha ichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il quale ha dichiarato che "i russi si sono lasciati alle spalle un totale disastro".

Sempre di ieri la notizia che Mosca avrebbe iniziato a spostare truppe in Transnistria, il territorio moldavo al confine con l'Ucraina che si trova in una condizione di indipendenza quasi autoproclamata e sotto la tutela russa. Questa notizia, però, sarebbe in attesa di conferme d parte delle autorità moldave.

Sul fronte umanitario ieri sono stati 765 i civili che sono riusciti a lasciare la città assediata di Mariupol a bordo di veicoli privati, mentre è sempre di ieri la notizia che gli Stati UNiti avrebbero iniziato un'azione per far arrivare carri armati alle truppe ucraine impegnate nei combattimenti nella regione del Donbass.

La giornata odierna, invece, secondo quanto riporta il fattoquotidiano.it, si è aperta con forti esplosioni intorno alla città di Odessa, sul Mar Nero. Le segnalazioni degli attacchi arrivano dagli stessi abitanti della città che stanno diffondendo la notizia sui social. A quanto sembra diverse colonne di fumo nero si sarebbero alzate in diversi punti della città. A tal proposito arriverebbero conferme sull'attacco da parte del consigliere del ministero degli Interni ucraino, Anton Herashchenko che su Telegram ha scritto "Odessa è stata attaccata dall'aria" e avrebbe aggiunto che si registrano incendi in alcune zone. Alcuni dei missili lanciati dai russi secondo Heashchenko sarebbero stati abbattuti dalle forze ucraine. Mosca conferma, come riporta l'agenzia Interfax citando le parole del portavoce del ministero della difesa russo Igor Konashenkov, che in mattinata "missili di precisione guidati dal mare e dall'aria hanno distrutto una raffineria di petrolio e tre impianti di stoccaggio di carburante nelle vicinanze della città di Odessa, che fornivano carburante al gruppo di forze ucrine vicino a Mykolaiv".

04 APRILE - La guerra è una continua produzione di orrori e a confermarlo arrivano le notizie e le immagini provenienti dalla città di Bucha, a nord ovest di Kiev, dove sono state trovate fosse comuni con cadaveri di civili. Kiev punta il dito contro i soldati russi e il presidente Zelensky, oggi in visita proprio a Bucha, ha accusato senza mezzi termini l'esercito di Mosca.

Il presidente del Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, dopo essersi recato alle fosse comuni con decine di cadaveri di abitanti della cittadina ha parlato, come riporta l'Ansa, di "Olocausto del nuovo millennio, una tragedia per l'Ucraina, ma anche per l'Europa e il mondo".

La condanna di quanto accaduto è trasversale e il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, chiede un processo per crimini di guerra contro Vladimir Putin, come riporta AdnKronos, proprio per quanto accaduto a Bucha. Più prudente, sempre secondo quanto riporta AdnKronos, la posizione del Pentagono che afferma di non poter "in modo indipendente confermare le denunce ucraina riguardo alle atrocità cmmesse dai russi a Bucha, ma non ha ragione di contestarne la veridicità".

Dagli Usa arriva anche la richiesta di sospendere la Russia dal Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Dal canto sua Mosca respinge le accuse su Bucha e contrattacca affermando che se gli americani volgiono investigare i crimini di guerra "che comincino con i bombardamenti sulla Jugoslavia e l'occupazione dell'Iraq" ha sostenuto la protavoce del ministero degli esteri russo, Maria Zakharova, come riporta l'Ansa. Il ministro degli esteri Lavrov aggiunge che la Russia presenterà materiale su quanto successo a Bucha. L'ambasciatore di Mosca all'Onu, Vassily Nebezia, ha affermato he "le accuse di atrocità contro i civili da parte delle truppe russe sono solo una provocazione, una messa in scena, i nostri militari non hanno fatto nulla di quello di cui sono stati accusati. Non è quello che è successo e abbiamo prove che proporremo domani al Consiglio di Sicurezza".

Le notizie dal fronte, dopo 40 giorni di guerra, riportano ancora bombardamenti e combattimenti. L'offensiva russa si sta sviluppando nel sud dell'Ucraina dove è stata presa di mira la città di Mykolaiv. A Mariupol, secondo le forze armate ucraine i combattimenti in strada non si fermano e la situazione umanitaria rimane drammatica.

Secondo il portavoce del ministero della difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk citato da Unian, i russi starebbero anche concentrando le forze per conquistare la città di Kharkiv. 

05 e 06 APRILE - Dopo oltre 40 giorni di guerra in Ucraina e dopo le immagini delle fosse comuni di Bucha, a nord di Kiev, che hanno sconvolto l'opinione pubblica, oggi il presidente russo Vladimir Putin, a colloquio con il neoeletto premier ungherese Viktor Orban, proprio a proposito di Bucha ha parlato di una "provocazione rude e cinica" delle autorità ucraine. A diffondere queste parole il Cremlino in una nota, come riporta anche AdnKronos fra le altre agenzie. Orrori simili a quelli ritrovati a Bucha sarebbero emersi anche nelle località di Irpin e Borodyanka.

Proprio Orban, secondo quanto diffuso dallo stesso primo ministro ungherese in una conferenza stampa, ha chiesto a Putin il cessate al fuoco immediato in Ucraina. Sempre Orban ha dichiarato di aver sollecitato Putin a proseguire i colloqui di pace con l'Ucraina in Ungheria con la partecipazione, anche, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Olaf Scholz. La risposta di Putin, in tal senso, sarebbe stata positiva, sempre secondo quanto riferito da Orban in conferenza stampa.

Sul fonte bellico oggi i governatori delle regioni di Kharkiv, Luhansk e Donetsk, hanno chiesto - riferisce AdnKronos -alla popolazione di lasciare subito le regioni per l'aggravarsi della situazione. Il timore è di ulteriori bombardamenti da parte dei russi che potrebbero tagliare i corridoi di evacuazione, come ha detto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

Intanto oggi, prima della ministeriale Esteri in programma a Bruxelles, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha affermato che la guerra potrebbe durare mesi e anche anni. "Non abbiamo visto alcuna indicazione - ha aggiunto Stoltenberg, secondo quanto riportato da AdnKronos - che Vladimir Putin abbia cambiato l'ambizione di controllare tutta l'Ucraina e di riscrivere l'ordine internazionale: dobbiamo essere preparati per il lungo termine. Può durare a lungo e dobbiamo prepararci".

07 APRILE - Le autorità ucraine nella giornata di giovedì 7 aprile hanno affermato di aver trovato 26 cadaveri in due edifici distrutti a Borodianka, nella regione di Kiev. Lo riporta AdnKronos che cita le parole del procuratore generale ucraino Iryna Venediktova pronunciate in tv puntando il dito contro la Russia accusata di aver condotto blitz aerei su edifici residenziali. Sul ritrovamento è intervenuto anche il presidente ucraino Zelensky, il quale ha affermato, riporta AdnKronos, che a Borodianka "la situazione è decisamente più orribile di quella di Bucha".

Sempre a proposito di vittime di guerra, Konstantin Ivashchenko il nuovo sindaco filo russo di Mariupol, una delle città più martoriate dalla guerra, ha denunciato che sono cinquemila i civili uccisi a Mariupol a causa di combattimenti e bombardamenti, come riporta Tass citata da AdnKronos. E prosegue anche la fuga dei civili dala città sul mar d'Azov: sempre secondo il neo sindaco circa 250mila residenti hanno lasciato la città.

In generale, secondo la vicepremier ucraina Iryna Vereshcuk sono 4676 le persone evacuate attraverso i corridoi umanitari solo nella giornata di oggi dalle città assediate in Ucraina.

Ucraina CrisiRussia Incontro-Zelensky-Johnson108 e 09 APRILE - Dopo la visita programmata della Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyden, che, ieri a Bucha, ha consegnato al presidente ucraino Zelensky la documentazione per la domanda di ingresso nell'Unione Europea, a sorpresa oggi a Kiev è arrivato anche il premier britannico Boris Johnson.

Secondo quanto riporta AdnKronos, Johnson ha incontrato il presidente ucraino che, su Telegram, ha pubblicato le foto dell'incontro scrivendo anche che "il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson è uno degli oppositori da principio dell'invasione russa, leader nella pressione delle sanzioni sulla Russia e nel sostegno alla difesa dell'Ucraina. Dal proprio profilo Twitter il premier inglese ha confermato l'incontro scrivendo: "Oggi ho incontrato il mio amico, il presidente Zelensky, a Kiev per dimostrare il nostro inamovibile sostegno al popolo ucraino" Johnson ha proseguito nel tweet: "Stiamo preparando un nuovo pacchetto di aiuti finanziari e militari che è la prova del nostro impegno per la lotta del suo Paese contro la barbarica campagna della Russia".

Non meno importante l'annuncio arrivato poco dopo da Downing Street rispetto al quale l'Inghilterra invierà all'Ucraina 120 mezzi corazzati e nuovi sistemi di missili antinave.

Ma Johnson ha anche promesso aiuti finanziari per 500 milioni di dollari attraverso la Banca Mondiale. Zelensky a tal proposito, come riporta AdnKronos, ha affermato che "gli altri paesi democratici occidentali dovrebbero seguire l'esempio del Regno Unito. Sempre il presidente ucraino, precedentemente l'incontro con Johnson, è tornato a parlare dell'attacco missilistico alla stazione di Kramatorsk, che ha causato molte vittime e per il quale Kiev accusa Mosca anche se questa nega. Zelensky ha detto, in un messaggio alla nazione diffuso sui social, che dovrà seere considerato in tribunale come "molti altri crimini di guerra russi". Il numero uno ucraino ha anche ringraziato l'Europa per gli aiuti finanziari e, dopo aver ricordato la visita della presidente von der Leyden e dell'alto rappresentante Borrell ieri a Bucha, ha anche approfittato per chiedere una maggiore pressione internazionale sulla Russia.

11 APRILE - Prosegue la guerra in Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio con quella che Mosca ha definito operazione militare speciale. La morsa su Kiev si è allentata, ma sembra intensificarsi l'offensiva nel Donbass. I separatisti filorussi, secondo quanto riporta un'agenzia della Tass che cita le dichiarazioni di Denis Pushilin capo della repubblica separatista filo russa di Donetsk, "il porto di Mariupol è stato liberato" e sarebbe sotto il controllo russo.

Le forze armate di Kiev, però, attraverso il generale Valery Zaluzhnyi, le cui parole riportate su Facebook sono citate da AdnKronos, fanno sapere che stanno ancora resistendo a Mariupol: "Le comunicazioni con le unità delle forze di difesa che eroicamente resistono nella città sono mantenute stabili - ha scritto il generale in una dichiarazione su Facebook- facciamo il possibile e l'impossibile per la vittoria e la protezione delle vite dei militari e dei civili. Abbiate fede nelle Forze Armate dell'Ucraina".

12 APRILE - Sarebbero a un "binario morto" i negoziati di pace fra Russia e Ucraina. A dichiararlo, oggi nel corso di una conferenza stampa con il presidente bielorusso Lukashenko, è il premier russo Vladimir Putin che ha anche aggiutno come "siamo di nuovo tornati a una situazione senza uscita per noi tutti. Insomma, sembra allontanarsi, almeno secondo il punto di vista russo, una soluzione diplomatica del conflitto che sta infiammando l'Ucraina. Putin, nel corso dellla conferenza, come riporta AdnKronos, è anche tornato sulle atrocità di Bicha, dove sono state scoperte fosse comuni, definendole "false". Putin ha detto, come riporta AdnKronos, "vi sono state provocazioni in Siria, quando l'uso di armi chimiche da parte del governo di Assad è stato inscenato, poi è venuto fuori che era un falso, come sono false le accuse di Bucha". Putin ha aggiunto che qello che sta accadendo in Ucraina "è una tragedia, ma la Russia non aveva scelta". Il leader russo, che ha confermato la volontà di rafforzare i rapporti con la Bielorussia anche per rispondere alle sanzioni imposte dai paesi occidentali, ha spiegato che "l'operazione militare speciale sta andando secondo i piani".

Sul fronte ucraino oggi i servizi si sicurezza di Kiev, come annunciato su Telegram dal presidente Zelensky, hanno catturato il deputato ucraino filo russo Viktor Medvedchuk, membro del partito filo-russo Opposition Platform For Life, accusato di tradimento ed evaso dai domiciiari lo scorso febbraio. Sulla notizia il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha detto, come riporta AdnKronos, che "potebbe essere un falso, la notizia andrebbe verificata. Perché circolano tante notizie false". 

Mariupol una delle città più martoriate dal conflitto e ancora contesa fra russi e ucraini, sarebbe controllata dai russi all'80-90%. Ma non è ancora caduta, come riporta AdnKronos citando la testimonianza di un italiano appena rientrato da quelle zone, e le ultime sacche di resistenza ucraina si stanno concentrando nell'Azovstal, la più grande acciaieria d'Europa a ridosso del porto e nella zona vicina allo stadio.

13 APRILE - Non si ferma la guerra fra Ucraina e Russia. Mariupol, la città a sud sotto assedio da settimane e obiettivo di conquista delle forze armate russ per creare una connessione fra la Crimea e il Donbass, è stremata con centomila persone che ancora stanno cercando di andarene e il 90% degli edifici colpiti, come ha detto il sindaco della città. Ormai, come riporta l'Ansa, si combatte in strada e la resistenza ucraina si starebbe concentrando nell'acciaieria Azovstal dove si trovano i circa tremila soldati del battaglione Azov. Sempre a Mariupol secondo la Tass, che riporta le parole del maggiore generale russo Igor Konashehnkov il porto sarebbe nelle mani dei russi. Una conferma a quanto già dichiarato l'altro giorno dai sepratisti filo-russi, ma negato da Kiev.

Anche a Odessa, sempre secondo quanto riporta l'Ansa, la resistenza ucraina si sta facendi sentire e in serata due missili sono stati lanciati contro un incrociatore navle russo nel mar Nero e secondo il governatore ucraino della regione di Odessa sarebbero stati provocati ingenti danni. 

Intanto si rinforza l'asse Usa-Ucraina. Il preidente ucraino Zelensky, in un video pubblicato sui social, ha annunciato che dagli Usa sono in arrivo "800 milioni di dollari in armi, munizioni, artiglieria, elicotteri, veicoli corazzati". Zelensky ha fatto l'annuncio degli aiuto dopo il colloquio avuto con Biden e anche quest'ultimo ha confermato i termini degli aiuti illustrati dal presidente ucraino.

14 APRILE - Il Presidente statunitense Joe Biden si è detto pronto ad andare a Kiev. Lo ha fatto oggi rispondendo alle domande dei giornalisti che gli chiedevano se fosse pronto a recarsi nella capitale ucraina.

In attesa che ciò succeda, il presidente ucraino Zelensky nel corso di un'intervista rilasciata alla Bbc e riportata dalle principali agenzie di stampa, ha affermato che i massacri commessi dai russi a Mariupol e nella regione di Kiev, a Bucha e Borodyanka, hanno ridotto le possibilità di colloqui di pace con i russi. Su Mariupol Zelensly ha detto che "è distrutto - riporta AdnKronos - il 95% degli edifici di una delle più grandi città non solo dell'Ucraina, ma dell'Europa, con 500mila abitanti". Il presidente ucraino ha anche aggiunto che "quante persone siano state uccise e quante siano ancora là nessuno lo sa".

Un affondo da parte di Zelensky, come riporta l'Ansa, contro i paesi europei che ancora acquistano petrolio e gas russi. Zelensky ha parlato di "soldi sporchi del sangue di altre persone". Zelensky se l'è presa in particolare con Germania e Ungheria: " per esempio - riporta AdnkKronos citando le parole del presidente ucraino - l'embargo di petrolio credo che sia uno dei temi chiave e noi sappiamo che è stato bloccato da Germania e Ungheria".

Nel 50esimo giorno di guerra fa notizia la sorte dell'incrociatore russo al largo del Mar Nero. Secondo Kiev la nave è stata colpita dal suo esercito con un missile Neptune, riporta l'Ansa, mentre navigava al largo delle coste di Odessa. Ma secondo Mosca, invece a danneggiare la nave da guerra sarebbe stata l'esplosione a bordo, a seguito di un incendio, delle munzioni trasportate. 

16 e 17 APRILE - Dopo 51 giorni di guerra sembrerebbe che le forze armate russe siano riuscite a conquistare la città di Mariupol, nel sud del Paese sul mare di Azov. Si tratta di una delle città maggiormente colpite e martoriate dai combattimenti e dai bombardamenti. Una città strategica per Mosca che rappresenta una sorta di anello di congiunzione fra la Crimea e il Donbass. A sostenere che la città sia stata sgomberata dalle truppe ucraine, come scrive AdnKronos, è lo stesso ministero della Difesa russo citato dall'agenzia di stampa Tass. Secondo il ministero 1464 militari ucraini si sarebbero arresi a Mariupol. "L'intera area urbana di Mariupol è stata completamente sgomberata. Gli altri militari ucraini sono attualmente bloccati nello stabilimento metallurgico Azovstal", ha affermato il ministero, come riporta AdnKronos. "La loro unica possibilità di salvare le loro vite è quella di deporre volontariamente le armi e arrendersi", ha aggiunto. Sempre secondo i vertici militari di Mosca, sarebbero circa 4mil i militari ucraini morti nei combattimenti a Mariupol-

Poco prima che i russi facessero questo annnuncio, il presidente ucraino Zelensky aveva che la caduta di Mariupol e l'eleiminazione delle forze ucraine che difendono la città, vorrebbe dire, riporta AdnKronos citando un Tweet del Kyiv Independent, "la fine dei negoziati con la Russia"

Per resistere ancora, fanno sapere gli ucraini, servono armi ma secondo quanto denunciato dal consigliere di Zelensky, Mikhailo Podolyak, le armi necessarie stanno arrivando con troppo ritardo e l'Europa starebbe mandando quelle che Kiev non ha chiesto. Podolyak in un tweet scrive: "1) L'Ucraina chiede armi all'Europa. 2) Gli europei sostengono gli appelli ai loro governi. 3) L'Ue dà le armi all'Ucraina, non quelle che noi chiediamo. 4) Le armi ci mettono troppo ad arrivare". Conclusione: "La democrazia non vincerà giocando questo gioco. L'Ucraina ha bisogno di armi, non tra un mese. Adesso".

18 APRILE - Secondo le forze armate ucraine la situazione a Mariupol, città a sud dell'Ucraina a centro dei combattimenti e degli attacchi russi ormai da settimane, vedrebbe delinearsi una sorta di ultima battaglia. Secondo il primo ministro ucraino Denys Shmyhal, come riporta AdnKronos, la città ancora non è caduta nelle mani dei russi e i soldati ucraini ne controllerebbero ancora alcune zone. Ma i militari russi sono determinati a chiudere il capitolo e il ministero della difesa di Mosca, come riporta AdnKronos, ha già minacciato l'eliminazione di tutti i combattenti di Kiev che ancora stanno resistendo nella città assediata, essendo scaduto l'ultimatum che li invitava alla resa.

Secondo Shmyhal, però, nessuna città ucraina sarebbe caduta, ma solo Kherson sarebbe sotto il controllo russo. Il premier ucraino ha affermato che oltre 900 cittadine e villaggi ucraini sono stati liberati dall'occupzione russa e, per quanto riguarda il Donbass, "non abbiamo intenzione di arrenderci", ha detto. Stesso concetto ribadito anche dal presdente ucraino Zelensky il quale ha detto che gli ucraini non sono disposti a cedere territorio nell'est del Paese per finire la guerra, ma si preparano a combattere in Donbass la battaglia decisiva.

Intanto oggi Igor Zhovka, numero due dell'ufficio di presidenza ucraino, ha informato che il governo ucraino ha completato il questionario per ottenere lo status di Paese candidato all'adesione alla Ue. "Ora ci aspettiamo una raccomandazione positiva da parte della Commissione, e poi la palla passerà agli Stati membri. A giugno si terrà una riunione del Consiglio europeo, dove ci aspettiamo che l'Ucraina ottenga lo status di candidato", ha affermato.

19 APRILE - La Russia ha iniziato a intensificare le operazioni militari nel Donbass, regione ucraina ritnuta oiìbiettivo minimo dell'operazione militare speciale iniziata da Mosca lo scorso 24 febbrao A confermarlo, come riporta AdnKronos che riprende le parole pronunciate in un video pubblicato sui social, è il presidente ucraino Volodmyr Zelensky: "Possiamo dire che la Russia - spiega Zelensky - ha iniziato la battaglia per il Donbass". Zelensky conferma anche che gli ucraini non si arrenderanno: "Qualsiasi numero di soldati russi verrà schierato sul nstro territorio, aggiunge - noi combatteremo fino alla fine". E aggiunge anche che "ai russi non faremo prendere nulla di ucraino: sono grato a tutti i nostri difensori, a tutte le nostre città nel Donbass e nella regione di Kharkiv che ora resistono alle forze degli occupanti"

Anche lo Stato Maggiore dlle forze armate ucraine segnala che "si registrano - riporta AdnKronos - segnali dell'inizio di un'operazione offensiva nella parte orientale dell'Ucraina". Lo Stato Maggiore Ucraino scrive anche che "il nemico continua a bloccare parzialmente Kharkiv e a distruggere le aree residenziali della città con il fuoco di artiglieria".

Per quanto riguarda Mariupol, lo Stato Maggiore Ucraino sottolinea che "la battaglia continua, il nemico sta prendendo d'assalto il porto". E, sempre a proposito di Mariupol, sembra che centinaia di civili si stiano rifugiand nell'acciaieria Azovstal: "In questo momento - ha detto Denis Prokopenki, comandante del reggimento Azov, in un video su Telegram - a Mariupol centinaia di civili si stanno rifugiando presso l'acciaieria Azovstal. Tra loro ci sono persone di tutte le età, donne, bambini, famiglie di difensori di Mariuol, che hanno trovato l'unico rifugio disponibile accanto ai soldati ucraini, che stanno ancora difendendo la città dagli invasori russi".

Ucraina CrisiRussia Negoziati-Mariupol120 e 21 APRILE - Dopo oltre cinquanta giorni di guerra in Ucraina torna a muoversi il fronte diplomatico. E a fare una mossa è il consigliere del presidente ucraino Volodomyr Zelensky, Mikhailo Podolyak che, su Twitter, ha scritto "siamo pronti a tenere un round speciale di negoziati a Mariupol". Il cinguettio è arrivato dopo l'essesima drammatica giornata di combattimenti nella città del sud dell'Ucraina. "Uno a uno. Due a due. Per salvare i nostri ragazzi, Azov, militari, civili, bambini, vivi e feriti. Tutti. Perché sono nostri. Perché sono nel mio cuore. Per sempre", ha scritto ancora Podolyak.

Secondo quanto riferisce Susplinews, citato sempre da AdnKronos, il vicepremier ucraino Iryna Vereshchuk oggi a Mariupol non avrebbero funzionato i corridoi umanitari. "I militari russi - ha riferito - non hanno rispettato il cessate il fuoco e non hanno accompagnato le persone ai punti di raccolta dove aspettavano gli autobus". 

Sempre sul fronte diplomatico arriva direttamente dal segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres la richiesta di incontrare il presidente russo Putin a Mosca e quello ucraino Zelensky a Kiev. L'obiettivo di tali incontri, nelle parole di Guterres, sarebbe quello di discutere una serie di "misure urgenti per arrivare alla pace". 

Anche il presidente Zelensky oggi non ha fatto mancare la propria voce e nel corso di una conferenza stampa a Kiev ha riferito come "la situazione a Mariupol - riporta AdnKronos - sta peggiorando. Le nostre truppe stanno difendendo centinaia di feriti e di civili, perdono la vita, e non per caso". 

22 APRILE - Mosca avrebbe il controllo di Mariupol. A sostenerlo il ministro della difesa russo Sergei Shoigu in un incontro con il presidente Putin mandato in onda dalla tv pubblica. Putin si è congratulato per il successo dell'operazione e ha anche detto di aver annullato, come riporta AdnKronos, l'assalto all'acciaieria Azovstal dove rimangono gli ultimi indomiti militari ucraini, si pensa siano circa duemila. Putin ha motivato questa decisione dicendo di non voler perdere altre vite russe. "Questo è il caso - ha detto Putin - in cui dobbiamo pensare a preservare la vita dei nostri soldati e ufficiali. Non c'è bisogno di arrampicarsi in questa catacomba e strisciare sottoterra lungo queste strutture industriali". Putin ha anche aggiunto che, in ogni caso, l'acciaieria va isolata "in modo - ha detto - che non possa entrare o uscire una mosca". La decisione di non affondare il colpo nell'acciaeieria, però, potrebbe essere momentanea, come fanno capire le parole del ministro Shoigu il quale ha detto - come riporta l'agenzia AdnKronos - che la fabbrica dovrebbe essere catturata nei prossimi tre o quattro giorni.

Oggi in conferenza stampa è intervenuto anche il presidente americano Joe Biden, il quale ha annunciato un nuovo stanziamento di altri 800 milioni di dollari all'Ucraina. L'Ucraina secondo Biden si trova "in una fase cruciale della guerra con russia, fase in cui bisogna muoversi più velocemente possibile per far arrivare algi ucraini le armi di cui hanno bisogno per difendersi nella nuova offensiva russa nel Donbass" ha detto Biden, come riportato da AdnKronos. Il presidente statunitense ha anche aggiunto che "Putin non potrà mai vincere, non potrà mai riuscire a dominare e occupare l'Ucraina". E si è anche detto dubbioso sul fatto ch i russi abbiano il controllo di Mariupol: "Prima di tutto - ha detto - è da vedere se veramente controlla Mariupol".

23 e 24 APRILE - A ormai due mesi dall'inizio della guerra in Ucraina continuano ad arrivare agenzie che riportano attacchi e bombardamenti nelle città ucraine. Oggi, secondo quanto riporta AdnKronos, è toccato a Odessa essere bombardata da un attacco missilistico russo che ha causato, stando al primo bilancio fornito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una conferenza stampa, 8 morti e 20 feriti. Conferme dell'attacco si troverebbero, come afferma la Bbc citata sempre da AdnKronos, anche da parte russa perché lo stesso ministero della Difesa di Mosca, citato dall'agenzia Tass, missili ad alta precisioni sarebbero stati utilizzati per annientare una base logistica ucraina vicino a uno scalo militare a Odessa.

Zelensky, sempre nel corso della conferenza stampa, ha parlato anche di Putin affermando di non volerlo incontrare ma di doverlo fare "se vogliamo - ha detto - risolvere questo conflitto in modo diplomatico". Ma prima di incontrarlo Zelensky ritiene imprescindibile una tregua: "Ora non posso incontrarlo - ha detto - prima devono tacere le armi". Il presidente ucraino ha parlato anche dell'Italia dicendo che "si è unita alla coalizione contro la guerra e sento un forte sostegno - riporta AdnKronos virgolettando le parole di Zelensky - da parte del primo ministro Mario Draghi. Sono grato all'Italia e agli italiani e al loro premier che aspettiamo".

Per quanto riguarda Mariupol, la città a sud del Paese sotto attacco da molto tempo, Zelensky ha confermato che si trova ancora sotto assedio e che oggi "ci sono stati pesanti bombardamenti aerei e terrestri. La situazione è drammatica". "Sono convinto che vinceremo e dimostreremo tutto il nostro valore ai paesi occidentali". In questo momento, aggiunge, "la resistenza è l'unica possibilità che ci è rimasta".

25 APRILE - Dopo due mesi di guerra in Ucraina sono tutt'altro che tranquillizzanti i concetti espressi dal ministero degli esteri russo Serghei Lavrov. Nel corso di un'intervista al primo canale ripresa dall'agenzia di stampa Ineterfax, come ricorda AdnKronos, Lavrov ha parlato di "rischio reale che il conflitto in Ucraina sia l'innesco di una terza guerra mondiale". Lavrov ha anche aggiunto che questo pericolo è "serio, è reale. Non si può sottovalutare". Il ministro ha paragonato l'attuale situazione a quella della crisi missilistica di Cuba del 1962, quando Usa e 'allora Urss arrivarono vicinissimi all'innesco di un conflitto, fortunatamente evitato. Lavrov ha specificato, però, che allora "c'erano regole, regole scritte. Le regole di condotta erano molto chiare. Ora rimangono poche regole". Ma il mnistro russo ha anche aggiunto, come riporta la Tass citata dal fattoquotidiano.it che per la Russia una guerra nucleare è inaccettabile.

Ma sempre la Russia ritiene al momento impossibile un cessate il fuoco, come riporta una agenzia Tass ripresa da AdnKronos che cita il vice rappresentante russo alle Nazioni Unite Dmitry Polyansky. Secondo quest'ultimo l'Ucraina potrebbe approfittare del cessate il fuoco per "raggruppare le forze e condurre delle provocazioni". Poyansky ha anche aggiunto che l'Ucraina "sta miando i nostri sforzi per aprire corridoi umanitari e quindi penso che un cessate il fuoco non sia adesso una buona opzione".

Sul fronte bellico oggi sono state registrate esplosioni in Transnistria, regione filorussa della Moldavia. A denunciarlo, secondo quanto riporta AdnKronos, il centro stampa del ministero dell'Interno della Transnistria. Non ci sarebbero morti o feriti.

28 APRILE - Il presidente americano Joe Biden oggi ha annunciato di aver chiesto al Congresso di approvare un nuovo pacchetto da 33 miliardi di dollari a favore dell'Ucraina, dei quali 20 destinati ad aiuti militari. "Abbiamo bisogno di questa legge - ha detto Biden, come riporta AdnKronos - per sostenere l'Ucraina nella sua lotta per la libertà. Il costo di questa lotta non è a buon mercato, ma cedere all'aggressione sarebbe ancora più costoso se permetteremo che succeda".

Nel complesso il nuovo pacchetto di aiuti economici servirà, oltre che a far arrivare munizioni e armi a Kiev, anche a garantire sostegno economico e umanitario. Biden, riporta ancora AdnKronos, ha sottolineato che è "cruciale che questi fondi vengano approvati il più presto possibile". Il presidente statunitense ha specificato che "noi non stiamo attaccando la Russia, ma stiamo aiutando l'Ucraina a difendersi". E ha aggiunto che "fino a quando continueranno le atrocità e l'assalto russo noi continueremo a inviare aiuti militari".

Sulla stessa linea degli Usa, anche la Germania ha approvato - come riporta l'Ansa - la consegna di armi pesanti all'Ucraina.

E non è mancata la presa di posizione russa. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peshov, come riporta Ansa citando la Tass, ha detto che l'invio di armi in Ucraina e in altri Paesi rappresenta "una minaccia per la sicurezza dell'Europa".

In serata due missili hanno colpito la capitale Ucraina proprio mentre era in corso l'incontro fra il presidente Volodomyr Zelensky, il ministro degli esteri ucraino Kuleba e il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Secondo quanto riporta AdnKronos a essere colpita è stata una zona abitata nel quartiere centrale di Schevchenkyvsky e, secondo la portavoce dei servizi di emergenza Vodolaha, ci sarebbero vittime. 

29 APRILE - In un'intervista rilasciata alla tv Al-Arabiya, riportata da AdnKronos, il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov ha detto che la Russia non si considera in guerra contro la Nato. "Purtroppo - ha aggiunto Lavrov - c'è la sensazione che la Nato ritenga di essere in guerra con la Russia. La Nato, gli Stati Uniti, i leader europei dicono direttamente che Putin deve perdere, che la Russia deve essere sconfitta". Il ministro è tornato anche su un concetto molto spaventoso come quello della guerra nucleare dicendo, riporta sempre AdnKronos, che "non è la Russia a giocare con le parole 'guerra nucleare'" ma a suo dire è stato il presidente ucraino Zelensky, a gennaio, a dire che "l'Ucraina ha commesso un errore quando ha rinunciato al suo status nucleare. E poi ha detto che l'Ucraina dovrebbe pensare all'acquisizione di armi nucleari".

Anche il presidente ucraino Zelensky è tornato a parlare oggi nel corso di un'intervista concessa ai media polacchi. Il concetto più forte espresso dal presidente ucraino riguarda un alto rischio che i colloqui di pace tra Ucraina e Russia, come riporta AdnKronos, possano fermarsi. Ma Zelensky si è detto ancora disposto a parlare con Putin, nonostante le atrocità commesse a Bucha, Mariupol e altre città.

30 APRILE - La città di Odessa, sul Mar Nero, presa di mira da attacchi missilistici russi. A riferirlo, come riporta AdnKronos, è stato il governatore della città, Maksym Marchenko su Telegram. L'attacco avrebbe provocato la distruzione della pista dell'aeroporto della città. Le autorità della città hanno già proclamato lo stato di coprifuofo dalle 22 del primo maggio alle 17 del 3 maggio.

Intanto nell'acciaieria Azovstal di Mariupol, dove rimangono asserragliati i militari ucraini insieme a civili, una ventina di questi ultimi, secondo quanto riferisce la agenzia Tass citata da AdnKronos, sarebbero stati fatti evacuare. 

Intanto oggi lascia sconcertati il servizio andato in onda sulla tv di stato russa nel corso del quale si è parlato - come riportano le principali agenzie, fra cui AdnKronos - in via ipotetica del lancio di missili russi contro le principali capitali europee. Secondo il sevizio ci vogliono 106 secondi per colpire Berlino, 200 per colpire Parigi e 202 per colpire Londra. Il tempo è quello riferito al lancio di missili Sarmat da Kaliningrad dove, si dice nel programma, tali armi nn sono presenti. In trasmissione, però, è stato anche fatto notare che in una guerra nucleare non ci sarebbero né sopravvissuti, né vincitori.

04 MAGGIO - Torna ad alzarsi il livello di intensità degli attacchi russi in Ucraina a oltre due mesi dall'inizio di quella che Putin ha definito operazione militare speciale. Nella giornata di oggi diversi attacchi missilistici sono stati registrati, come riporta AdnKronos, nelle città di Cherkasy, Dnipro e Zaporizhzhia.

Il sindaco della città di Dnipro ha riportato che un missile si è abbattuto sul centro cella cittadina e un altro sulla linea ferroviaria. Questo quanto scritto dal capo staff di Zelensky, Yermak, su Telegram, come riporta SdnKronos: ""La Russia continua a bombardare le infrastrutture ferroviarie. Le informazioni sui danneggiamenti a Dnipro, nella parte centrale della città, sono già state confermate. I russi stanno cercando di distruggere la nostra logistica, perché non possono vincere sul campo di battaglia. Vogliono fermare il Paese, ma non ci riescono grazie al coraggio dei nostri soldati, dei ferrovieri, dei lavoratori delle strade e di tutti gli ucraini".

Altre esplosioni sono state sentite a Mykolaiv, comeha riferito il sindaco citato da Ukraina 24. E anche Leopoli, la città più vicina al confine polacco, sono state sentite le sirene di allarme aereo come ha riferito AdnKronos riportando la Bbc. Sempre a Leopoli, nella giornata di ieri, erano stati registrati una serie di raid che avevano compromesso il funzionamento di tre centrali elettriche.

Nella regione di Kiev il sindaco Klitschko riferisce di boschi in fiamme e viene segnalato anche un attacco missilistico a Brovary, sempre nella stessa regione.

Rimane sotto attacco anche Kharkiv come informa il governatore Synegubov su Telegram. Nella regione proseguno i combattimenti. "Continuano aspri combattimenti: il nemico sta cercando di attaccare e sparare con l'artiglieria contro le posizioni dei nostri difensori. Sotto tiro anche la popolazione civile", riferisce il governatore come riporta AdnKronos, anticipando che "le forze armate ucraina hanno ottenuto molti risultati militari".

07 MAGGIO - Sembrano aver funzionato i corridoi umanitari per far evacuare i civili asserragliati, insieme ai mlitari ucraini, nell'accaieria Azovstal di Mariupol, la città a sud di Kiev letteralmente devstata dagli attacchi russi. Secondo quanto riport AdnKronos, che cita la vicepremier ucraina Iryna Vereschchuk, l'operazione di evacuazione dei civili sarebbe stata completata. Negli ultimi due giorni, secondo il ministro degli Affari Interni ucraino, Denis Monastyrsky, intervistato da Fox News, sono stati evacuati oltre 500 civili da Azovstal. Il fatto che i soldati del battaglione Azov abbiano alzato bandiera bianca, spiega AdnKronos citando i messaggi del battaglione stesso su Telegram, non vuol dire che questo si sia arreso ma il gesto era finalizzato all'evacuazione dei civili.

Intanto al settantraesimo giorno di guerra l'esercito ucraino fa sapere che nelle ultime due settimane sono stati riconquistati un certo numero di villaggi a nord e a est di Kharkiv.

Sarebbero sei i missili russi lancati oggi sulla città di Odessa. A dirlo le forze di difesa ucraine, come riporta AdnKronos. Gli attacchi non avrebbero causato vittime ma danni alle infrastrutture.

12 MAGGIO - Sono in corso negoziati per far uscire medici e feriti dall'acciaieria Azovstal a Mariupol, dove rimangono ancora rinchiusi i militari ucraini assediati ormai da settimane dai russi. La vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk, su Telegram, come riporta AdnKronos, ha informato della situazione nell'acciaieria scrivendo che "su richiesta del presidente Zelensky stiamo conducendo dei negoziati molto complicati in merito all'evacuazione da Azovstal. Chiedo a tutti coloro che non sono coinvolti di non commentare pubblicamente e non creare disinformazione. In questo momento si sta parlando di portare via 38 dei militari gravemente feriti. Stiamo lavorando passo a passo. Dopo aver scambiato loro andremo avanti. Ora non ci sono negoziati in corso su 500 o 600 persone come hanno diffuso alcuni media".

Intanto dal fronte arrivano notizie di forti esplosioni nel centro di Kherson, come riporta AdnKronos citando l'agenzia Sputnik, nella parte meridionale del Paese. L'Unian, citando il deputato del consiglio comunale Dmytro Burlai, riferisce che ieri sera i russi avrebbero attaccato il villaggio Osokorovka con bombe al fosforo. Eslosioi anche nella città di Nikolaev, come riferisce il sindaco.

Nel Mar Nero secondo l'amministrazione regionale di Odessa, citata sempre da AdnKronos, ci sarebbe un'altra nave russa in fiamme e questa sarebbe stata rimorchiata verso il porto di Sebastopoli.

Il presidente del consiglio italiano, Mario Draghi, al rientro dal viaggio in Usa riferendo al Consiglio dei Ministri, come riporta il fatto quotidiano online, ha confermato la propria lea spingendo per un incontro fra Russia e Stati Uniti e in questo contesto Biden deve chiamare Putin.

16 MAGGIO - E' iniziata l'operazione per evacuare i militari ucraini ancora rinchiusi nell'acciaieria Azovstal nella martoriata città di Mariupol nel sud del paese. Lo riporta AdnKronos che cita il ministero della Difesa di Kiev. In particolare è la viceministra della Difesa ucraina, Hanna Maliar, a scrivere su Telegram che "nella località di Novoazovsk - riporta ancora AdnKronos - controllata dai russi sono stati portati 53 militari ucraini gravemente feriti, 211 militari sono avacuati attraverso il corridoio umanitario nel centro abitato di Olenivka sotto il conrollo russo".

Sull'episodio, atteso dopo moltissimi giorni di assedio, si è espresso anche il presidente ucraino Zelensky che si è complimentato coni militari di Kiev, ma anche con Croce Rossa a Onu. Ecco quello che ha scritto Zelensky su Telegram, come riportato da AdnKronos: "Speriamo di poter preservare la vita dei nostri ragazzi. Tra di loro ci sono dei feriti gravi. A loro viene fornito aiuto. Voglio sottolineare che gli eroi ucraini servono all'Ucraina vivi. E' iniziata l'operazione per far tornare i nostri militari a casa. E' un lavoro che richiede delicatezza e tempi".

Denis Prokopenko, comandante del battaglione Azov che per 82 giorni ha combattuto nell'acciaieria, ha precisato, in un video pubblicato su Telegram, che "i difensori di Mariupol hanno eseguito un ordine respingendo il nemico per 82 giorni, nonostante tutte le difficoltà".

19 MAGGIO - Dopo parecchio tempo che non si sentivano oggi, su iniziativa americana, come riferisce AdnKronos che cita l'agenzia russa Tass, si è tenuto un colloquio telefonico tra il capo di Stato Maggiore delle forze armate russe, Valery Gerasimov, e il suo omologo americano, Mark Milley. Questo colloquio segue quello tenutosi la socrsa settimana fra il ministro della difesa russo Shoigu e il segretario alla Difesa degli Usa, Lloyd Austin. Al centro del dialogo, come riferisce AdnKronos, la situazione in Ucraina. Insomma, forse sul fronte diplomatico inizia a muoversi qualcosa anche fra Usa e Russia, dopo che i rapporti sembravano essersi molto raffreddati.

Intanto sul fronte bellico sembrava che dall'acciaieia Azvostal di Mariupol fossero stati fatti uscire tutti i soldati, ma non è così come conferma un video postato e pubblicato dai medi ucraini con il vicecomandante del reggimento Azov, Sviatoslav Palamar che nega le notizie relative alla sua resa e nel video dice, come riporta AdnKronos, "oggi è l'85esimo giorno di guerra. Io e il comando militare ci troviamo nello stabilimento Azovstal. L'operazione continua, non rivelerò i dettagli". Secondo Mosca sono 1730 i soldati ucraini dell'Azvostal arresisi ai russi, 771 dei quali lo hanno fatto nelle ultime 24 ore. 

Anche oggi sono proseguiti gli attacchi in molte città ucraine, con morti e feriti. Fra queste Donetsk e Luhansk, nel Donbass e Kharkiv.

23 MAGGIO - La guerra in Ucraina sta per tagliare il traguado dei 3 mesi e sul fronte militare, come riportano le principali agenzie di stampa, e gli attacchi russi si stanno concentrando sempre più massicciamente nel Donbass. In particolare è sotto attacco la regione del Lugansk ed è la citta di Severodonetsk particolarmente bersagliata dagli attacchi dell'esercito di Mosca. L'esercito ucraino resiste, ma come ha avuto modo di dire qualche giorno fa il presidente Zelensky, in Donbass attualmente la situazione è molto difficile.

Intanto oggi, come riporta AdnKronos insieme alle principali agenzie di stampa, è stato processato per crimini di guerra a Kiev, dal Tribunale distrettuale, un soldato russo di 21 anni il quale si è dichiarato colpevole dell'uccisione di un civile ucraino di 62 anni. L'epsiodio si è verificato nella regione di Sumy lo scorso 28 febbraio. Il soldato si è scusato con la vedova e ha detto che non voleva uccidere ma stava eseguendo ordini superiori. Il soldato è stato condannato all'ergastolo dal tribunale.

Ora, come riporta ancora AdnKronos che riporta le dichiarazioni della procuratrice generale Iryna Venediktova, saranno processati per crimini di guerra in Ucraina altri 48 soldati russi catturati in questi mesi di combattimenti dalle forze armate ucraine. Sempre secondo la procuratrie a oggi sono state aperte inchieste nei confronti di quasi 13mila soldati russi. Il primo a eseere condannato, come si diceva all'inizio, il 21enne di cui abbiamo parlato all'inizio.

29 MAGGIO - Il presidente ucraino Volodomyr Zelensky ha lasciato Kiev per visitare e confortare i soldati che stanno resistendo nella città di Kharkiv, nella parte orientale del Paese, vicino al confine con la Russia. Zelensky ha colto l'ocasione, come riporta AdnKronos, per comunicare il licenziamento del capo del servizio di sicurezza ucraino nella regione, Dudin. Il presidente ucraino ha spiegato in un video pubblicato su Telegram che Dudin è stato rimosso "perché dai primi giorni dell'invasione su vasta scala, invece di lavorare per la difesa della città, ha curato i propri interessi. Quali sono le motivazioni lo scopriranno le forze dell'ordine".

Zelensky ha anche spiegato che a "causa degli attacchi russi - riporta AdnKronos citando le parole di Zelensky - la città di Severodonetsk è praticamente distrutta. Il 90% delle abitazioni è danneggiato". Mentre il 30% di Kahrkiv è in mani russe. Ma Zelensky ha ribadito che "l'Ucraina si riprenderà tutto", riporta la Cnn, citata sempre da AdnKronos.

Per quanto riguarda il Donbass, dove la guerra si è maggiormente concentrata, la situazione, per Zelensky, rimane difficile soprattutto nelle zone d Severodonetsk, Lysychansk, Bakhmut e Popasna. Il numero uno ucraino ha detto, sempre secondo qanto riporta AdnKronos, che "in termini di armi ogini gioeno ci avviciniamo sempre più al numero del nostro nemico".

(in aggiornamento, a cura di Emanuele Salvato)


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