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Economia, Cina in campo con la sua criptovaluta per affossare il bitcoin

Criptovalute4PECHINO, 22 mag.  – La Cina sta sperimentando la sua valuta digitale per dare una forte spallata al mercato delle criptovalute.

Dopo che Elon Musk ha annunciato che la sua Tesla non avrebbe più accettato pagamenti in bitcoin, è arrivato lo schiaffone cinese con le autorità regolatorie che hanno vietato alle istituzioni finanziarie e alle piattaforme di pagamento di fornire servizi in criptovalute. Un segnale ulteriore che Pechino non vuole troppa concorrenza rispetto alla sua piattaforma Digital Currency Electronic Payment (DCEP), vale a dire lo yuan virtuale, per il quale ha lanciato già diverse sperimentazioni nel paese.

Il bitcoin è sceso sotto i 40mila dollari, il livello più basso degli ultimi tre mesi e mezzo, con un calo del 40 per cento rispetto al massimo raggiunto a metà aprile, e anche altre criptovalute hanno subito cali in doppia cifra in termini percentuali.

La Cina ha puntato con una certa decisione sulla creazione di una propria valuta digitale, mentre Stati uniti e Unione europea appaiono molto più prudenti su questo fronte.

Ma dietro la spallata cinese alle criptovalute ci sono anche altri ragionamenti. Da tempo Pechino ha una visione negativa delle criptovalute, che teme possano porre rischi al sistema finanziario interno e che portino a un aumento della speculazione. Già da diversi anni la Banca del popolo cinese, l'istituto centrale, ha vietato tutta una serie di transazioni in criptovalute.

L'altra valutazione che spinge le autorità cinesi a essere così ostili alle criptovalute è di natura più squisitamente ambientale. Le attività di mining sono fortemente energivore e vanno a impattare sullo stringente piano di transizione ambientale che è diventato la cifra della presidenza di Xi Jinping dopo che lo scorso anno il presidente ha fissato per il 2060 la deadline per la decarbonizzazione.

La Cina è il principale centro di mining per il bitcoin e, secondo il Centro per la finanza alternativa dell'Università di Cambridge, nel 2019 il mining dei bitcoin in Cina ha consumato più energia elettrica dell'Argentina. E, seocndo le stime, solo per questa attività il consumo di energia nel 2024 potrebbe raggiungere il consumo totale di energia dell'Italia.

(askanews)

 


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