Pandemia, Oms: 'Comprendere le preoccupazioni e contrastare la disinformazione sui vaccini'

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OMS3LONDRA, 21 feb. – "Comprendere le preoccupazioni, rispondere alle domande" è questa la riposta di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per rispondere alla "disinformazione e alla mancanza di informazione" sui vaccini.

"Quando parliamo di infodemia", ha detto in settimana intervenendo alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, "dovremmo partire dal comprendere le preoccupazione e le questioni che i cittadini sollevano. Penso che ci siano genuine domande e preoccupazioni dovunque, e dobbiamo ascoltarle e avere un meccaismo per affrontarle, perché la disinformazione viene in risposta a alcune domande e preoccupazioni. Per farlo consigliamo ai paesi e alle autorità di essere aperti, e spiegare esattamente cosa succede, con conferenze stampa regolari, condividendo informazioni: aiutare cittadni e guidarli su cosa fare".

Inoltre, "a livello globale abbiamo avuto tenuto conferenze stampa due o tre volte la settimana e abbiamo cooperato con Facebook, Twitter, Microsoft e tutte le tech industries per contrastare la disinformazione e la mancanza di informazione. Abbiamo un gruppo di consulenza sulla scienza dei comportamenti per vedere come contrastare l'infodemia in futuro sui social".

"Un anno fa"; ha ricordato il direttore generale dell'Oms, "dissi che il Covid-19 era molto pericoloso, il nemico pubblico numero uno, e mi ricordo che qualcuno poi mi chiese: non stai esagerando? Purtroppo nell'ultimo anno abbiamo imparato tutti la dolorosa lezione e abbiamo visto quanto pericoloso sia questo virus".

Ma "sebbene sia una pandemia, non tutti i paesi hanno risposto nello stesso modo e non tutti i paesi sono stati colpiti nello stesso modo. Molti paesi sono riusciti a controllare la diffusione, con test, distanziamento, mascherine, igienizzante, quarantene. Ora i vaccini ci danno una reale speranza". Però, se alla fine "ci saranno abbastanza vaccini per tutti, per ora sono una risorsa limitata: dobbiamo usarli nel modo più efficace. Stiamo avendo successo, sì, i casi delclinano, abbiamo potenti nuovi strumenti che solo sognavamo un anno fa, ma dobbiamo usarli efficacemente, cioè usarli in tutti i paesi per proteggere i gruppi più deboli: è il modo migliore per agire, e anche per ricostruire l'economia".

(askanews)


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