Al Bibiena al via i concerti della domenica nel segno di Vivaldi

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LeeChae-Yeon1MANTOVA, 12 gen. - Dopo la grande inaugurazione della 5^ edizione di MantovaMusica con Pavel Berman e la Sofia Sinfonietta Orchestra, domenica 12 gennaio alle ore 17.00 al Teatro Bibiena anche i Concerti della Domenica avranno il loro battesimo, in omaggio alla tradizione italiana, nel segno di Antonio Vivaldi, in un programma che si divide tra "sacro e profano".

I solisti Magdalena Aparta (contralto) e Chae-Yeon Lee (violino) interpreteranno, accompagnati dalla Bibiena Chamber Orchestra – ensemble in residence dei Concerti della Domenica 2020 – diretta da Alessandro Travaglini, lo Stabat Mater e le celeberrime, entusiasmanti Quattro Stagioni.

A proposito dello Stabat Mater di Antonio Vivaldi (1712) così scrisse il compositore Alfredo Casella: "Il manoscritto di questo capolavoro è incompleto, nel senso che Vivaldi sembra non aver musicato che una parte del celebre testo poetico. Non appare possibile accertare che la composizione dovesse essere completa e che solamente una parte ce ne sia pervenuta, oppur se fosse nell'intenzione di Vivaldi di non musicare che i passi più importanti di quel poema. Data la mirabile perfezione di questa musica, ritengo più plausibile considerare di trovarsi in presenza di un lavoro compiuto, al quale Vivaldi abbia dato intenzionalmente questa forma ridotta». L'opera, per quanto incompiuta, ha pagine mirabili che, nel costante «dialogare» tra voce e strumenti scolpiscono stati d'animo dolorosi e profondi.

Se già attraverso il repertorio sacro Vivaldi è capace di "travolgere" l'ascoltatore con la vivacità delle sue composizioni, è nel repertorio profano che la brillantezza senza pari della sua musica trova il proprio culmine. Ne sono forse il più celebre esempio le celeberrime Quattro stagioni op. 8, che costituiscono i primi quattro concerti –dell'opera Il cimento dell'armonia e dell'invenzione. Da un punto di vista dell'evoluzione stilistica, Vivaldi ha dato forma e perfezione definitive al concerto solistico rafforzando la contrapposizione del "tutti" e dei "soli" e soprattutto introducendo nella parte dei solisti una intensa espressività, un lirismo personale conosciuto in quel tempo soltanto nell'aria d'opera. Il violino è protagonista assoluto, virtuoso come nell'Estate o sorgente di celestiale dolcezza come nell'Inverno.

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