Morto il musicista Ezio Bosso, era stato al Festival Trame Sonore di Mantova nel 2017

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BossoEzio2MANTOVA, 15 mag. - A 48 anni se ne è andato Ezio Bosso, musicista torinese affetto da una malattia degenerativa contro la quale combatteva da anni e che nel 2019 l'aveva costretto anche a ritirarsi dalle scene.

Pianista, direttore d'orchestra apprezzatissimo, Bosso era stato al Festival Trame Sonore di Mantova nel giugno del 2017 quando emozionò il folto pubblico di piazza Santa Barbara con un concerto magico per sonorità e atmosfera, reso ancor più unico dall'ambientazione dalla capacità di Bosso di creare empatia, di emozionare.

Il musicista torinese guidò l'Orchestra da Camera di Mantova in una splendida interpretazione della Sinfonia n. 8 in si min. D 759 "Incompiuta" di F. Schubert. Fu un'emozione particolare per lo stesso Bosso che, giovane contrabbassista, esordì proprio nell'Ocm ed essere tornato a dirigerla per lui fu, per sua stessa ammissione, motivo di "soddisfazione e orgoglio", disse.

"E' stata la mia sfida più importante e sono felicissimo di esserci riuscito", disse al termine del concerto. Notevole successo riscosse anche l'esecuzione al pianoforte tre sue brevi composizioni, impreziosite dall'ampiezza sonora creata dagli speciali arrangiamenti per l'orchestra.

Bosso nel corso della sua carriera ha tenuto concerti in tutto il mondo ed è stato direttore stabile della The London Strings. Le colonne sonore da lui composte per i film di Gabriele Salvatores "Io non ho paura" e "Il Ragazzo invisibile" gli valsero due David di Donatello. Nel 2016 la sua apparizione a Sanremo, condotto da Carlo Conti, commosse milioni di persone davanti alla tv.

Il maestro Carlo Fabiano, direttore artistico dell'Orchestra da Camera di Mantova e del Festival Trame Sonore, insieme ai musicisti dell'Ocm ha voluto ricordare Ezio Bosso con queste parole:

"Caro Ezio, sono trascorsi quasi 30 anni dal nostro primo incontro.

L'immagine di te, giovanissimo ed estroso contrabbassista dal grande talento, è impressa nelle nostre menti.

Ci siamo ritrovati, con grande emozione, qualche anno fa: i tuoi strumenti, a quel punto, erano il pianoforte e noi, l'orchestra.

Dettagli di poco conto, perchè era rimasto immutato quel comune vivere la musica con entusiasmo e passione, cercando un senso e attribuendole un valore universale e fondamentale.

Abbiamo condiviso tanto.

Grazie".

(am)

 

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