Meg Wolitzer e Lella Costa raccontano il femminismo 'I piccoli gesti possono cambiare il mondo'

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Mantova Festivaletteratura CostaLella-WolitzerMeg1MANTOVA, 08 set. - Alla Basilica Palatina di Santa Barbara ospite al Festivaletteratura Meg Wolitzer, autrice di "The wife" (2003) e del recentissimo "La verità delle donne".

La nota autrice statunitense si è interrogata a livello intergenerazionale sul passato e futuro del femminismo, raccontandosi al pubblico nell'evento "Sono femminista, scrivo femminista", affiancata da Lella Costa, da sempre attenta alla questione femminile.

La formazione è una tematica fortemente presente nel recente romanzo dell'autrice: evidente il confronto con la situazione americana. L'Università in Italia è vissuta diversamente, non si ritrova quel forte aspetto di condivisione. Quanto incide la formazione delle protagoniste nel college? "Si tratta di una storia di formazione e amicizia femminile. Negli Stati Uniti chi va al college, si allontana dalla famiglia. Adoro l'adolescenza perché è il momento in cui tutto accade per la prima volta" afferma l'autrice definendo il suo romanzo un "romanzo di formazione".

"Mi interessa sapere come siamo diventati ciò che siamo. Se non fossi diventata scrittrice, mi sarei occupata di psicoanalisi" esordisce la Wolitzer. E a chi le chiede quale sia il messaggio del suo libro, risponde " Non so cosa intendano quando mi rivolgono questa domanda. Non voglio dare consigli ma mostrare come è essere una donna oggi".

Immediata allora la domanda di Lella Costa "Come è essere una donna oggi?". Si parla del movimento Me Too, noto movimento femminista contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne, volto a dimostrare la diffusione di violenza sessuale e molestia soprattutto sul posto di lavoro subita dalle donne. Esattamente come la protagonista del romanzo, la quale è vittima di una molestia da una compagno di corso.

"Ci sono due tipi di femministe: quelle famose e tutte le altre. Cosa significa essere femminista? Agire politicamente. Per qualcuno è importante parlare ad un pubblico di persone ma anche i piccoli gesti possono cambiare il mondo". Il romanzo viene definito come un'esperienza molto intima e "l'opposto del tweet".

E a chi le chiede come scrive una donna , risponde "Se un cavallo potesse scrivere, scriverebbe come un cavallo. Sono una donna e scrivo come una donna" ironizza la scrittrice.

"The wife", suo recente romanzo trasformato in film, le ha dato molte soddisfazioni: un'esperienza durata ben 14 anni ma bellissima. È stato difficile individuare la figura maschile. È assurdo che in un film che ha una protagonista femminile, ci siano tanti problemi a individuare l'interprete maschile. E per il prossimo film, afferma "Nicole Kidman sembra molto interessata al personaggio di Faith".

Marina Storti

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Scaricate, consultate e stampate gratuitamente Speciale Festivaletteratura firmato L'Altra Mantova. La versione cartacea sarà reperibile nei principali punti di interesse del Festivaletteratura.

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