Nba, clamoroso stop dei play-off per il caso Blake

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NBA3ORLANDO, 26 ago. - I giocatori Nba hanno deciso di boicottare tre partite in segno di protesta contro la brutalità della polizia statunitense nei confronti degli afroamericani.

Per primi sono stati i Milwaukee Bucks a decidere di non giocare gara-5 dei play-off con gli Orlando Magic, nonostante il vantaggio (3-1), come segno di protesta dopo l'ennesimo episodio di violenza che vede coinvolta la polizia statunitense nei confronti di Jakob Blake, un afroamericano di Kenosha, nello stato del Wisconsin: il 29enne è stato ferito da 7 colpi di pistola sparati alla schiena mentre si trovava al volante della propria automobile per riportare a casa i tre figli e rischia seriamente di restare paralizzato.

La decisione, fortemente voluta dai giocatori, segue le analoghe perplessità circa la scelta di scendere in campo avute dai cestisti dei Toronto Raptors e dei Boston Celtics, che avevano fissato una riunione per valutare il da farsi.

Alla forte decisione presa dai cestisti, segue il tweet della star LeBron James che, pur senza nominarlo, attacca il presidente Usa Donald Trump: "Fanc*** quest'uomo!!! Vogliamo un cambiamento, siamo stufi di tutto questo".

La decisione presa dai Milwaukee Bucks e dagli Orlando Magic ha avuto una vasta eco in Nba: la protesta si è infatti estesa ai match tra Houston Rockets ed Oklahoma City Thunder (in programma a mezzanotte e mezza ora italiana) e Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers (ore 3), che sono state ufficialmente rinviate.

 

 

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