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Tumore al pancreas, entro il 2030 sarà la seconda causa di morte nel mondo

Tumore2MILANO, 5 dic. – Il tumore al pancreas è considerato uno dei tumori con la prognosi più severa, aggressivo e nella maggior parte dei casi letale.

Negli ultimi 15 anni ha fatto registrare quasi un 60% di aumento di casi e di secondo quanto si evince dai dati di una ricerca condotta nel maggio del 2014 dal Pancreatic Cancer Action Network entro il 2030 sarà la seconda causa di morte nel mondo.

Per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere più fondi per la ricerca nel 2018 sarà costituita una vera e propria Coalizione Nazionale, che vedrà le Associazioni pazienti unirsi in una Federazione. L'annuncio è stato dato a Roma durante "Quality e Innovation in Pancreatic cancer", evento realizzato in occasione della Giornata mondiale del tumore al pancreas.

"Il primo progetto in cantiere è quello di creare una piattaforma web che possa interfacciarsi con le istituzioni in maniera efficace, dove far convogliare in maniera ufficiale tutte le informazioni sulla malattia, sui trattamenti, sui Centri di riferimento, una sorta di vademecum ufficiale per il paziente", spiega Francesca Mella vicepresidente dell'Associazione Nastro Viola, una delle quattro associazioni di pazienti che formerà la coalizione insieme alla Fondazione Nadia Valsecchi, Oltre la ricerca e Progetto My Everest (tutte formate da persone che hanno avuto in famiglia esperienza diretta di questa patologia).

In Italia ogni anno circa 13.000 persone si ammalano di tumore del pancreas. "E purtroppo la maggior parte non ne sopravvive – spiega Gabriele Capurso, responsabile gastroenterologia Ospedale Sant'Andrea -. È attualmente la quarta causa di morte per tumore nei paesi occidentali, uccide più di quelli del seno, del colon e dello stomaco e le proiezioni dicono che presto sarà la seconda. Il fumo è il principale fattore di rischio modificabile, poi l'obesità, l'eccesso di alcolici, il diabete, una dieta troppo ricca di grassi e carboidrati. La familiarità per la stessa malattia è un fattore di rischio ulteriore, e soggetti con due o più familiari che ne sono stati affetti, o con sindromi genetiche associate a un rischio elevato, dovrebbero rivolgersi a centri che praticano protocolli di screening. Purtroppo però solo il 2 per cento dei finanziamenti per la ricerca sui tumori è rivolto a questa malattia".

L'Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas (Aisp) segue l'evolversi di studi su nuove terapie che possano migliorare la qualità di vita dei pazienti. "In particolare la terapia a base di formulazione liposomiale pegilata, nota anche come Nal-Iri, sembra essere molto efficace e più mirata", spiega Luca Frulloni presidente Aisp. Va detto che negli ultimi anni, in generale, i protocolli chemioterapici sono molto migliorati, sia in termini di sopravvivenza che di riduzione della massa tumorale, nei casi in cui i pazienti non siano operabili. Esistono adesso trattamenti efficaci che permettono di ridurre la massa neoplastica e poter quindi sottoporre i pazienti all'intervento chirurgico in seconda battuta".

(askanews)

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