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Stephen Hawking, limiti dell'Universo a bolle nel suo ultimo articolo

HawkingStephen2LONDRA, 8 mag. – La rivista open access Jhep, il Journal of High Energy Physics ha pubblicato l'ultimo articolo scritto da Stephen Hawking e dal fisico Thomas Hertog e intitolato "A Smooth Exit from Eternal Inflation?".

Tradotto in italiano suonerebbe come "Un'uscita morbida dall'inflazione eterna?", con un significativo punto di domanda alla fine ed è un articolo ovviamente destinato a far parlare di sé: un po' per l'argomento intrigante, certo, ma soprattutto per essere l'ultimo studio firmato dal celebre fisico inglese, che ci ha lavorato fino a pochi giorni prima della morte.

Questo il contesto della pubblicazione. Quanto al contenuto, basato com'è su una matematica complessa e su concetti che spaziano dalla meccanica quantistica alla teoria delle stringhe, è complicato comprenderlo persino per gli addetti ai lavori, figuriamoci per semplici appassionati. L'argomento è quello dell'inflazione cosmologica: un periodo, immediatamente successivo al big bang, durante il quale l'universo si sarebbe espanso in modo vertiginoso. Un periodo durato quanto a lungo? Sebbene lo scenario comunemente accettato preveda una durata di appena qualche frazione di secondo, secondo alcuni modelli – quelli, in particolare, dell'universo a bolle – si tratterrebbe di un processo in alcune "porzioni" del cosmo tutt'ora in corso.

Questo perché gli effetti quantistici all'origine dell'inflazione, invece di arrestarsi, non farebbero altro che propagarsi all'infinito, innescando a cascata un'inarrestabile ramificazione di processi inflattivi in nuove regioni dell'universo. E dando così origine a una struttura a bolle – un frattale senza fine, ipotizzano alcuni – nella quale ciascuna "bolla" finirebbe per rappresentare un universo a sé. Un vero e proprio multiverso, dunque, nel quale il nostro particolare universo non sarebbe altro che una bolla fra tante – una bolla nella quale, essendo l'inflazione già terminata, si sono potute formare stelle, galassie, pianeti e anche esseri come noi.

La teoria non è nuova, ma la novità della proposta di Hawking ed Hertog sta nei limiti che cerca di porre all'infinità di questa struttura a bolle. Arrivando così a isolare un insieme circoscritto di universi possibili.

"Prevediamo che il nostro universo, a grandi scale, sia ragionevolmente liscio (smooth) e globalmente finito. Quindi non è una struttura frattale – aveva detto Hawking lo scorso autunno, al quale l'ipotesi d'un multiverso sconfinato non è mai piaciuta -. La teoria più diffusa dell'inflazione eterna prevede che, globalmente, il nostro universo sia come un frattale infinito, con un mosaico di differenti universi-tasca separati da un oceano inflazionario. Da un universo-tasca all'altro, in quello che nel complesso formerebbe un multiverso, le leggi locali di fisica e chimica potrebbero essere diverse. Ma io non sono mai stato un fan del multiverso. Se la scala dei differenti universi che formano il multiverso è grande o infinita, la teoria non può essere messa alla prova".

(askanews)

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