Brexit, e così si esce il 31 ottobre. Forse

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Brexit2BRISTOL (UK), 18 mag. - E così si esce il 31 ottobre. Forse. Oppure mai. Brexit è diventata una telenovela a più puntate.

L'Unione europea ha concesso altri sei mesi. A meno che conservatori e laburisti non trovino un accordo entro il 22 maggio per scongiurare la partecipazione del Regno Unito alle elezioni europee. Difficile. Molto difficile.

Ma l'economia cresce e la disoccupazione è al 3,9 %. In Italia è quasi all'11% e probabilmente di più, considerando che vengono contati come rapporti di lavoro anche quelli che durano un'ora al mese.

Sono appena tornato dall'Italia. Sono stato tre settimane in famiglia, tra incontri con amici, progetti futuri, cibo e altro. Sono stato bene. Ho respirato, però, un'aria di rabbia mista a rassegnazione. Un altro anno di crisi. La recessione è sempre più probabile se non sicura. I negozi sono vuoti. Come molti, troppi, portafogli.

Le facce sono preoccupateUn nemico si trova sempre per giustificare i propri fallimenti. Si torna a casa la sera ma i fallimenti non si sono spostati di un millimetro.

C'è un ometto solo al comando.

Non ha vinto le elezioni e neppure ci è andato vicino. È uno che ha un occhio in un mondo di ciechi. Un bullo che rievoca tempi bui in un paese che non ha più sogni ma neppure aspirazioni da tempo. Un corpo gestito e guidato perfettamente in una perenne diretta Facebook, Instagram e Twitter.

I risultati non contano anche perché non ci sono. Si spostano i reali problemi sempre più in là. Tutti inseguono e a provano a copiare l'originale. Sono macchiette di una macchietta.

Non so quanto durerà questo buffo e perverso incantesimo dentro cui il popolo italiano cade ciclicamente. Un giorno si sveglierà.

Capirà di essere stati preso per il culo. Per l'ennesima volta L'ometto cadrà e ne arriverà un altro. Inventerà nuovi nemici. Farà nuove promesseSarà adulato.

In questa eterna farsa dove intere generazioni sono state triturate e sputate ovunque nel mondo per potersi garantire un futuro decente.
Mao diceva che "grande è la confusione sotto il cielo: la situazione è eccellente".

Non rimane che questa speranza.
Forse.

Cristiano Ferrarese - scrittore, sindacalista, insegnante, libero pensatore, portiere d'albergo, operaio... e tanto altro ancora - vive a Bristol, in Inghilterra, da tre anni e gli abbiamo chiesto di descriverci l'Inghilterra negli anni della Brexit. Ecco il terzo resoconto, nel giorno in cui l'Inghilterra sarebbe dovuta uscire dalla Ue, ma è tutto rimandato.

"Visti da Nord" è una sorta di diario-testimonianza da parte di mantovani che vivono all'estero, a nord dell'Italia, per necessità o scelta.

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